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E’ ormai solo questione di ore ed il
campionato provinciale di terza categoria prenderà il via, e potrebbe
essere proprio la nostra squadra una di quelle che aprirà la contesa
2007-08. Infatti la società ha chiesto al comitato provinciale,
indipendentemente dall’avversario incontrato, di poter anticipare la
prima giornata a sabato 27 ottobre perché giorno ventotto ci sarà il
clou della “festa della castagna e dei sapori madoniti d’autunno”.
Quello che l’ASC.D. Petralia Sottana 1950 si appresta a disputare è il
secondo campionato consecutivo di terza categoria dopo la ripresa delle
attività. E’ doveroso da parte nostra quindi riportare un pò di cifre e
di numeri che tengono conto dei precedenti incontri che il Petralia ha
disputato contro le squadre che si accinge ad incrociare.
I giallorossi del presidente Farinella non
hanno mai affrontato in partite ufficiali alcuna rappresentativa del
Gangi. Per quanto riguarda il Valledolmo il Petralia in passato ha
giocato contro l’Indomita che comunque non esiste più e i precedenti del
Caltavuturo si riferiscono alla squadra che ora milita in prima
categoria. Il dettaglio completo dei precedenti è comunque il seguente:
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Squadra |
Incontri disputati |
Vittorie Petralia |
Pareggi |
Sconfitte Petralia |
Gol fatti
dal Petralia |
Gol subiti dal Petralia |
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Alimena * |
14 |
4 |
3 |
7 |
17 |
23 |
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A.Rossa/Campofelice |
6 |
3 |
3 |
3 |
3 |
5 |
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Bompietro |
2 |
0 |
2 |
0 |
5 |
5 |
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Belsitana |
2 |
1 |
0 |
1 |
3 |
4 |
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Cerda |
10 |
2 |
2 |
6 |
11 |
18 |
|
Nuccio |
6 |
4 |
2 |
0 |
9 |
4 |
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Geraci |
2 |
1 |
0 |
1 |
5 |
5 |
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Caltavuturo** |
12 |
4 |
6 |
2 |
17 |
13 |
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Gratterese |
2 |
1 |
0 |
1 |
3 |
3 |
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Lascari
|
4 |
1 |
2 |
1 |
6 |
3 |
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P.Loco Collesano |
2 |
0 |
0 |
2 |
0 |
4 |
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Indomita/Valledolmo |
6 |
1 |
2 |
3 |
5 |
10 |
* comprese due
partite di Coppa Trinacria ** si riferiscono alla squadra che ora
milita in I Cat.
Di seguito
pubblichiamo anche la speciale graduatoria aggiornata dei bomber (di
tutti i tempi) del Petralia e che ancora sono in attività:
14 Filì,
7 Raimondi
4 Ruisi, Scelfo
3 Farinella Antonio
2 Farinella Gesualdo, Zafonte
Francesco Minneci
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E’ sicuramente meglio affrontarla per prima
fuori casa, perché è sempre una delle avversarie più ostiche e
temibili, ma sarebbe impensabile andare ad Alimena sicuri di
ritornare con le pive nel sacco. Le statistiche dicono che i
gialloverdi sono la bestia nera del Petralia, l’anno scorso si
imposero sia all’andata che al ritorno, ed anche i precedenti
parlano sempre a favore dell’Alimena.
La prima partita ufficiale disputata nei
campionati federali invernali, (è ovvio che nei nostri articoli non
prenderemo mai in considerazione i risultati del Torneo delle
Madonie) risale al 31 novembre 1986, in quell’occasione ad Alimena
perdemmo per 2 a 0, ma anche al ritorno gli ospiti fecero propria
l’intera posta vincendo per 2 a 1 al comunale di Petralia Sottana
(gol di Tedesco).
Complessivamente dunque Petralia ed Alimena
si sono affrontate 10 volte nel campionato di II categoria
(consecutivamente dalla stagione 1986-87 alla stagione 1990-91), due
volte in Coppa Trinacria (campionato 1988-89, I turno
Petralia-Alimena 1-0 rete Di Gangi F., Alimena –Petralia 1-1 rete
D’Alberti A.), e due volte nel campionato di III categoria (l’anno
scorso andata 2-4 reti di Raimondi e Farinella Antonio, ritorno 4-1
rete di Enzo Scelfo). Il bilancio ci vede nettamente sfavoriti, 4
vittorie a nostro favore, 3 pareggi, 7 vittorie per l’Alimena, 17
gol realizzati dal Petralia e 23 subiti. Tutto ciò non deve essere
di sconforto per la compagine petraliese, anche perché, sicuramente,
in questo anno ci sarà tutt’altra musica. L’amichevole di giovedì
sera disputata a Gangi, contro la locale squadra di Promozione, ha
fornito utili indicazioni al tecnico, ed oltretutto ha visto una
squadra in campo trasformata rispetto alle ultime amichevoli
disputate. L’eccellente stato di forma dei vari Vigneri, Filì,
Callari, Profita, Ruisi, Macaluso ed Ippolito sarà certamente
determinante in questa prima trasferta della stagione. Si va ad
Alimena dunque per sfatare un tabù e per bissare quel unico successo
ottenuto nel lontano 11 novembre 1990 (Alimena –Petralia 0-6 reti: 3
Giovanni Giampapa, 2 Antonio Zafonti e una Franco Di Gangi).
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Nonostante la cessione delle due punte
Di Blasi ed Ognibene al Montemaggiore (I categoria), il Cerda,
anche se ha vinto con il Geraci con la doppia superiorità
numerica ( 2 reti di Sampognaro e 1 di Cicero), vanta un
nutritissimo organico ed ha tutte le qualità e le credenziali
per potersi aggiudicare il girone C. Di tutto rispetto anche
l’undici di Lascari che, abbiamo potuto verificare in occasione
del Memorial “Croce Lo Dico” e che, farà parte, assieme a
Gratterese, Alimena, Collesano e Geraci, delle squadre di prima
fascia. Fortunatamente, anche se in questo anno ci sono tre
gironi, la lega ha voluto lasciare immutate le due promozioni
per girone e quindi ciò renderà interessante la lotta per la
conquista dei primi cinque posti che garantiscono l’accesso ai
play-off. Nonostante la disfatta di Alimena, l’obiettivo
dell’undici giallorosso petraliese rimane comunque quello di
conquistare almeno il quinto posto per giocarsi poi tutto ai
play-off. Non sarà semplice per mister Lombardo riuscire ad
amalgamare questo gruppo e conquistare quei punti che
necessitano per raggiungere l’obiettivo prefissato. Dalle prime
indicazioni si evince che alcuni componenti della squadra
sembrano non gradire le modalità con cui il tecnico si propone e
non hanno fin’ora assimilato gli schemi che egli vuole adottare.
Troppi giocatori comunque sono stati schierati in ruoli che non
prediligono, e purtroppo non è più tempo di sperimentazione,
tanti altri hanno poca voglia di sacrificarsi, di allenarsi,
tutti intendono fare i primi attori e nessuno vuol ricoprire il
ruolo di comparsa, la difesa è molto lenta, anzi lentissima, ed
anche un profano capirebbe che con certi giocatori non si può
adottare la tattica del fuorigioco, l’attacco è alla ricerca
della sua vera identità, non possono essere schierati giocatori
che sono fuori forma e relegare in panchina gente che ha dato
l’anima in allenamento e che con molta probabilità potrebbe
essere più determinate, anche la movenza della squadra vista ad
Alimena non è mutata rispetto alle prestazioni più disastrose
viste lo scorso anno, tutto il team non presenta la giusta
concentrazione, la giornata storta può anche starci, ma
rientrare a casa con sei cartellini gialli ed uno rosso (che non
voglio commentare), è indice di mancanza di serenità e
tranquillità interiore. Forse molti vogliono dimostrare di
essere “leader”, e visto che i risultati si fanno attendere, i
loro atteggiamenti all’interno del rettangolo di gioco non fanno
altro che danneggiare la squadra in tutti i sensi. In un
gruppo così ampio nessuno può avere il posto garantito, è giusto
schierare gli uomini che dopo la giusta preparazione siano in
grado di fare la differenza e che non abbiano quelle velleità di
mettersi in evidenza, ma con umiltà ed abnegazione concorrano al
raggiungimento dei risultati. Nonostante tutto ciò, siccome
credo in questa squadra, voglio vedere il bicchiere mezzo pieno
e sono sicuro che sabato prossimo l’orgoglio e lo spirito di
riscatto di chi entrerà in campo ci permetterà di ricominciare
nel giusto modo. Affrontiamo, purtroppo, il Geraci nel momento
sbagliato, loro sono adirati forse più noi, sia per le tre
scoppole rimediate tra le mura amiche, sia perché non potranno
contare sull’apporto dei due titolari G. Farinella e M.
Fiorentino. E’ chiaro che nessuno delle due squadre sabato sera
vuol ritrovarsi ancora a quota zero. I precedenti ( due incontri
disputati nello scorso campionato) però testimoniano che il
fattore campo potrebbe essere determinante. L’anno scorso alla
prima di andata il Petralia si impose, soffrendo, nonostante la
superiorità numerica per 3 a 2 con reti di Nicola Bencivinni,
Lillo Raimondi e Gesualdo Farinella, mentre al ritorno lasciò
l’intera posta ai padroni di casa, più motivati perché ancora in
corsa per un posto play-off, perdendo per 3 a 2 (le reti ancora
di Lillo Raimondi e Gesualdo Farinella). Per concludere
bisognerebbe far finta che quella di Alimena sia stata l’ultima
amichevole precampionato e che il nostro torneo cominci sabato
contro il Geraci, stesso avversario dell’anno scorso, stesso
giorno (sabato), e auguriamoci stesso risultato.
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Non è un nuovo slogan, ma sono le
motivazioni con cui dovremmo apprestarci a disputare la
seconda partita interna di questo campionato, che ancora
tiene mascherate le ambizioni di molte squadra. Se Cerda,
Collesano ed Alimena sono uscite già allo scoperto, le vere
inseguitrici hanno qualche problema a mettersi in evidenza.
Si diceva di un livellamento generale in questo girone e i
risultati conseguiti fin’ora ne sono la vera testimonianza.
Il fattore casa appare determinante, infatti in quattordici
incontri disputati si sono registrate solo quattro vittorie
esterne ottenute da Cerda, Lascari, Alimena e Collesano,
anche se su quella dell’Alimena contro l’A. Rossa pende il
ricorso di quest’ultima.
Due delle nuove matricole,
Valledolmo e A. Rossa stanno incontrando non poche
difficoltà nell’adattarsi a questo campionato, mentre Gangi
e Caltavuturo, più intraprendenti, stanno cercando di fare
del loro meglio, hanno vinto in casa e hanno lasciato però
l’intera posta in trasferta. Il Petralia sembra abbia
trovato, non solo la formazione tipo, ma anche il giusto
modulo di gioco. Adesso l’imperativo è continuare su questa
strada, cercando il bottino pieno anche contro l’Aurora
Rossa di Campofelice di Roccella che verrà a farci visita
domenica prossima. Proprio per il fatto che non conosciamo
l’undici di Campofelice bisognerà rimanere molto concentrati
e lottare con tutte le forze per ottenere i tre punti, non
lasciandosi minimamente influenzare dai risultati conseguiti
dai nostri ospiti o dalla loro posizione di classifica,
altrimenti corriamo il rischio di far la stessa figura che
il Geraci ha fatto domenica scorsa contro di noi. Si
confrontano due dei peggiori attacchi del campionato ( 1
sola rete all’attivo) e le due peggior difese ( 7 gol
subiti), dalla nostra abbiamo però il fatto che la rete
petraliese è inviolata da oltre 140’.
I precedenti dicono che negli
incontri fin qui disputati tra le due squadre, negli anni
passati, c’è un sostanziale equilibrio. Intanto le due
formazioni si sono sempre affrontate in campionati di II
categoria, nella stagione 1984-85, a Petralia finì 0-0,
mentre al ritorno in quel di Campofelice i giallorossi si
imposero per 1-0 (rete di Rio), due anni dopo si registrò
una doppia vittoria per la nostra formazione, sempre per
1-0, sia all’andata che al ritorno segnò Alberto D’Alberti.
Nell’ultimo campionato disputato dal Petralia (1993-94), non
riuscimmo ad incamerare alcun punto, perdemmo 3-0 a
Campofelice e perdemmo 2-0 a tavolino l’incontro casalingo.
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Molto
probabilmente, sabato sera, ci sarà una sola squadra in testa
alla classifica o addirittura nessuna, se lo scontro diretto tra
le due migliori formazioni del girone C finirà in parità. L’anno
scorso alla prima di ritorno, il Cerda, tra le mura amiche, si
impose sulla Pro-Loco Collesano per 1 a 0, mentre all’andata era
finita 2 a 1 per i padroni di casa. Tutto ciò ci fa pensare che
il fattore campo può essere determinante. Ma in ogni caso, e
comunque finisca, tutto è molto relativo perché siamo sicuri
che le due compagini troveranno pochi ostacoli sul loro cammino
e faranno corsa a sé per il primo posto. Il gruppo che segue in
classifica si deve ancora sgranare e ciò potrebbe non avvenire
in questa quarta giornata, anche perché le squadre che lottano
per i play-off avranno dei compiti molto ardui, solo Lascari e
Gratterese potrebbero approfittarne perché giocano in casa e con
formazioni molto abbordabili.
La vittoria
contro l’Aurora Rossa di Campofelice di Roccella ha galvanizzato
l’ambiente giallorosso petraliese, speriamo di rimanere, però,
con i piedi per terra ed andare ad affrontare l’ostica
formazione del Gangi, domenica pomeriggio, con molta umiltà ma
con la giusta carica agonistica. Loro stanno giocando bene, sono
in ottime condizioni fisiche, sono una squadra dalla fisionomia
ben precisa e dunque temibili, in più sperano nell’esito
positivo del ricorso presentato contro l’Alimena. Lillo Raimondi
ha scontato le due giornate di squalifica, anche il centrale
Gianfranco Farinella dovrebbe rientrare ed essere a disposizione
del mister dopo l’infortunio patito nel precampionato, e
rientrerà sicuramente Giuseppe Filì che non è stato della
partita domenica scorsa. Dunque come si può capire ci sono solo
problemi di abbondanza, in ogni caso siamo certi che mister
Lombardo sceglierà coloro che offrono le migliori garanzie. La
giusta concentrazione, dopo le solite amnesie difensive,
verificatesi purtroppo anche domenica scorsa, è d’obbligo. Certo
l’ideale sarebbe poter allungare il passo, ma riuscire a
mantenere la quarta posizione in classifica, anche in
condominio, sarebbe già un successo. Le statistiche ci dicono
che al momento il Petralia ritiene inamovibili dal rettangolo di
gioco solo Simone Federico (270 minuti giocati), Francesco
Lombardo (270’), e Giuseppe Vigneri (269’), per il resto in tre
gare ufficiali ha già schierato ben 23 giocatori diversi.
Con
questa formazione della Polisportiva Gangi non ci sono
precedenti in incontri ufficiali, la media inglese (- 1 per il
Petralia, e – 2 per il Gangi) ci dice che le due formazioni si
equivalgono e che il fattore campo potrebbe non passare in
secondo piano. Potremmo riportare alla memoria allora solo
l’amichevole precampionato giocata a Gangi il 17 ottobre scorso
che si concluse con la vittoria dei padroni di casa per 3 a 2.
Per il Petralia un’autorete a favore ed un gol di Giuseppe Filì.
Certo il clima del campionato e l’affannosa ricerca dei tre
punti condizionerà un match che auspichiamo non esca mai dai
binari dello sport e della sana competizione. |
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E’ troppo comodo nascondersi solo
dietro al fatto che manca l’umiltà. Questo è sicuramente
vero, ma più giornate di campionato passano e più la realtà
ci dice che in questa formazione non c’è quella mentalità
vincente che dovrebbe esserci, del resto da questo punto di
vista poco è cambiato rispetto allo scorso anno, se non si
riesce ad inanellare tre risultati utili consecutivi un
motivo ci sarà. Questo anno la squadra è notevolmente
rinforzata, bene o male abbiamo in cassaforte l’esperienza
di un anno, ma è un attimo per questi ragazzi perdere la
testa e rimediare la figuraccia. Il punto è che non si ci
crede, a tal proposito da lodare l’unico e solo Diego
Profita, si molla troppo in fretta, ci si scoraggia al
minimo ostacolo, ed in troppi, nel campo, lasciano che siano
gli altri a fare, e quando fanno pensano di poter risolvere
da soli la partita. A Gangi, tutto sommato, per alcuni
tratti, abbiamo fatto una buona prova, specialmente fino
alla prima marcatura, ma come al solito la somma di tante
sbavature ci ha condannato alla sconfitta. Passi la
scivolata che ha concesso il primo gol al Gangi, passi la
rocambolesca punizione della vita del raddoppio, passi il
chiaro fuorigioco in occasione del terzo gol, ma come al
solito alcune scelte sono sicuramente da condannare, forse
da dentro il rettangolo di gioco alcune cose sfuggono.
Perché non sfruttare a centrocampo le capacità tecniche e
l’eccellente stato di forma di Giuseppe Restivo? Non si può
puntare per 90 minuti sul colpo di classe di Giuseppe Filì
(tra l’altro in cattive condizioni fisiche) e concedere il
centrocampo agli avversari per tutta la partita. Perché
puntare sulla staticità di Filì e non subito sulla mobilità
di Enzo Scelfo? David Zafonte è più utile in mezzo al campo
e non sulle fasce. Mi rendo conto che c’è uno staff tecnico
che è molto più competente di me, e che le scelte vanno
fatte anche in base alle condizioni fisiche dei giocatori,
ma purtroppo l’evidenza non la si può negare.
La 4a giornata ha fatto
alzare le quotazioni del Gangi e della Nuccio, e stiamo
aspettando di rivedere non solo il Geraci del nuovo acquisto
Puccio, ma anche il Lascari e la Gratterese che nel recupero
sfrutteranno la chance per saltarci davanti. Siamo destinati
dunque a disputare un altro campionato anonimo? I numeri
purtroppo, ed anche l’atteggiamento della squadra sembrano
confermarcelo, le pretendenti alla zona play-off sono
aumentate, del resto è l’unico scopo per cui si gioca questo
campionato di III categoria.
Domenica c’è il Bompietro per
rimanere agganciati al treno, ma Mister Vaccarella e
compagni non si offriranno certamente come vittima
sacrificale, ricordiamoci del loro impegno sia nella partita
di andata dell’anno scorso che non riuscimmo a chiudere
neanche con la doppia superiorità numerica, sia in quella di
Bompietro dove alla fine ci raggiunsero pur perdendo per 3 a
1. Bisogna schierare gli uomini giusti e nei giusti posti se
la vogliamo spuntare, e ricordiamoci che giochiamo in casa e
non possiamo lasciare per strada questi punti che saranno
importantissimi in vista dei prossimi impegni. Le
statistiche dicono che nelle partite ufficiali contro il
Bompietro non abbiamo mai vinto.
Due i precedenti, l’anno scorso il
Bompietro ci impose, come detto, due rocamboleschi pareggi,
all’andata finì 2 a 2 (reti di Raimondi e Zafonte), mentre
al ritorno terminò 3 a 3 con due reti di Bencivinni ed una
di Scelfo. |
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Non si può e non si deve rimanere
insensibili dopo le esternazioni che ho ricevuto sul
gueestbook e che ho raccolto di persona durante l’ultimo
incontro casalingo del Petralia. Scrivo su questo sito in
qualità di ex dirigente ed oggi in veste di tifoso dell’ASCD
Petralia Sottana 1950, per questo motivo è lecito che
qualcuno pensi che miei articoli possono esprimere pareri di
parte, ma uno dei pregi che mi riconosco e che tanti mi
riconoscono è sicuramente l’obiettività con cui mi dedico
alla passione del giornalismo che, inevitabilmente però, in
questi ultimi anni, vuoi o non vuoi, mi sottopone alle
critiche di chi legge i miei scritti.
Sono contento comunque di ricevere
disapprovazioni, apprezzamenti, giudizi ed opinioni di chi
legge, tutto ciò mi stimola a continuare questo “punto”
perché ciò significa che in tanti, non solo petraliesi, lo
leggono.
Volevo ricordare a qualcuno che si
sta disputando solo un campionato di calcio di III
categoria, ed eliminati i vecchi campanilismi di un tempo, i
dirigenti prima di tutto, gli atleti dopo e i tifosi per
ultimi dovrebbero fare di tutto affinché questo diventi lo
svago, il passatempo, il ritrovo, di un gruppo di amici,
della domenica pomeriggio. Personalmente penso, prima di
tutto, che lo sport in genere, non solo il calcio, dovrebbe
basarsi principalmente non solo su sani principi e sulla
sana competizione, ma soprattutto sulla lealtà,
sull’amicizia ed il rispetto reciproco. Purtroppo non è
sempre così. Vogliamo importare anche nel nostro campionato
dirigenti che litigano in campo fra loro, giocatori che con
troppo agonismo compromettono nel campo la propria integrità
fisica e tifosi che, pur essendo amici tra loro, sugli
spalti sono pronti a darsele di santa ragione?.
Il calcio non deve essere tutto
questo, e non è giusto deridere le società che con molta
correttezza mettono al bando quanto descritto.
La mia opinione sul campionato e
sulla squadra del Petralia è chiaro che è soggettiva, ma
posso garantire a tutti che non è assolutamente mia
intenzione ledere in alcun modo le altre squadre del nostro
girone. Interpretazioni o valutazioni errate, alcune volte,
posso far nascere astio e non è quello che io voglio. Sono
disposto ad accettare le critiche di tutti, purchè esse
siamo costruttive e servano a far crescere tutto l’ambiente,
non sono disposto ad accettare illazioni di nessun genere
che possono far nascere inutili scintille ed appiccare
fuochi che possono lasciare il segno, per il resto sono ben
lieto di confrontarmi con tutte le persone che si
dimostreranno serie e che leggono il sito del Petralia.
Gli amici di Alimena mi
puntualizzano che anche loro sono in corsa per vincere il
campionato, probabilmente è vero, ma personalmente penso, ma
sarei felice di essere smentito, che non riusciranno a
tenere il passo di Cerda e Collesano, quelli di Bompietro
non hanno gradito il titolo dell’ultimo mio articolo, che
doveva servire comunque a ricaricare l’ambiente petraliese e
non a sottovalutare l’undici di mister Vaccarella, i ragazzi
di Gangi, infine, non sono d’accordo sulla “punizione della
vita” o sul fuorigioco, note che non volevano comunque
sminuire il merito nè del giocatore che ha segnato il
secondo gol nè tanto meno della squadra del Gangi.
Pur augurando a tutti di vincere il
campionato, scrivere in un certo modo piuttosto che in un
altro non serve a nascondere i valori, alla fine per un
motivo o per un altro verrà stilata una classifica, ci sarà
chi gioirà, e ci sarà chi, purtroppo, non lo potrà fare.
Considerazione, rispetto e stima sono tre valori molto
importanti, che tutti dovrebbero mettere in atto, buon
campionato a tutti allora ma soprattutto in bocca al lupo
ai ragazzi del presidente Farinella che in questo momento ne
hanno bisogno più degli altri. |
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Altro che rialzare la testa,
probabilmente bisognerebbe coprirsela e bene, ma
dalla…vergogna. Un’ unica sola nota positiva l’abbiamo
registrata però, sarà stata, forse, l’aria del derby, le due
vittorie consecutive o solamente la curiosità di vedere
questi ragazzi, il fatto è che domenica scorsa al comunale
di Fasanò il numero dei tifosi petraliesi si è
ulteriormente incrementato.
Un vero peccato però che abbiano
assistito alla prima sconfitta casalinga di questo
campionato.
Che cosa sta succedendo? Perché, pur
avendo una buona rosa, non riusciamo a far bene?
Non è semplice addurre delle colpe o
poter dare delle plausibili spiegazioni. Cercherò di esporre
comunque il mio punto di vista, ma sarei felicissimo di
essere contraddetto su ognuna di queste osservazioni.
Non sono d’accordo con chi afferma
che la sconfitta è stata pienamente meritata, perché in base
a quello che si è visto in campo, e come ha commentato Lucio
Vaccarella “sicuramente il Petralia meritava un altro gol
nella ripresa, soprattutto per come ha disputato i primi
venti minuti, dove si è vista una squadra organizzata e
capace di giocare un buon calcio”. Non trova
giustificazione neanche quell’affermazione secondo la quale
i giocatori Petraliesi sono scesi in campo cercando di
adeguarsi al nuovo modulo sperimentato da Mister Lombardo,
suggestivo, ma poco idoneo in quanto prevede un movimento
senza palla non indifferente.
La verità è purtroppo sotto gli
occhi di tutti, forse non la si vuole far conoscere o
probabilmente non la si vuole scrivere. Il gruppo petraliese
seppur entusiasta di avere un nuovo mister, non condivide i
metodi utilizzati, le scelte del tecnico e trova grosse
difficoltà nel mettere in pratica ciò che l’allenatore
desidera. I nuovi arrivati non si sono dimostrati
all’altezza delle aspettative, e farli giocare comunque
suscita dei malumori in tanti che sono costretti a rimanere
fuori. Il carattere combattivo del mister all’interno del
rettangolo di gioco va benissimo, ma voler accentrare su se
stesso tutte le responsabilità al fine di risolvere una
gara non è per niente giustificabile. Le sostituzioni
effettuate in queste cinque giornate non sono state
risolutive, pienamente d’accordo con il tecnico quando
afferma che tutti devono giocare, ma se qualcuno è più
determinante di un altro lo si deve mettere o tenere in
campo.
Vigneri, che è stato messo fuori
squadra, spesso e volentieri ha giocato o è stato costretto
a giocare da solo risultando fuori dall’azione corale e ciò
non è stato fin’ora positivo, Parisi, poi, quando c’è stato,
non ha fatto la differenza che tutti si attendevano. Gli
altri, che dovrebbero fare un bagno di umiltà, dovrebbero
capire che se giocano in III categoria è perché campioni non
sono e fare parte di una squadra significa prima di tutto
attenersi alle disposizioni del mister, contribuire a tenere
unito il gruppo ed accettare a volte anche tesi e pareri che
non condividono. Sottolineo comunque che queste mie
osservazioni sono meramente personali e da considerare solo
uno spunto per pensare o semplicemente un pensiero per
dialogare.
Intanto il campionato va avanti e le
cifre cominciano a condannarci, tre sconfitte su cinque
partite, meno cinque in media inglese ed ancora una volta la
peggior difesa del girone, (14 reti subite).
Dopo le ultime decisioni del giudice
sportivo, si accentua il livellamento delle formazioni in
questo girone, dieci squadre in soli quattro punti, ritorna
in corsa il Geraci ed anche la Nuccio, che potrebbe
rinforzarsi a gennaio, si candida per un posto nei play-off.
Per quel che riguarda la nostra squadra, ironia della sorte,
non facciamo un risultato positivo fuori casa dall’1 aprile
2007, quando in quel di Bompietro finì 3 a 3. Il Lascari che
ci attende domenica prossima, dopo la delusione di Alimena e
privo di cinque titolari avrà il morale sotto i tacchi, ma è
consapevole che facendo propria l’intera posta si
proietterebbe verso l’agognata zona play-off, anche perché
ricordiamo che deve ancora recuperare la gara interna contro
il Caltavuturo. I precedenti dicono che Petralia e Lascari
si sono affrontate solo 4 volte, una vittoria per parte e
due pareggi, 6 i gol segnati dal Petralia e tre per il
Lascari. A farci ben sperare il fatto che i giallorossi non
hanno mai perduto in quel di Lascari, fu 0 a 0 nel
campionato 1993-94 ed 1 a 1 nel campionato scorso (rete di
Filì). Domenica potrebbe essere la partita della svolta in
tutti i sensi, positiva o negativa, la panchina petraliese
ha bisogno di un consolidamento perché ha cominciato a
scricchiolare. |
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Scaramanticamente ho voluto mettere il punto interrogativo, ma
più che di un interrogativo, come ho avuto già modo di scrivere,
questa è una mia affermazione, ormai supportata da numeri che
inesorabilmente ci condannano. Siamo alla terza sconfitta di
fila, (Gangi, Bompietro e Lascari) e al momento risultiamo
essere non solo la squadra meno prolifica, ( 1 gol su rigore in
queste tre gare) ma anche quella più perforata (7 reti al
passivo) e quella che ha fatto meno punti in queste ultime
giornate. Se stilassimo una classifica degli ultimi tre turni di
campionato potremmo vedere che nessun’altra squadra ha fatto
peggio di noi, (la Belsitana che ha totalizzato zero punti, come
noi, ha l’attenuante di aver giocato sempre fuori casa le ultime
cinque giornate). Pure le squadre che erano partite molto male
si sono riprese portandosi allo stesso livello di tante altre.
La classifica ne è testimone. Nella giornata in cui è prevalso
il sentimento del “volemose bene” solo Petralia e Belsitana non
hanno diviso la posta in palio. La poca convinzione dei
giallorossi e l’insufficiente lucidità non lo hanno permesso. In
questa, più che nelle altre, l’undici petraliese ha evidenziato
grosse difficoltà a finalizzare il gioco che risulta comunque
lento e macchinoso. E’ chiaro che questo attacco, senza nulla
togliere all’impegno di qualcuno, non è in grado di garantire un
campionato felice, occorre ed urge correre ai ripari.
Ritorniamo comunque a casa con le lodi e gli elogi di quelli del
Lascari, ottimi ragazzi quelli del Petralia, sono stati dei
signori per tutti i novanta minuti e società serissima e
stimata. Tutto ciò ci fa sicuramente onore e soprattutto
piacere, ma ci riportiamo indietro tanti più problemi e
dilemmi. Probabilmente la nostra è una squadra da ridisegnare,
questo modulo di gioco non si addice alle caratteristiche dei
singoli, perché non provare allora qualche giocatore in altro
ruolo?
Abbiamo
condannato più volte la difesa alta, sembrava che avessimo
trovato una buona soluzione con Lombardo sistemato dietro a
tutti, ma inspiegabilmente siamo ricaduti nello stesso errore
che puntualmente abbiamo pagato a caro prezzo. E se il Lascari
non fosse stato privo di sette dei suoi titolari, adesso saremmo
qui a commentare un altro risultato tennistico?.
Arriviamo al
derby, contro la Nuccio, con il morale sotto i tacchi, i cugini
di Fasanò sono invece in serie utile da tre turni, occupano il
quarto posto in classifica e vorranno cogliere l’occasione di
iscrivere negli annali la loro prima vittoria in partite
ufficiali. Le statistiche ci dicono infatti che negli incontri
disputati negli anni passati, su 6 partite giocate, il Petralia
ha vinto 4 volte, mentre gli altri due incontri sono finiti in
pareggio. Le reti realizzate dai nostri fin’ora sono 9 mentre
quelle subite sono 4. Nel 1988-89 in II categoria, a Petralia
finì 2-2 (reti di Tedesco e Di Gangi), mentre a Fasanò vincemmo
1-0 (rete di Tedesco). Nel campionato 1990-91, ancora in II
categoria, i due incontri videro trionfare il Petralia per 1-0,
all’andata, in casa, andò a segno Giampapa e al ritorno Zafonti.
Infine l’anno scorso, in III categoria, la partita di andata si
concluse 1-1 (rete di Filì), e quella di ritorno 3-1 in nostro
favore (2 reti di Antonio Farinella e una di Bencivinni ).
Forza
ragazzi, e soprattutto non emulate Adriano il sabato sera,
domenica occorre serenità e gioco, alla prossima desidero fare
un commento diverso!
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La 7a di andata
avvalora ancora di più quella tesi di equilibrio di
cui parlavo alcune settimane fa. Il Cerda ha
lasciato i tre punti in quel di Alimena, ma anche il
Collesano, mostrandosi solidale, li ha lasciati in
quel di Geraci, per cui il terzetto di testa,
attualmente, potrebbe essere impensierito solo dalla
Gratterese che tra l’altro domenica attende in casa
proprio la formazione di Cirino.
Continua l’altalena del
Petralia che ancora non riesce a proporsi con una
vera e propria identità, il successo nel derby
ricarica certo la compagine di mister Lombardo, ma
la buona prestazione della squadra non deve farci
dimenticare che parecchi problemi sono ancora da
risolvere. Da incorniciare la buona prova di Parisi
e l’ottima del rientrante Vigneri, certamente la
loro concentrazione e la voglia di riscatto,
superiore agli altri, è stata determinante, ma non
dimentichiamoci che sono stati tutti a dir poco
esemplari per volontà, aggressività e concretezza.
Non riusciamo purtroppo ad eliminare quelle amnesie
dentro la nostra area.
Come si fa a permettere agli
avversari di passarsi la palla due o più volte
all’interno dell’area piccola?
Il tecnico lamenta
l’impossibilità di attuare schemi e movimenti in
quanto gli allenamenti vengono svolti in un campo di
calcetto, effettivamente non possiamo dargli tutti i
torti. (a proposito un’intervista a mister Lombardo
sul campionato che il Petralia sta disputando verrà
pubblicata nel prossimo numero del Petrino che
uscirà sabato 15).
La lotta verso i play-off si fa
sempre più interessante, è rientrato prepotentemente
il Geraci, la Gratterese, che deve recuperare contro
il Valledolmo e ha perso solo a Cerda e a Collesano
ed è attualmente quinta ma potrebbe essere quarta,
il Gangi che è in serie utile da quattro turni, ed
anche l’Aurora Rossa di Ruccione, partita male, ha
possibilità di inserirsi, tutto dipende dal recupero
che giocherà in casa contro il Geraci.
Il Petralia fin’ora ha fatto
meglio dell’anno scorso, rispetto alla VII giornata
della passata stagione abbiamo 3 punti in più in
classifica, abbiamo segnato un gol in più e ne
abbiamo subito cinque in meno. Sono piccoli
miglioramenti ma bisogna tener presente che questo
anno il livello nel nostro girone è sicuramente
superiore.
Sabato ci attende una prova
molto dura, Macina è fiducioso e assieme ai suoi è
intenzionato a non far sconti, non saranno al
completo perché oltre a qualche squalificato non
avranno a disposizione qualche altro titolare, ma
ricordiamoci comunque che saremo di fronte ad una
squadra ferita ed alla migliore difesa del girone .
L’anno scorso a Cerda il Petralia fece una bella
prestazione perdendo solo per 1 a 0, mentre
all’andata a Fasanò, sempre per via di
quell’altalena di cui parlavo, fu umiliato con un
secco 4 a 0. Complessivamente le due squadre si sono
incontrate 10 volte, il bilancio è nettamente a
favore loro, in carnet abbiamo 6 sconfitte, 2
pareggi e 2 vittorie, 11 le reti segnate dai nostri
contro le 18 subite. Le uniche due vittorie
risalgono, una al campionato 1984-85 (II categoria),
Petralia – Cerda 1 -0 (rete di Marcello Filippone),
e l’altra al campionato 1985-86 (II categoria),
Petralia – Cerda 3 – 0 (reti di Nino Tedesco,
Alberto D’Alberti e Carmelo Cerami). L’unica volta
che siamo usciti imbattuti dal comunale di Cerda
risale alla seconda giornata di andata della
stagione sportiva 1985-86, il 29 settembre ’85 finì
1 a 1 e segnò ancora l’indimenticato Nino Tedesco.
In bocca al lupo ragazzi chissà che non ci scappi
il regalo di Natale! |
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Non possiamo cercare partita
dopo partita sempre le attenuanti del caso, bisogna
guardare in faccia la realtà, ed essa purtroppo ci
dice una sola cosa: l’A.S.C.D. Petralia Sottana 1950
non è una squadra che può puntare ai play-off. In
cuor mio sarei felicissimo di essere smentito, ma i
fatti non ci permettono di rincorrere sogni di
gloria, va bene che la palla è rotonda, ed ogni
partita è diversa da un’altra, ma se dopo l’ottava
giornata di campionato siamo riusciti a segnare un
solo gol in trasferta, un motivo ci deve pur essere,
se abbiamo incassato 21 reti (la peggior difesa del
girone) una spiegazione va certamente ricercata, se
siamo la squadra più battuta (cinque sconfitte) un
rimedio deve essere trovato. A Cerda il solito
Petralia in versione trasferta, inconsistente, e che
si scioglie come neve al sole, qualcuno, tempo fa,
disse “errare è umano”, ma qualcun altro,
saggiamente, aggiunse “perseverare è diabolico”. Non
si fa tesoro degli errori commessi, non si
correggono gli sbagli, prendiamo gol sempre allo
stesso modo, abbiamo sempre le solite amnesie. I
veterani, i cosiddetti fuori quota, e quelli che
hanno accumulato negli anni un pò di esperienza, che
cosa stanno trasmettendo ai più giovani, ai meno
esperti? Forse è il caso di cambiar registro,
seguire la linea verde, far giocare sempre i più
giovani, quelli che presentano margini di
miglioramento, fargli fare esperienza e tra qualche
anno saremo sicuri di disporre di una buona squadra
che potrà dare qualche soddisfazione.
Non è che improvvisamente sono
diventato pessimista o che adesso veda il bicchiere
mezzo vuoto, ma si deve assolutamente insistere
perché questi ragazzi giochino con il cuore,
bisogna che ci mettano la grinta da campionato,
non si può essere motivati solo quando
affrontiamo la Nuccio o nelle partite di ritorno
quando si vogliono far dimenticare le brutte figure
del girone di andata.
Il mister, indirettamente,
continua a lamentarsi per il fatto che la squadra è
penalizzata dal fatto che non si può allenare come
si deve, probabilmente ciò è realmente un grosso
handicap, ma veramente Lombardo pensa che avendo a
disposizione un regolare rettangolo di gioco i
nostri giocatori mettano da parte quel atteggiamento
di superficialità con cui affrontano la stragrande
maggioranza delle partite?
Attualmente la classifica ci
pone in una zona dove è più importante guardare
dietro piuttosto che avanti, durante queste vacanze
si giocheranno dei recuperi, (questo fine settimana,
il 23 dicembre Gratterese –
Valledolmo e
Caltavuturo – Lascari), e altre squadre
certamente ci scavalcheranno.
A gennaio saremo, senza ombra
di dubbio, nella zona bassa della graduatoria, e
calendario alla mano non sarà semplice risalire. Con
il nuovo anno, la squadra non potrà contare più
sull’apporto di Parisi che, per motivi di lavoro, ha
dovuto rinunciare temporaneamente al calcio, in
compenso, è cosa certa il trasferimento di Roberto
Bracco dal Castellana, una pedina importante,
petraliese con grande voglia, spirito di
abnegazione, grinta, soprattutto, che saremo certi
trasmetterà agli altri assieme a voglia di vincere,
di riscatto e di riscossa.
Nel dare l’appuntamento alla
prossima settimana, auguro a tutti gli sportivi e
non un sereno Natale, e che questa pausa serva a
promettere nuovi propositi. |
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Mentre i giallorossi si godono, più che il meritato,
il provvidenziale riposo natalizio, altre compagini,
approfittando dei recuperi scalano la classifica
facendo così retrocedere nella graduatoria l’undici
petraliese. Affermazione della Gratterese, sul
Valledolmo, (4-0) che alla ripresa del campionato
verrà a farci visita e stop, forse inatteso, del
Lascari a Caltavuturo, (3-1) questo il verdetto del
campo nei primi due recuperi disputati domenica
scorsa. La Gratterese, nel frattempo, si piazza al
quarto posto a soli tre punti dal terzetto di testa,
e sperando in un pareggio tra Cerda e Collesano,
punta tutto, ricorso permettendo, sull’altra partita
di recupero, interna, per agganciare l’Alimena
quanto meno al secondo posto. Il Caltavuturo, dal
canto suo invece, dopo aver pagato lo scotto del
noviziato, appare in netta ripresa ed adesso si
trova in graduatoria a pari punti con la nostra
squadra, ma con una partita da recuperare.
La classifica sarà ancora stravolta da qui alla
ripresa del campionato perché si devono recuperare,
come detto, altre due partite della quarta di andata
e tre dell’ottava.
Il Petralia, prima che si ricominci, ha tutto il
tempo di integrare nella sua rosa l’ultimo arrivato,
Roberto Bracco, proveniente dal Castellana, e
programmare serenamente il cammino di Coppa. Infatti
sono state rese note le 33 squadre che prenderanno
parte al Trofeo delle Province – Memorial “Pietro
Garaffa” edizione 2007-2008 e che alla fine
permetterà alla squadra vincitrice di approdare in
II categoria. Per la cronaca ricordiamo che la
passata edizione vide trionfare, nella finale a
Capo d’Orlando, la Real Borgo Nuovo sulla Real
Graniti per 3 – 1.
L’opportunità che si presenta è sicuramente ghiotta,
ma ricordiamoci che tale torneo si disputa su base
regionale e che le squadre della provincia di
Palermo sono solo sette. Per iniziare la Lega ha
predisposto un solo triangolare e 15 accoppiamenti
ad eliminazione diretta, valgono le stesse regole
del campionato e delle Coppe Europee. Avversaria
della squadra del presidente Farinella, per
iniziare, sarà la Nuccio Fasanò, le due formazioni
si affronteranno, per questo primo turno, mercoledì
9 gennaio e mercoledì 23 gennaio, giocherà in casa
prima la Nuccio.
I ragazzi di mister La Placa possono fare
affidamento sulla loro esperienza, infatti l’anno
scorso, nella stessa competizione, furono eliminati
quando erano ad un passo dall’epilogo, mentre per i
nostri si tratta di una nuova esperienza. Fino a
qualche anno fa la partecipazione si acquisiva in
base ai piazzamenti del campionato precedente, ma
visto che in parecchie snobbavano l’evento, adesso
viene disputata solo tramite iscrizione. Gli annali
dicono che solo tre volte il Petralia ha preso parte
alle varie edizioni di Coppa. Nel 1988-89 in Coppa
Trinacria (coppa riservata alle squadre di II
categoria) arrivammo fino al terzo turno e fummo
eliminati dal Nicosia, nel 1989-90, sempre nella
stessa Coppa fummo eliminati al secondo turno dalla
Dante di Caccamo ed infine nella stagione 1991-92 in
Coppa Sicilia (coppa riservata alle formazioni di I
categoria) arrivammo fino ai quarti di finale e
fummo costretti a cedere il passo al Nicolosi |
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Appare evidente che non posso
disquisire sempre sulla mancanza dei requisiti
agonistici caratteriali dei nostri giocatori perché
rischierei di diventare tedioso ed opprimente.
Questa settimana, visto che
tutto sommato abbiamo lasciato il 2007 da qualche
giorno, proverei invece a fare il bilancio sportivo
numerico ufficiale dell’anno che si è appena
concluso.
Nel passato anno solare il
Petralia ha disputato 24 partite ufficiali, sempre
nel campionato di terza categoria, ne ha vinto
complessivamente 6, ne ha pareggiato 3 e ne ha perso
15. Globalmente i punti conquistati ammontano a 21,
la squadra ha realizzato 21 reti e ne ha subito 54.
Il miglior realizzatore del 2007 è stato Enzo Scelfo
con 5 reti, non si sono registrate vittorie in
trasferta, mentre le sconfitte in casa sono state 6.
La peggior sconfitta risale al
28 ottobre, Alimena - Petralia 7 – 0, la miglior
vittoria al 11 novembre Petralia – Aurora Rossa 5 –
2, e il pareggio con maggior numero di reti è stato
quello del 31 marzo, Bompietro – Petralia 3 – 3.
Questi numeri non ci fanno
certo balzare agli onori della cronaca per i nostri
meriti sportivi, la squadra non ha offerto grandi
soddisfazioni ai tifosi, ma indubbiamente questo
bilancio deve essere analizzato solo da un lato
positivo. Sono mancati i risultati, è vero, ma è
stato sconfitto il torpore in cui da anni era caduto
l’ambiente sportivo petraliese, è ritornata la
passione come si evince dall’intestazione del nostro
sito, nonostante le avversità strutturali di cui
tutti noi siamo a conoscenza si fa di nuovo sport,
calcio, si discute, si critica, si progetta, si
costruisce e a volte di cerca di distruggere quel
poco che si è riusciti a realizzare.
In conclusione sento il dovere
di dover affrontare quel contesto che mira, non solo
a denigrare la figura del presidente dell’A.S.C.D
Petralia Sottana 1950, ma l’intera società e la
nostra cittadina. Evidentemente l’intrepido
“scrittore” che di volta in volta si firma sul
guestbook con pseudonimi vari, non si rende conto di
ciò che pubblica su questo sito, ma è chiaro che la
collera per essersi autoescluso da questo ambiente
sportivo e che nutre nei confronti di qualche
dirigente e di qualche giocatore non gli permette di
riflettere, e nel contesto lo induce ad agire
impulsivamente. Ho avuto modo di scrivere più volte
che la critica, se ben fatta, serve a crescere e a
migliorare, ma indispone, offende e disonora se mira
a screditare le persone, un ambiente o un paese e a
distruggere quello che si vuole costruire. In una
situazione quasi affine, se ben ricordate Guareschi
indusse Peppone a pronunciare nei confronti di Don
Camillo, che lo scherniva attraverso il giornale
murale, la famosa frase “Stia in gamba quella mano
di qualche mascalzone che approfitta dell’ombra per
svolgere azione provocatrice, qualora il quale non
la smette dovrà poi pentirsene quando sarà ormai
irreparabile”. Mi pare evidente, ma è bene
sottolinearlo, che non voglio fare assolutamente
nessuna allusione, mi sono ricordato di questa frase
e l’ho voluto riportare, non voglio dare
avvertimenti, indurre in tentazione e non voglio
mettere le parole in bocca a nessuno, non voglio
fomentare ne i singoli ne il gruppo, o aggiungere
benzina sul fuoco, ma mi permetto da tifoso di
invitare il nostro animoso autore, intanto a
firmare con il suo vero nome e cognome, come vuole
la norma, ciò che pubblica e poi di avere il
coraggio di lavare in casa i panni sporchi. Affronti
serenamente il confronto con il presidente, con i
dirigenti, con i compagni, con i veri tifosi del
Petralia, se lo tolga quel sassolino dalla scarpa
che non gli permette più di calzarla per poter
giocare a calcio.
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Un Petralia rigenerato e
rinfrancato, dopo la “campagna acquisti” di gennaio,
e dopo il primo incontro di Coppa. Anche se la loro
forma fisica lascia ancora a desiderare, Roberto
Bracco e Alessandro Messineo hanno portato
nell’ambiente sportivo petraliese quell’ottimismo e
quella voglia di far risultati che nell’undici del
presidente Farinella, dopo la sconfitta di Cerda,
si erano decisamente assopiti. Due pedine molto
importanti nello scacchiere giallorosso, non solo
perché entrambi petraliesi, ma perché, siamo certi,
che con il loro gioco e la loro esperienza potranno
fare la differenza e rilanciare le ambizioni dell’A.S.C.D.
L’inedita formazione schierata
da mister Lombardo mercoledì scorso, nel Trofeo
delle Province, è stata capace di far gioco,
soprattutto sulle fasce, ma proponendo rarissime
conclusione dal centro, tuttavia, un esperto
Giuseppe Filì è riuscito a registrare una difesa che
fin’ora non è stata all’altezza della situazione, e
solo le tantissime imprecisioni dei nostri non ci
hanno permesso di ipotecare il passaggio del turno.
A tal proposito il risultato finale, adesso,
probabilmente offre alla Nuccio qualche punto
percentuale in più di qualificazione, visto che il
ritorno si giocherà in casa del Petralia. Un
risultato positivo per iniziare l’anno, non solo
perché ufficialmente è stato ottenuto fuori casa, ma
soprattutto perché abbiamo interrotto quella
striscia di sei sconfitte esterne consecutive in
partite ufficiali.
I recuperi disputati nel
periodo natalizio hanno confermato l’eccezionale
stato di forma della capolista Cerda, hanno
riportato sulla terra il Collesano, umiliato nello
scontro al vertice e capace fin’ora di subire
addirittura 12 reti, hanno rafforzato le chance del
Geraci, giudice sportivo permettendo, che dopo la
sconfitta patita contro il Petralia ha inanellato
sei risultati utili consecutivi, ed hanno infine
proiettato la Gratterese al quinto posto e quindi in
zona play-off.
Nel weekend, dopo la lunga
sosta, ritorna il campionato con la nona di andata,
il turno, sulla carta, è favorevole all’Alimena che,
rassicurata dalle decisione degli organi giudicanti,
ospita il fanalino di coda Valledolmo, per il resto
toccherà proprio al Petralia, domenica pomeriggio,
verificare le reali potenzialità della Gratterese.
L’impegno non è innegabilmente
facile, ma sono certo che i ragazzi, specialmente in
questo impegno casalingo, vorranno dimostrare che il
passato è passato.
Le statistiche ci dicono che
con la squadra di Gratteri ci siamo incontrati solo
2 volte e precisamente nello scorso campionato, gli
annali hanno registrato una vittoria e tre reti per
parte.
L’anno scorso tra le mura
amiche vincemmo per 2 a 0 con reti di Marcello Ruisi
e Giuseppe Filì, mentre al ritorno, fuori casa,
perdemmo per 3 a 1 (rete ancora di Filì).
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Dopo la nona giornata di
campionato, osservando la classifica del girone C
emergono diverse indicazione, la prima fra tutte è
quella che la classifica continua ad allungarsi
ulteriormente e che il Geraci sembra intenzionato a
disputare veramente un campionato di vertice.
Definite dunque le quattro squadre che possono
aspirare al primato, pare che al momento le altre
formazioni devono contendersi solo la quinta piazza.
Dopo l’accoglimento del ricorso proposto dall’Alimena
per la mancata presentazione a Gratteri, proprio
questo recupero, che si disputerà il 2 febbraio
prossimo, diventa una partita chiave che potrebbe
dare ulteriori indicazioni. La Gratterese dopo la
sconfitta rimediata contro il Petralia avrebbe la
possibilità di inserirsi in questa lotta per il
primato, ma in caso di sconfitta lancerebbe l’Alimena
verso il primato. Risulta chiaro comunque che tanto
di quanto detto è anche legato al risultato della
partita di sabato prossimo che l’Alimena disputerà
a Collesano.
Riportando la stessa frase che
Lucio Vaccarella ebbe a scrivere dopo la vittoria
contro il Petralia, il Petralia domenica scorsa ha
vinto una partita non il campionato e quindi è
rigorosamente doveroso rimanere con i piedi ben
piantati per terra e continuare con questa
determinazione e con questo carattere. E’ chiaro che
tutto l’ambiente è adesso galvanizzato e l’incontro
di sabato in quel di Valledolmo diventa un banco di
prova molto importante.
Siamo posizionati esattamente a
metà classifica, a due punti dall’attuale quinta
posizione, ma a pochi punti dal gruppone che ci sta
dietro, una vittoria esterna vorrebbe dire
rilanciare definitivamente le ambizioni di questi
ragazzi ed acquisire ancora morale in vista della
sfida casalinga del 27 gennaio contro il Collesano,
ma un risultato negativo potrebbe significare
ritornare prepotentemente nell’anonimato e dover
ripartire daccapo.
Le statistiche dicono che con
questa squadra l’unico precedente è rappresentato da
un incontro di 45 minuti disputato in un torneo
precampionato a Caltavuturo, finì 0 a 0 e poi
perdemmo 5 a 4 ai calci di rigore, ma per quanto
riguarda le squadre di Valledolmo, negli incontri
ufficiali, si registrano ben 6 precedenti con
l’Indomita, una sola vittoria per il Petralia, due
pareggi e 3 sconfitte, 5 le reti segnate dai nostri,
10 quelle subite. Nella stagione 1984-85 perdemmo a
Valledolmo per 3 a 0 ma ricordiamo che quello fu
l’anno della promozione dell’Indomita in I
categoria, nella stagione 1989-90, sempre a
Valledolmo pareggiammo per 0 a 0 ed infine nella
stagione 1993-94 sempre fuori casa pareggiammo per 1
a 1 (rete di Carmelo Cerami).
Prima di chiudere vorrei
ricordare che mercoledì 23 gennaio si disputerà a
Fasanò il ritorno del Trofeo delle Province, in casa
sarà il Petralia che per accedere al turno
successivo può anche permettersi di pareggiare per 0
a 0. E’ ovvio che dopo l’1 a 1 dell’andata, si passa
il turno anche con una vittoria dal risultato
qualunque. Veniamo eliminati invece se perdiamo o se
ci facciamo imporre un pareggio con due o più reti.
In questo caso la statistica è comunque dalla nostra
parte, perché mai fin’ora la Nuccio è riuscita a
vincere un incontro ufficiale contro di noi.
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Anche se le prestazioni
dell’undici petraliese in questi quattro giorni non
sono state da incorniciare, i risultati ottenuti
sono invece di quelli che si ricorderanno, e
soprattutto di quelli che portano in alto il morale
della squadra in vista di un incontro di campionato
non proprio facile.
La prima vittoria esterna
dell’era Farinella, ottenuta domenica scorsa in quel
di Valledolmo, permette alla squadra di fare un
ulteriore passo in avanti nella classifica, ma
soprattutto è indice di una rivoluzione mentale
avvenuta nei ragazzi di mister Lombardo che ora
credono, come abbiamo detto, nei propri mezzi e
lottano comunque fino all’acquisizione del risultato
finale. A Valledolmo benché in svantaggio i ragazzi
hanno voluto, con carattere e determinazione, la
vittoria che è comunque arrivata a testimonianza che
volere è potere.
La vittoria è da annotare negli
annali del calcio petraliese non solo perché è la
prima esterna del nuovo corso, ma perché ha
rilanciato le ambizioni del Petralia e ha permesso
ai pochi tifosi che hanno seguito la squadra in
trasferta di gioire assieme ai giocatori.
L’ultima vittoria esterna del
Petralia risaliva, infatti, al campionato 1992-93,
in prima categoria, a Comiso, il Petralia battè la
Comisanese per 3 a 2 con due reti di Zafonte e una
di D’Alberti. Ricordiamo che quello fu purtroppo
anche l’ultimo anno di permanenza in prima categoria
perché la nostra squadra alla fine del campionato
retrocedette dopo lo spareggio disputato contro il
Nicosia. (risultato finale 3- 0). Per quanto
riguarda l’altro risultato importante è chiaro che
alludiamo al passaggio del primo turno del Trofeo
delle Province, la vittoria di mercoledì scorso, pur
ottenuta ai calci di rigore ci consente, non solo di
allungare la striscia positiva di risultati ottenuti
contro la Nuccio, ma di proseguire il cammino in
coppa.
Adesso la speranza è quella di
chiudere in bellezza questo splendido mese di
gennaio con un’altra eccellente prestazione,
domenica prossima, contro la Pro Loco Collesano. Del
resto i nostri prossimi avversari adesso non
sembrano così irresistibili come all’inizio di
campionato, le sconfitte di Geraci e di Cerda, ma
soprattutto i pareggi contro Alimena e Valledolmo,
hanno smorzato un po’ le ali dell’entusiasmo, ma
teniamo bene in mente che occupano comunque il terzo
posto in classifica e possono vantare il secondo
miglior attacco del girone. Sono molto temibili in
casa propria, fuori casa invece hanno fatto bottino
pieno solo a Lascari e a Caltavuturo.
Le statistiche ci dicono che
con le squadre collesanesi non abbiamo una grande
tradizione, nei sei incontri disputati infatti
abbiamo perso quattro volte, pareggiato una e vinto
solo in una occasione.
L’anno scorso sempre con la
squadra della Pro Loco abbiamo perso 1 a 0 in casa e
3 a 0 in trasferta, mentre l’unica vittoria la
abbiamo ottenuta contro l’altra squadra di Collesano
(che attualmente disputa il campionato di prima
categoria). Nella stagione 1985-86, in seconda
categoria, il Petralia il 9 marzo superò il
Collesano al comunale per 4 a 1, con tripletta di
Nino Tedesco e rete di D’Alberti. Quell’anno la
formazione di Collesano arrivò ultima in classifica
e retrocedette in terza categoria assieme al Cerda. |
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E’ proprio vero che perdere non
fa bene, e poi se a perdere è la Pro Loco di
Collesano, poco abituata alle sconfitte,
evidentemente fa proprio male, perdere poi, in
maniera imprevista, in solo colpo partita ed assieme
il secondo ed il terzo posto in classifica porta
evidentemente all’esasperazione. Il ridicolo si
rasenta in ogni caso quando ad ogni costo si deve e
si vuole giustificare la sconfitta cercando di
infangare il comportamento e la prestazione altrui.
Prima si scrivere e di screditare gratuitamente un
intero e sano ambiente sportivo elogiato dalla
Federazione e da tutte le altre compagini di terza
categoria, l’anonimo scrittore di Collesano dovrebbe
quantomeno giustificare meglio le sue affermazioni e
ponderarle, non scriverle nell’impeto della collera.
Si lamenta un trattamento ostile ed indecoroso, ma
in quale campo è stato domenica scorsa il nostro
amico? A che cosa allude se gli si è permesso di
portare in campo addirittura più persone del
consentito e i loro giocatori si sono dissetarti più
volte dalle bottiglie della nostra panchina ed hanno
usufruito anche della nostra borsa medica? Si
lanciano accuse di scarso senso sportivo, di indegna
farsa e di mezzi e mezzucci mediocri e vili. Ma a
proposito di quali episodi? Forse voleva descrive
l’atteggiamento della sua squadra quando era in
vantaggio durante tutto il primo tempo e fino al
settantesimo della ripresa, che continuava a perdere
tempo e a indisporre con il loro atteggiamento
l’undici petraliese. Il Petralia ha pareggiato dopo
il settantesimo, ed è andato in vantaggio intorno
all’ottantacinquesimo, se poi vi aggiungiamo che
l’arbitro dopo il nostro vantaggio ha concesso agli
ospiti ben sei calci di punizione dal limite ed ha
fatto giocare senza particolari motivi fino al
novantasettesimo non penso di dover aggiungere
altro. Evidentemente sono stati indispettiti dal
modo con cui la squadra ha gioito dopo essere
passata in vantaggio, ma consapevoli dell’impresa
che si stava perpetrando, tutti, compresi i
dirigenti ed il giocatore che era stato sostituito
meritavano di entrare in campo e di abbracciare chi
aveva segnato e chi aveva propiziato un contropiede
da manuale. Consapevoli che da quel momento le
lancette dell’orologio avrebbero girato in modo più
veloce i collesanesi non hanno gradito quei trenta
secondi di festeggiamenti.
Si contesta il prologo al
nostro primo gol, il calcio di punizione che ha
portato al pareggio. Solo perchè alla ripresa del
gioco la palla è stata restituita nella loro metà
campo? Del resto anche loro in altre occasioni
precedenti hanno fatto lo stesso, vi sembra che il
bue possa dire cornuto all’asino? Evidentemente dopo
il fallo commesso dal loro difensore avrebbero
apprezzato di più che il nostro attaccante fosse
rimasto in piedi in modo da non usufruire del calcio
piazzato. Attaccarsi a simili episodi per cercare di
giustificare solo la presunzione di vincere non fa
onore a tutto calcio collesanese che sono convinto
rimane uno dei più qualificati e considerati del
comprensorio Madonita. Accusare i nostri dirigenti
di avere proferito degli insulti nei loro confronti
è da querela per diffamazione, così come imputare ai
nostri tifosi di aver sputato è solo uno stupido
tentativo di alimentare sterili polemiche e di
intimorire i giocatori della nostra squadra in
occasione della partita di ritorno. E’ chiaro che se
anche uno solo di questi episodi c’è stato è da
condannare e da scusarsi ufficialmente con il
presidente Cirrito che è una degnissima persona e
che non dovrebbe consentire tuttavia simili sfoghi
nel sito che rappresenta la sua associazione.
Teniamo conto infine che il comportamento di un
imbecille in ogni caso non può macchiare il
dignitoso e decoroso comportamento di un intero
ambiente sportivo. Ricordo che in ogni caso però
tante volte l’umiltà premia maggiormente anche se
accettare serenamente una sconfitta è più difficile
di gioire per una splendida vittoria |
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Dopo le splendide
prove di gennaio, mi permetto di affermare che
l’undici giallorosso corre pericolosamente il
rischio di assuefazione. Riuscire ad inanellare
comunque, tra campionato e coppa, cinque risultati
utili consecutivi è stato semplicemente
straordinario, anche perché nel nuovo corso mai
prima d’ora ciò si era verificato. Siamo riusciti a
qualificarci per gli ottavi di finale del Trofeo
delle Province eliminando la Nuccio e siamo riusciti
ad ottenere il quinto posto nella classifica del
girone C del campionato di III categoria battendo
meritatamente la Pro Loco Collesano. Per quest’
ultima circostanza bisogna comunque ringraziare
anche l’Alimena che fermando la Gratterese, nel
recupero, ci ha consentito di scavalcarla in
classifica. Nonostante il fango e le infamie che i
collesanesi hanno tentato di buttarci addosso, la
vittoria del 27 gennaio scorso, in rimonta,
testimonia l’ottimo stato di forma dei nostri che
dopo la sconfitta di Cerda sembrano effettivamente
rivitalizzati. Evidentemente anche i risultati
positivi contribuiscono a tenere alto il morale
della squadra che adesso sembra veramente
intenzionata, pur vivendo alla giornata, a lottare
per una posizione di prestigio. La nuova classifica
mette in evidenza ancora il Cerda come capolista
solitaria, che, considerando i due impegni in
trasferta dell’Alimena (impegnativo e rischioso
quello dell’ultima di andata a Geraci Siculo), non
dovrebbe avere problemi a laurearsi campione
d’inverno. Per il resto proprio l’Alimena ed il
Geraci appaiono come le sole due formazioni in grado
di intralciare la squadra di Totò Lazzara nella
conquista della promozione diretta. La lotta per
conquistare gli ultimi due posti, vale a dire il
quarto ed il quinto, che garantiscono l’accesso ai
play-off vede impegnante, invece, ben cinque squadre
che si trovano separate tra loro da soli tre punti (Collesano
20, Petralia Sottana 18, Gangi 17, Nuccio 17 e
Gratterese 17).
Domenica prossima
affronteremo una insidiosa trasferta in quel di
Montemaggiore, la Belsitana, che attualmente occupa
la penultima posizione di classifica, ha dalla sua
sicuramente una bugiarda collocazione nella
graduatoria, infatti bisogna tener conto che i
montemaggioresi hanno disputato fin’ora, a causa di
un problema agli spogliatoi del Kennedy, solo tre
partite in casa e ben otto in trasferta. Nelle tre
gare disputate fra le mura amiche hanno comunque
battuto il Gangi e il Caltavuturo ed hanno
pareggiato con il Valledolmo. Tutto sommato la loro
difesa ( 17 reti subite) è tra quelle che non
presenta passivi eccessivi, mentre l’attacco risulta
essere il meno prolifico del girone ( 9 reti
segnate). Le statistiche ci dicono che con le
squadre di Montemaggiore abbiamo tutto sommato una
tradizione positiva, nei quattro incontri disputati
abbiamo vinto tre volte e perso una. Nel campionato
1984-85 (II categoria), con la squadra che adesso
milita in prima categoria vincemmo sia in trasferta
( Montemaggiore- Petralia 1-2 reti: Filippone e
Carapezza), che in casa ( Petralia – Montemaggiore
3-2 reti: 2 Rio, Farinella M.), mentre l’anno scorso
con la Belsitana perdemmo 4-1 a Montemaggiore (rete
di Bencivinni) e vincemmo 2-0 a Fasanò (reti di
Zafonte e Scelfo).
Per quanto riguarda il
Trofeo delle Province, infine, visto che disponiamo
del quadro completo delle qualificate agli ottavi di
finale vorrei ipotizzare i nuovi accoppiamenti che
la Lega dovrebbe rendere noti a breve. Siccome il
criterio che determina gli abbinamenti è quello che
tiene conto della sola distanza chilometrica
esistente tra due società sportive, sono quasi certo
che disputeremo l’ottavo contro il Villa, del resto
Petralia e Villa rappresentano le uniche due società
qualificate della Sicilia centrale. Tranne sorprese
impreviste il quadro degli ottavi potrebbe essere il
seguente:
Aspra (Bagheria) -
Villafrati
Futura Sport (Piana
degli Albanesi) - Boys Cinisi M. Taibi
Petralia Sottana 1950
- Villa (Villarosa)
USCLO Pace (Messina)
- L’Iniziativa (S. Piero Patti)
Russo Sebastiano
Calcio (Riposto) - Akron Sport (Savoca)
Sporting Guardia
(Acireale) - Barriera 2007 (Catania)
Camaleonte Calcio (S.Agata
Li Battiati) - Atletico Francofone
Atletico Ispica -
Rinascita Melillese (Melilli) |
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E’ quanto si auspicano di continuare a trovare ogni
domenica nei giocatori dell’A.S.C.D. Petralia
Sottana 1950 i propri tifosi. Nel nuovo anno non ci sono
state delusioni e la speranza è quella di poter
continuare su questa linea. La nota positiva della
dodicesima giornata, in casa Petralia, non è
rappresentata tanto dal risultato positivo conseguito a
Montemaggiore, ma dalla buona prestazione del ritrovato
Alessandro Messineo che ha potuto finalmente giocare
quasi l’intera gara. Nonostante le assenze per
squalifica di Giuseppe Vigneri e di Enzo Scelfo,
domenica scorsa le indicazioni fornite dall’undici
petraliese sono state, tutto sommato, ancora molto
confortanti. Da sottolineare la capacità di reazione di
questa squadra che pur trovandosi in svantaggio, a causa
di un discutibilissimo rigore concesso ai padroni di
casa, ha avuto la grinta e la caparbietà di pareggiare e
di cercare la vittoria fino all’ultimo minuto. Solo la
sfortuna e le pessime condizioni del rettangolo di gioco
non ci hanno permesso di raccogliere di più.Il
pareggio,purtroppo, non ci consente di tenere il quinto
posto, perché la Gratterese ed il Gangi sono riuscite a
sfruttare meglio gli incontri contro Bompietro e
Valledolmo. La squadra più delusa di questo ultimo turno
è comunque il Geraci che in vantaggio di due reti al
comunale di Fasanò si è vista imporre il pari da La
Placa e compagni. Una giornata dunque che è stata ancora
una volta favorevole al Cerda, che si è imposto però
solo nel recupero sul Lascari, e all’Alimena che con
cinicità è passata pure a Caltavuturo. La lotta per la
conquista del primo posto continua ad essere
interessante, ma la squadra di Lazzara ha la possibilità
di allungare domenica prossima, Nuccio permettendo,
perché l’Alimena è attesa a Geraci. Puccio e compagni
sono consapevoli che una vittoria potrebbe significare
riagganciare il terzo posto che il Collesano mette in
palio al Francesco Raimondi di Gangi. In chiave play-off
dunque l’ultimo turno del girone di andata sulla carta è
favorevole al Petralia che sabato ( a causa di uno
scherzo del calendario) ospiterà il Caltavuturo di
Lorenzo Sausa che con nove punti occupa la penultima
posizione in classifica. Ripetiamo, sulla carta
l’impegno non si presenta molto difficile, ma proprio
perché è un derby e gli ospiti non hanno niente da
perdere ci sarà da stare molto attenti (la sconfitta
interna con il Bompietro insegna).Mister Lombardo avrà a
disposizione l’intera rosa ed avrà quindi solo
l’imbarazzo della scelta, ma molto probabilmente vorrà
far riposare qualcuno o qualche diffidato in vista dei
prossimi impegni contro Alimena e Geraci. Per quanto
riguarda i nostri prossimi avversari bisogna
sottolineare che nelle cinque gare disputate fin’ora
fuori casa non sono riusciti a racimolare nemmeno un
punto, hanno segnato solo 3 reti e hanno incassato ben
14 gol. Le statistiche confermano che i precedenti con
le squadre di Caltavuturo sono favorevoli al Petralia,
infatti in 12 incontri disputati i giallorossi ne hanno
vinto 4, pareggiato 6 e perso 2, 17 le reti segnate dal
Petralia e 13 quelle subite. Mi sembra doveroso comunque
far notare che queste cifre si riferiscono alla squadra
che adesso milita in prima categoria in quanto questa
squadra che milita in terza categoria è una matricola.
Per dovere di cronaca ricordiamo che li abbiamo comunque
affrontato sul loro campo in fase di precampionato in
due amichevoli, una da 90 minuti ed una da 45’ e che li
abbiamo battuti rispettivamente per 3 a 1 e 2 a 0.La
nostra vittoria interna più significativa nei confronti
del Caltavuturo risale al 21 maggio 1989, nell’ultima
giornata di campionato (di seconda categoria), li
battemmo per 4 a 1 con reti di Di Gangi, Dentici,
Salerno ed con un autogol a favore.
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Nell’ultima giornata di andata
si è registrata la seconda sconfitta interna del
Petralia. E anche stavolta con un’avversaria, si di
tutto rispetto, ma che non nutre grandi ambizioni di
classifica. La presunzione di sottovalutare ancora
una volta l’avversaria di turno è stata la chiave di
svolta dell’intera gara, non c’è altra spiegazione.
L’undici giallorosso, si è visto, non può più fare a
meno di giocatori importanti e collaudati, come ho
già avuto modo di sottolineare, la loro grinta e il
loro spirito di competizione infonde sicurezza e
combattività anche negli altri. Il primo imputato
della disfatta, resta comunque il mister, il quale
non inserendosi in formazione e non apportando da
subito i dovuti correttivi ha lasciato che si
verificasse ciò che anche i giocatori in campo
presagivano. L’aver segnato subito è stato
certamente deleterio perché ha rilassato troppo i
nostri, l’assenza di Bracco si è rivelata
determinante, e poi pensate che sia stato solo un
caso che la sconfitta sia maturata quando anche
Messineo è stato costretto a lasciare il campo per
infortunio?
Io non penso che si sia
trattato di un incidente di percorso, perché questo
si verifica una sola volta, ma in questa gara si è
visto effettivamente quanto vale emotivamente e
psicologicamente questa squadra. In troppa gente c’è
la convinzione di essere di categoria superiore e di
poter risolvere quando si vuole l’incontro a proprio
favore, manca la modestia di riconoscere i propri
limiti, il proprio stato di forma, ed è invece
presente la presunzione di sentirsi sempre superiori
ad altri.
Per quanto riguarda la squadra,
nel complesso, manca di affidabilità e soprattutto
di continuità, se ci sono le motivazioni è anche
capace di sfoderare una buona prestazione,
altrimenti smarrisce la diritta via. Questo
risultato ci fa amaramente risvegliare e fa svanire
i sogni di gloria che avevamo cullato fin’ora.
Abbiamo incamerato gli stessi punti che l’anno
scorso avevamo fatto nell’intero campionato, ma ciò
non significa assolutamente niente perché con un
organico del genere non si possono fare certi
paragoni. Chiudiamo il girone di andata dunque con
19 punti, abbiamo ottenuto sei vittorie (una sola
esterna), un pareggio ed abbiamo subito sei
sconfitte (due interne), abbiamo segnato 18 reti, e
ne abbiamo incassato 26. L’anno scorso al giro di
boa (12 partite) eravamo ultimi in classifica con 9
punti, avevamo segnato tre reti in meno ed avevamo
subito otto reti in più.
La lotta per assegnare il
terzo, il quarto ed il quinto posto si giocherà
purtroppo senza di noi, certo potremmo toglierci
qualche altra soddisfazione, ma non centreremo
sicuramente i play-off, e gli anonimi di turno che
criticano le mie affermazioni farebbero bene a
smentirmi sul campo dimostrando nel rettangolo di
gioco il loro vero valore.
L’Alimena, contrariamente alle
mie aspettative, ha scavalcato il Cerda e si è
laureato campione d’inverno, evidentemente il team
gialloverde ha acquisito la mentalità vincente, ed
ha evidenziato, bisogna sottolinearlo, un ruolino di
marcia impressionante, infatti non ha mai perso sul
campo. La lotta per il primo posto sarà bella ed
avvincente fino all’ultimo. La Nuccio si inserisce
prepotentemente nel gruppo delle pretendenti ai
play-off, con le altre però decise a vendere cara la
propria pelle, gli scontri diretti e qualche
“incidente di percorso” chiariranno comunque il
quadro tra qualche giornata.
Sabato affronteremo la
capolista tra le “mura amiche”, la sfida si presenta
molto delicata, i giallorossi non hanno dimenticato
la sconfitta dell’andata che è rimasta negli annali
del calcio petraliese come la sconfitta più cocente,
l’Alimena invece vuol tentare la fuga visto anche
l’impegno non semplice del Cerda. Mi auguro che
comunque finisca sia lo sport a vincere e che le due
squadre possano di nuovo tornare a guardarsi
amichevolmente e serenamente a viso aperto evitando
il clima di cagnesco che continua a regnare dalla
terza giornata di campionato.
Le statistiche ci confermano
che l’Alimena è la nostra bestia nera, nei 15
incontri ufficiali disputati (compresi due di Coppa
Trinacria) abbiamo vinto solo 4 volte, pareggiato 3
e perso 8 volte, abbiamo segnato 17 reti e ne
abbiamo subito 30. L’ultima nostra vittoria interna
risale al campionato di seconda categoria stagione
1991-92, il 17 marzo 1992 l’U.S. Petralia di
Raffaele Femiano, che poi sarebbe arrivato primo
vincendo il campionato e conquistando la promozione
in I categoria, superò l’Alimena per 2 a 0 con reti
di Giampapa e Tessarin. Vecchi ricordi che
bisognerebbe comunque riaggiornare.
Infine è doveroso comunicare
che la lega ha ufficializzato i nuovi accoppiamenti
di Coppa. Negli ottavi di finale del Torneo delle
Province, come avevo ipotizzato qualche settimana
fa, affronteremo il Villa (Villarosa), il 5 marzo
fuori casa ed il 19 marzo in casa a Fasanò. Vige
sempre il regolamento di coppa ad eliminazione
diretta. |
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Altro che incidente di
percorso, la sconfitta interna rimediata contro il
Caltavuturo, il 16 febbraio scorso, è stato un vero
e proprio segno premonitore della gravità della
situazione in cui l’undici giallorosso attualmente
si trova. La sconfitta interna subita contro l’Alimena,
poi, non ha fatto altro che evidenziare ed
amplificare alcuni problemi che al momento appaiono
senza soluzione di continuità. Sono d’accordo che la
partita contro la capolista è stata in salita, ma
teniamo presente che siamo stati noi a regalarle il
vantaggio, ed incapaci poi di contrastare
l’avversario. Resta comunque inaccettabile ed
imperdonabile affermare che la partita era segnata.
Tutto ciò significa che psicologicamente l’incontro
non è stato preparato nella maniera adeguata,
inoltre quella capacità di reazione che la squadra
aveva mostrato in più di una occasione ha latitato,
la rassegnazione che l’esito finale della gara
sarebbe stato negativo è stata troppo evidente. Il
problema più grave, tra l’altro palesato più volte
anche durante la partita di sabato scorso, è
rappresentato dalla mancanza di feeling tra molti
giocatori ed il mister, le asserzioni di qualcuno,
“dimostreremo che non abbiamo più bisogno di lui”,
riferendosi all’allenatore e le celate repliche del
mister “vediamo cosa sono capaci di fare senza di
me” non fanno altro che incrinare i rapporti e
compromettere i risultati della squadra. In una
società che annovera circa 35 tesserati, non essere
riusciti a convocare 18 giocatori, per un match
interno, significa che qualche problema
effettivamente c’è. Auspico vivamente che tali
questioni vadano a risolversi quanto prima perché le
aspettative della società e dei dirigenti che
sacrificano tempo e denaro, non possono essere
disattese per futili motivi.
La prima giornata di ritorno ha
consacrato il Gangi come vera inseguitrice della
coppia di testa, Lo Giudice e compagni sono alla
quarta vittoria di fila e sotto sotto sperano di
poter fermare anche la capolista nell’incontro
interno del 9 marzo prossimo. La Nuccio ha perso la
grande occasione di scavalcare il Collesano ed
essere tra le prime cinque, mentre un accenno di
crisi è da registrare nell’undici del presidente
Cirrito che sulle alte Madonie ha lasciato i tre
punti a Geraci, a Petralia, a Gangi ed a Bompietro.
Domenica il Petralia renderà
visita al Geraci di Puccio, l’incontro è
delicatissimo, per entrambe le formazioni. Il
Petralia proviene da due sconfitte interne, mentre
il Geraci ha incamerato un solo punto nelle ultime
tre partite. Il fattore campo e le diverse
motivazioni potrebbero risultare determinanti. Anche
se il proverbio non è dalla nostra parte, e la
formazione è alquanto rimaneggiata dopo le
squalifiche adottate dal giudice sportivo, Lombardo
e compagni dovrebbero avere quanto meno l’orgoglio
di provarci a fermare i padroni di casa, perché non
si può buttare, come si suol dire, alle ortiche
quanto di positivo si è visto fin’ora. Il Geraci,
dal canto suo, dopo la bella rimonta (dieci
risultati utili consecutivi prima della sconfitta
contro l’Alimena), si trova ad un solo punto dal
quinto posto ed è intenzionato ad acciuffare questo
anno quei play-off che gli sono sfuggiti l’anno
scorso all’ultimo momento.
Le statistiche dicono che con
la squadra delle Terme il bilancio pende leggermente
dalla nostra parte, tre incontri disputati, due
vinti dal Petralia e uno dal Geraci, 6 reti segnante
dai giallorossi e 5 subite. All’andata, a Fasanò,
finì 1 a 0 con rete di Marcello Ruisi, mentre l’anno
scorso a Geraci, i padroni di casa si imposero per 3
a 2 (le reti del Petralia di Gesualdo Farinella e
Lillo Raimondi).
La prima settimana di marzo
sarà molto impegnativa per i nostri colori non solo
per gli impegni di campionato, contro Geraci ed
Aurora Rossa, ma perché mercoledì 5 marzo
affronteremo il Villa (a Villarosa) per gli ottavi
di Coppa. La squadra ennese non sta attraversando
certo un momento molto positivo, in campionato
occupa la quartultima posizione e domenica scorsa a
Villarosa è riuscita a fermare sul 2 a 2 la
capolista Riesi. Attualmente si trova staccata di
ben 19 punti dalla capolista Bompensiere, e non può
pensare neanche ai play-off. La coppa è diventata
una vera e propria scialuppa di salvataggio per cui
siamo sicuri che punterà tutto sul doppio confronto
di questi ottavi di finale. Il ruolino di marcia
casalingo, in campionato, è di tutto rispetto, il
Villa ha ottenuto 4 vittorie, un pareggio e due
sconfitte, ha segnato 19 reti e ne ha subito 12.
Fuori dalle mura amiche è molto più vulnerabile,
infatti non ha mai vinto fuori casa, ha pareggiato
due volte ed ha perso 5 incontri, ha segnato solo 4
reti e ne ha subito 12. Nell’edizione di Coppa dello
scorso anno fu eliminata dalla Nuccio Fasanò, per
cui il mister Lombardo non parte completamente
spiazzato.
Forza ragazzi, è nei momenti di
maggiore difficoltà che i migliori si mettono in
evidenza.
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Il pareggio di campionato della
seconda di ritorno, ottenuto in trasferta contro il
Geraci (1 a 1) ed il pari di Coppa ottenuto a
Villarosa contro il Villa (2 a 2) spazzano via
quelle nubi che si erano addensate nel cielo dell’ASC.D.
Petralia Sottana 1950 dopo le sconfitte interne
rimediate contro Caltavuturo ed Alimena. La squadra
adesso appare più distesa e più serena, anche perché
le prove offerte ed i risultati conseguiti sono da
considerare positivi. Il Geraci è in corsa per un
posto play-off ed in casa ha un ruolino di marcia di
tutto rispetto, il Villa, pur essendo una squadra
dall’età media molto bassa, veniva dalla prima
vittoria esterna in campionato (a Villalba) ed in
casa ha lasciato punti solo alle prime della classe.
Motivo per cui i due pareggi non fanno altro che
impreziosire le prestazioni dei giallorossi che
adesso credono in una pronta ripresa per quanto
riguarda il campionato e nel superamento degli
ottavi di finale del Trofeo delle Province.
La seconda di campionato oltre
a far registrare le vittorie di Alimena e Cerda,
conferma il Gangi come terza forza del girone,
rilancia le ambizioni della Pro-Loco Collesano e
propone la Nuccio, dopo il sesto risultato utile
consecutivo, al quinto posto in classifica. Nella
zona di centro classifica invece il Bompietro, dopo
la terza vittoria consecutiva, minaccia ora l’ottavo
posto del Petralia.
Le decisioni del giudice
sportivo che hanno fatto seguito alla partita contro
l’Alimena hanno portato agli onori della cronaca la
nostra squadra, si, ma in senso negativo. Le
deliberazioni attuate dopo l’invio di un referto di
gara falso e tendenzioso da parte di un arbitro
seccato e contrariato hanno leso inevitabilmente
l’immagine di una società che ha fatto della lealtà,
della sportività e della correttezza il proprio
cavallo di battaglia. Auspico vivamente che tutto
il contesto che la società sta affrontando non si
ritorca contro l’undici del presidente Farinella,
perché non si può subire oltre al danno anche la
beffa. Voglio credere tuttavia nella buona fede dei
direttori di gara e che le cinque ammonizioni e
l’espulsione rimediata contro l’Alimena e le cinque
ammonizioni rimediate contro il Geraci non siano
frutto di una indecorosa macchinazione a nostro
danno.
Domenica, per quanto riguarda
il campionato, ci attende una trasferta molto
delicata, a Campofelice di Roccella contro l’Aurora
Rossa di Ruccione che purtroppo per noi non fa punti
dal 27 gennaio scorso. In casa fin’ora si sono ben
comportati, hanno ottenuto tre vittorie, una a
tavolino contro la capolista, e le altre due contro
Lascari e Valledolmo, sono riusciti a fermare
inoltre Cerda e Gangi.
L’attacco è tra i meno
prolifici del girone, mentre la difesa evidenzia
qualche problema.
Le statistiche dicono che con
le squadre di Campofelice il bilancio pende dalla
nostra parte, su 7 incontri disputati ne abbiamo
vinti 4, pareggiato 1 e persi 2, abbiamo messo a
segno 8 reti e ne abbiamo subito 7. Nel campionato
1984-85 (II categoria) contro l’A. Rossa, a
Campofelice, vincemmo 1 a 0 con rete di Rio, nel
campionato 1986-87 (II categoria) vincemmo ancora 1
a 0 con rete di D’Alberti ed infine nella stagione
1993-94 (l’ultima in II categoria) contro il
Campofelice, in casa loro, perdemmo per 3 a 0.
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Il Petralia conferma i due risultati positivi di Geraci
e Villarosa e, con la splendida vittoria ottenuta contro
l’Aurora Rossa, dà continuità al proprio cammino in
campionato. Nonostante le assenze, dovute sia a
squalifica che all’indisposizione di alcuni titolari, i
giallorossi riescono a far propria l’intera posta contro
la squadra di Ruccione, sfoderando una buona
prestazione, attenta e soprattutto giocando con la
dovuta concentrazione. L’assetto tattico disegnato dal
mister, che era già stato utilizzato nelle partite
precedenti vista l’indisponibilità di Filì, si sta
dimostrando molto produttivo. In grande evidenza Enzo
Scelfo che ritorna al gol dopo qualche settimana di
digiuno. Sua la doppietta con cui il Petralia ha
liquidato la squadra di Campofelice. I ragazzi di mister
Lombardo sembra che abbiano superato il momento
psicologico negativo fatto registrare a cavallo tra la
fine del girone di andata e l’inizio del girone di
ritorno. Purtroppo, i punti persi con alcune formazioni
che apparivano alla nostra portata risultano ad oggi
determinanti per la posizione di classifica che avrebbe
potuto essere diversa. In ogni caso gli ultimi stop
fatti registrare da Collesano e Gratterese lasciano
spiragli anche alle altre formazioni che inseguono. La
terza di ritorno fa registrare il cambio della guardia
in vetta alla classifica del girone C, il Cerda che non
ha avuto neanche la necessità di giocare (il Valledolmo
si è presentato al comunale di Cerda domenica e non
sabato) per agguantare i tre punti e la leader ship,
ringrazia comunque il Gangi che ha ridimensionato le
ambizioni di primato dell’Alimena. Proprio la
Polisportiva Gangi appare in questo momento la squadra
più in forma e calendario alla mano crede nella
possibilità di recuperare altri punti alle due
battistrada. Indubbiamente assisteremo a dei play-off di
notevole interesse, perché le formazioni che
meriterebbero di fare il salto di categoria sono
sicuramente più di due. Il Geraci, dopo il cambio
dell’allenatore (Alfonso è stato esonerato dopo il
pareggio con il Petralia), ha vinto lo scontro diretto
con la Gratterese e si è rimesso a correre dopo i
risultati deludenti delle ultime settimane, c’è da
verificare infine lo stato di forma della Nuccio che
adesso comincia a cullare sogni di gloria. Domenica
prossima, purtroppo, toccherà al Petralia, cercare di
intralciare il cammino del Gangi. La gara che si
disputerà al comunale di Fasanò è molto importante per
ambedue le squadre, i gangitani vogliono punti per
attaccare la seconda piazza dell’Alimena, i petraliesi
vogliono allungare la striscia positiva e coltivano la
speranza di potersi reinserire nella lotta play-off. Le
statistiche non sono dalla nostra, in passato non si
sono registrati precedenti tra le due formazioni,
possiamo riportare solo il risultato dell’andata, che ha
visto prevalere il Gangi al Francesco Raimondi per 3 a
0. Da allora la nostra formazione ha acquisito però
altri giocatori, e soprattutto ha una mentalità diversa,
è consapevole dei propri mezzi, è più determinata ed è
cosciente che un risultato positivo stimolerebbe
ulteriormente tutti i componenti della squadra a non
lasciare nulla di intentato. Mercoledì 19 intanto si
giocherà a Fasanò il ritorno degli ottavi di finale del
Trofeo delle Province, dopo il risultato positivo
conquistato a Villarosa, bisognerà mantenere alta la
concentrazione e non pensare che la qualificazione è
stata già messa in cassaforte. Attenti a farsi
sorprendere da una squadra che non ha nulla da perdere.
Domenica scorsa, tra le mura amiche ha battuto la
Buterense per 4 a 0 per cui arriva abbastanza caricata,
è chiaro che deve fare la partita, attaccare per fare
gol, e potrebbe bastargliene anche uno solo. Ci
qualifichiamo se vinciamo ovviamente, o se pareggiamo
per 0 a 0 o 1 a 1, la sconfitta con qualsiasi risultato
ed il pareggio a partite dal 3 a 3 ci condannerebbe.
Forza ragazzi allora, in questi quattro giorni bisogna
cominciare a confezionare un bel uovo di Pasqua
possibilmente con due belle sorprese all’interno. |
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Proprio di questo si tratta;
quanto si è concretizzato tra domenica e mercoledì,
era sicuramente inaspettato nell’imminente, ma tutto
sommato, diciamolo francamente, era nell’aria già da
tempo e tutti gli addetti erano consapevoli che si
sarebbe arrivati, comunque, a questo epilogo. Anche
se tutto il contesto mi rammarica come tifoso, sono
costretto ad esprimere le mie idee con la solita
obiettività che mi contraddistingue. Adesso non
possiamo più parlare neanche di bicchiere mezzo
vuoto, perché le ultime due prestazioni dei
giallorossi non lasciano spazio a nessuna
attenuante. Non ci si può appellare di certo alla
sfortuna perché con quella di mercoledì scorso, tra
campionato e coppa siamo alla quarta sconfitta
interna consecutiva, in special modo le ultime due
prestazioni sono state troppo fitte di zone d’ombra
per non preoccupare. Che la nostra squadra non sia
in grado di grandi prodezze lo sappiamo, perché non
ha mai onorato un grande appuntamento, troppe idee
non vengono concretizzate, e l’undici di mister
Lombardo si trova sempre a difendere più di quanto
attacca.
La prestazione contro il Gangi
ha evidenziato esattamente gli stessi problemi avuti
contro l’Alimena, solo che adesso essi sembrano più
amplificati, la partita contro il Villarosa, poi,
non ha fatto altro che far risaltare ancora di più
l’insofferenza di tutti e la poco tranquillità dei
giocatori quando essi scendono in campo. Dove vanno
ricercate le cause di tutto ciò?
Abbiamo assistito a gare prive
di smalto perchè è innegabile che fra campo e
panchina non tutto sembra idilliaco, ne abbiamo
parlato spesso, ma ora l’intolleranza non è più
troppo latente, lo scollamento è diventato molto
evidente, e prima che succeda l’irreparabile è
giusto che si adottino i provvedimenti del caso.
E’ palese che l’allenatore non
ha fiducia nella squadra e viceversa, tutte le
ammonizioni che si registrano partita dopo partita,
sono segno di una mancanza di tranquillità, dopo
gli errori, parecchi e anche plateali, commessi dal
mister, non solo in campo, che hanno portato a
risultati negativi, il nervosismo è diventato in
alcuni casi incontrollabile, anche l’estremo
difensore Amoroso, che continua probabilmente a
pagare per colpe non proprie, ha perduto la sua
sicurezza e la stima dei propri compagni. Si era
detto che queste ultime due partite rappresentavano
l’ultimo banco di prova, ebbene abbiamo visto cosa è
successo, per cui non c’è più ombra di dubbio,
purtroppo il mister, o si deve, o deve essere messo
da parte, non ci possono essere alternative. Solo
così i ragazzi possono riacquistare la voglia e la
tranquillità che si è persa durante le ultime
giornate.
Purtroppo si sa nel mondo del
pallone l’allenatore è quello che paga per primo e
al posto di tutti, nel nostro caso, tuttavia, questa
soluzione appare come l’unica in grado di
ricompattare il gruppo e far ripartire la macchina
che si è ingolfata. Prima si arriva a questa
decisione e prima si riparte, il permanere di questo
stato di cose può danneggiare irrimediabilmente lo
spogliatoio e può indurre qualcuno all’interno e al
di fuori del campo a lasciare, cosa che sarebbe
imperdonabile in una società che ha bisogno di tutto
e di tutti. Dopo l’umiliazione subita in coppa,
viene a mancare l’assillo di giocare su due fronti,
ci sono dieci giorni per meditare e soprattutto per
cercare una degna reazione alla ripresa del
campionato allorchè si ricomincerà con la
delicatissima trasferta di Bompietro. Sono certo
che i ragazzi dispongono dei mezzi idonei e vogliono
voltare pagina, intanto facciamoci una serena
Pasqua con l’uovo che purtroppo non contiene quella
sorpresa che avevamo auspicato. |
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L’auspicio di tutti è quello
che la sosta pasquale abbia portato consiglio
all’undici giallorosso che da sabato prossimo si
rituffa in un campionato che potrebbe regalare
ancora soddisfazioni così come potrebbe, ahimè,
proporre altre delusioni. Spero vivamente comunque
che la rassegnazione verso i risultati negativi non
subentri nei ragazzi petraliesi, al contrario mi
auguro che invece venga fuori tutto il loro
orgoglio e, al di là di tutte le polemiche che
coinvolgono la squadra e il mister,
indipendentemente da quella che sarà la svolta
finale, dimostrino coscienziosamente di lottare in
queste nove partite in modo da far ergere il nostro
campanile al di sopra di tutti gli altri.
Sulla situazione introspettiva
della squadra e del mister abbiamo già disquisito la
settimana scorsa, che mister Lombardo si sia
dimostrato un cattivo ragioniere è chiaro perché i
conti non tornano, probabilmente però anche qualcuno
dei nostri giocatori dovrebbe essere obbligato a
frequentare dei corsi di recupero in itinere. Il
fatto che la squadra abbia abbandonata la
preparazione fisica è un segno premonitore di
contrarietà che sicuramente porterà l’undici
giallorosso ad imboccare un tunnel da dove potrebbe
essere difficile uscire.
I recuperi disputati durante la
sosta sono serviti a dare chiare indicazioni sia per
quanto riguarda la zona play-off, sia per quanto
riguarda il centro e la bassa classifica. La
Pro-Loco Collesano continua a non gradire l’aria
d’alta quota (ha perso 4 a 0 a Fasanò) e
l’inarrestabile Nuccio di mister La Placa, giunta
all’ottavo risultato utile consecutivo, non solo
consolida il quarto posto, ma adesso crede
fermamente nella possibilità di arrivare nelle
prime cinque posizioni. Il Lascari che è passato a
Montemaggiore (2 a 1) incalza il centro classifica
mentre il Caltavuturo dopo i tre punti ottenuti
contro il Petralia non riesce più a conquistare un
risultato positivo, con la sconfitta di Campofelice
(2 a 0) ne ha collezionato già quattro di fila. La
quarta di ritorno intanto che ha permesso all’Alimena
di riagganciare il Cerda in vetta alla classifica ha
fatto risvegliare la Gratterese e ha fatto assopire
invece il Geraci, morale della favola, il quinto
posto adesso è conteso da tre squadre con il
Collesano che sembra stare peggio di tutte le altre,
non fa punti fuori casa da quattro trasferte
consecutive e domenica è atteso in quel di Gratteri
per una partita che può significare o il rilancio o
la rinuncia ai sogni di gloria.
La prossima di campionato è
ancora favorevole al Gangi, che dopo la vittoria
contro il Petralia, appare seriamente candidato a
poter agganciare il treno delle prime, i quattro
punti di distanza dalla vetta, la trasferta dell’Alimena
a Cerda della settima e lo scontro diretto casalingo
contro il Cerda della decima di ritorno, hanno
indotto i ragazzi di mister Farinella a credere
addirittura nella conquista della prima posizione.
Il Petralia intanto, sabato
prossimo, sperando nell’indisponibilità del sig.
Bisconti, è atteso da un impegno quasi proibitivo in
quel di Bompietro. Non tanto perché la nostra
squadra ha un organico inferiore a quello
bompietrino, ma perché purtroppo la condizione
psicologica della squadra del presidente Farinella
non è attualmente delle migliori, il nostro morale è
sotto i tacchi, mentre l’undici di mister Vaccarella
vuole sfruttare l’occasione per effettuare il
sorpasso.
L’ambiente petraliese non
dimostra di avere più quella capacità di reazione
che in questo caso sarebbe stata indispensabile per
proseguire il campionato, ma sicuramente non
allenarsi ed evitare i rapporti con il mister non è
un comportamento di gente seria che vuole lasciarsi
alle spalle una brutta pagina che comunque verrà
trascritta ugualmente negli annali del calcio
petraliese.
I precedenti sono leggermente a
favore del Bompietro, complessivamente si sono
registrati fin’ora una vittoria per la squadra del
presidente Di Gangi e due pareggi. Abbiamo segnato
sei reti e ne abbiamo subito sette. L’anno scorso a
Bompietro finì 3 a 3 dopo che il Petralia era
passato addirittura in vantaggio per tre a uno. In
quella occasione un infelice arbitraggio non ci
consentì di portare a casa i tre punti. Per dovere
di cronaca ricordiamo che le nostre reti furono
realizzate da Bencivinni (due) e Scelfo. |
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Mister Lombardo ha lasciato
dunque la guida dell’ASC.D. Petralia Sottana 1950.
Forse un po’ in ritardo visto che i rapporti con la
squadra si erano alterati già da tempo.
Probabilmente, se la decisione fosse stata presa a
tempo opportuno, si sarebbe potuto evitare anche
qualche risultato negativo in campionato e la
prematura e cocente eliminazione di Coppa. Che il
modo di relazionarsi e di proporsi con i giocatori
fosse stato poco consono lo si era capito fin
dall’inizio del campionato, però tutti pensavano che
i nostri atleti erano stati poco disponibili a
recepire le nuove direttive. Non è stato così
purtroppo, i buoni propositi di Lombardo non sono
attecchiti nell’undici giallorosso, che con l’andare
del tempo è arrivato addirittura alla rottura
totale. Con ciò non voglio necessariamente scaricare
tutte le colpe sull’allenatore, che anzi va
ringraziato per quanto ha fatto, o meglio ha tentato
di fare, ma certamente anche lui, più degli altri
forse, ha delle pesanti colpe sull’anonimo
campionato che il Petralia ha fin qui disputato.
Premesso che non è mio intendimento fare il processo
a nessuno, l’epilogo del rapporto del mister con la
società ha lasciato più di qualcuno perplesso. Non
si può comunicare ai giocatori prima della partita
(trasferta di Bompietro) l’intenzione di lasciare la
panchina, indipendentemente dal risultato finale del
match, e poi schierarsi in campo. Che cosa ha voluto
dimostrare? Se l’obiettivo era quello di farsi
ricordare come l’artefice di una bella vittoria
nell’ultima sua prestazione, purtroppo non ci è
riuscito, verosimilmente credo che abbia voluto
invece affondare di più il coltello nella piaga,
visto che in quel di Bompietro, il Petralia, oltre a
non disporre dello squalificato Filì e annoverare i
forfait, per misteriosi motivi, di Federico, Occorso
e Amoroso, era anche psicologicamente assente.
La partita di domenica scorsa,
che era già segnata prima che fosse disputata, ci ha
offerto comunque un’unica nota positiva, il debutto,
come estremo difensore, di Manolo Sammito. I cinque
gol che gli sono stati segnati non devono e non
possono, visto l’evoluzione della gara, influire
negativamente sulla prestazione di un atleta che
deve ancora prendere confidenza con la porta e con
il campo, adattarsi al calcio a 11 e conoscere i
propri compagni di squadra.
Adesso sarà il campo, già da
domenica prossima, a dirci se i ragazzi petraliesi,
sono in grado di conseguire risultati positivi e
dimostrare che la ragione sta dalla loro parte. A
guidare la squadra è stato chiamato Pino Bencivinni,
terzo allenatore dell’era Farinella e bandiera del
C.S. Madonie degli anni ‘70 e ‘80 e del Petralia in
seguito. A lui auguro un buon lavoro, e sono sicuro
che riuscirà prima di tutto a infondere la
necessaria tranquillità alla squadra e poi a far
dare il massimo ad un gruppo, che tutto sommato
conosce, e che a questo punto ha voglia sicuramente
di riscatto e di rivincita.
La Va di ritorno ha
visto il ritorno dell’Alimena al comando solitario
della classifica dopo la vittoria di Lascari, il
Cerda infatti sarà costretto ad inseguire perché
sabato scorso ha dovuto rinviare la sua gara a causa
del nubifragio che si è abbattuto sul proprio
rettangolo di gioco sabato mattina. Si confermano
Geraci, Nuccio e Gratterese che con il 2 a 0 sul
Collesano estromette forse definitivamente la
squadra di Cirrito dalla lotta play-off. Il
risultato più clamoroso arriva comunque da Gangi
dove l’Aurora Rossa di Ruccione è riuscita a fermare
sullo 0 a 0 Lo Giudice e compagni facendogli
abbandonare probabilmente le pretese da primo posto.
Domenica il Petralia ospita il
Lascari in un incontro che vale l’ottava posizione,
visto l’impegno non semplice del Bompietro a
Campofelice. I giallorossi devono fare a meno di
Filì e Bracco squalificati, ma anche gli ospiti
avranno fuori Tempra e Schittino per gli stessi
motivi. Il Lascari fuori casa ha vinto solo a
Valledolmo e a Montemaggiore, mentre ha conquistato
tra le mura amiche gli altri 14 punti. In trasferta
ha segnato 7 reti e ne ha subito 11.
I precedenti non sono a nostro
favore, infatti le due squadre si sono affrontate
complessivamente 5 volte, si registra una sola
vittoria del Petralia, due i pareggi e due le
sconfitte, abbiamo segnato 6 reti e ne abbiamo
subito 5. L’anno scorso nell’ultima di campionato
perdemmo a Fasanò per 1 a 0, consentendo agli ospiti
di accedere ai play-off, mentre nel campionato
1993-94 a Petralia vincemmo per 5 a 1 con tre reti
di Nino Tedesco, una di Giuseppe Minneci ed una di
Gianfranco Di Gangi.
In bocca al lupo ragazzi, è il
momento di reagire e soprattutto di ricominciare a
divertirsi. |
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Sebbene l’abbia preso in prestito da una nota
trasmissione televisiva, mi è sembrato questo l’unico
titolo appropriato e in grado di fotografare l’attuale
situazione dell’undici giallorosso dopo le ultime
vicissitudini e l’ultima giornata di campionato.
Esordisce con una bella vittoria, dunque, Pino
Bencivinni che dopo la sconfitta di Bompietro ha avuto,
dalla società, il difficile compito di condurre l’ASC.D.
Petralia Sottana 1950 a concludere dignitosamente il
proprio campionato. Certo è difficile, al momento,
attribuirgli meriti particolari, però il fatto stesso
che, sia durante gli allenamenti, che durante la
partita, abbia guidato passo passo la squadra, dopo le
ultima due sconfitte, verso l’acquisizione di un
risultato positivo, è stato molto importante. Il gruppo
che stava correndo seriamente il rischio di sgretolarsi
pare si sia ricompattato, anche qualche atleta che prima
si stava eclissando è rientrato nei ranghi, oltre tutto
si è rivista in campo la grinta e la volontà di imporsi
sull’avversario. I tre punti conquistati contro il
Lascari non sono stati importanti solo perché ci hanno
consentito di riagguantare l’ottava posizione in
classifica, ma perché la vittoria era d’obbligo, i
ragazzi, tutto sommato, volevano e dovevano dimostrare
qualcosa e lo dovevano fare non solo per il nuovo
mister, ma soprattutto per se stessi. Non sono d’accordo
comunque quando si parla di ennesima ripartenza perché
si sa che in un lungo campionato il periodo negativo ci
può stare ed alcune partite possono anche essere perse
con le squadre più forti. Tutto sommato, provenivamo si
dalla cocente delusione di coppa, avevamo perso con il
Gangi che è sempre terzo in classifica, ma avevamo
ottenuto un buon pareggio a Geraci ed una vittoria a
Campofelice. La sconfitta di Bompietro, come ho avuto
modo di dire, era predestinata a causa della situazione
che era venuta a crearsi. Per cui parlerei piuttosto di
mancanza di continuità, e di atteggiamenti particolari
dei singoli che non hanno permesso alla squadra di
fornire prestazioni positive ed ottenere risultati
concreti. A proposito dell’incontro con il Lascari, va
sottolineata l’estrema correttezza ed il clima disteso
con cui le due squadre hanno affrontato la gara.
Nonostante le due compagini stanno disputando un
campionato ormai anonimo, la vittoria è stata cercata da
entrambe le formazioni ma sempre con comportamenti
regolari e con molto fair-play.
La sesta giornata di campionato intanto ha visto lo stop
della Nuccio ad Alimena, il Gangi costretto a dividersi
la posta con il Geraci, mentre il Cerda si è “allenato”
contro il Caltavuturo preparandosi al meglio al big
match di mercoledì prossimo che assegnerà, in caso di
vittoria di una delle due contendenti, il primo posto in
classifica. Per quanto riguarda il quinto posto, il
Collesano ha umiliato il fanalino di coda Valledolmo, e
si rifà sotto, visto che sia il Geraci che la Gratterese
non hanno ottenuto i tre punti. Mercoledì 16, quando si
disputerà la VII di ritorno, si decideranno
probabilmente le sorti del campionato sia per quanto
riguarda la testa della classifica sia per quanto
riguarda i play-off. Come già detto solo un pareggio tra
Cerda ed Alimena potrebbe tenere aperta la lotta per il
primato, mentre una sconfitta della Nuccio nel derby
potrebbe riaprire anche la lotta per il quarto posto.
Del resto mentre la Gratterese dovrebbe avere un facile
impegno a Caltavuturo, il Geraci dovrà rendere visita al
Collesano. Calendario alla mano, gli ultimi due posti
dei play-off teoricamente possono essere ancora
conquistati da sei squadre.
Mercoledì prossimo, dunque, andrà in scena l’ottavo
derby ufficiale tra Nuccio e Petralia, l’undici di
mister La Placa si è fermato al nono risultato utile
consecutivo ( 7 vittorie e 2 pareggi), ma vanta la terza
miglior difesa del campionato. Nonostante la sconfitta i
ragazzi di Fasanò stanno attraversando un ottimo momento
e stavolta non solo vogliono dimostrare che lo stop di
Alimena rappresenta un incidente di percorso, ma
vogliono assaporare la prima vittoria nel derby. Il
Petralia ci metterà invece l’orgoglio ed il solito
impegno che in questo derby non è mai mancato.
Ho tutti i motivi per credere che sarà una bella e sana
giornata all’insegna dello sport, anche se i ragazzi sia
dell’una che dell’altra parte vorranno issare i propri
colori sulla parte più alta del proprio campanile. I
precedenti sono nettamente a favore del Petralia, sui 7
incontri disputati la Nuccio non ha mai vinto e solo due
gare sono finite in parità. Il Petralia ha segnato 12
reti e la Nuccio 5. L’ultima vittoria esterna del
Petralia contro la Nuccio risale alla stagione 1990-91
(quella della promozione in I categoria), in quella
occasione finì 1 a 0 con rete di Zafonti. |
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La settima di ritorno ha dato
delle indicazioni molto importanti sia per quanto
riguarda la testa della classifica sia per quanto
riguarda la zona play-off. La sconfitta di Cerda,
non pregiudica la lotta per il primo posto
dell’Alimena, in quanto, anche se teoricamente
potrebbe avere tre punti in meno in classifica (si
deve recuperare Cerda-Belsitana), ha da qui alla
fine di maggio un calendario molto più favorevole
rispetto a quello della squadra di Lazzara, infatti
giocherà quattro volte in casa e solo due in
trasferta, mentre il Cerda tra le tre trasferte che
l’attendono avrà da far visita al Gangi che sono
certo non farà sconti a nessuno e che punta
decisamente a conquistare il terzo posto.
Per quanto riguarda la zona
play-off invece l’inattesa vittoria del Petralia nel
derby con la Nuccio ha riaperto la lotta anche al
quarto posto. Nonostante i propositi della vigilia i
cugini di Fasanò si vedono costretti a rinviare
ulteriormente l’appuntamento con la prima vittoria
contro il Petralia ed incamerano invece la seconda
sconfitta consecutiva in questa parte di campionato
molto importante. Una partita, quella di mercoledì
scorso, che è stato possibile disputare grazie
soprattutto alle “seconde linee” che le due società
hanno schierato in campo.
Infatti ambedue gli
schieramenti erano molto incompleti, a causa degli
impegni di studio e di lavoro dei ragazzi, per la
cronaca dirò solo che la Nuccio aveva in distinta
12 giocatori ed il Petralia 14.
Il derby, tutto sommato, è
stato abbastanza corretto, ma molto sentito dalle
due compagini che hanno messo da parte le loro
aspettative di classifica ed hanno tentato in ogni
modo di superarsi.
Le occasioni migliori nella
prima frazione sono state del Petralia che con
Tedesco ha avuto anche la possibilità di passare, ma
per la dura legge del calcio è stato invece la
Nuccio a portarsi in vantaggio. La reazione
dell’undici di Pino Bencivinni non si è fatta
attendere però, e poco prima del riposo i
giallorossi hanno ristabilito la parità con il
solito Profita. La svolta della partita si avuta
probabilmente durante l’intervallo, quando Mister La
Placa decideva di entrare in campo sostituendo uno
dei suoi uomini, ed esaurendo così la possibilità di
sostituzioni visto che era l’unico giocatore in
panchina. Il Petralia trovava il vantaggio nel primo
quarto d’ora del secondo tempo con una magistrale
trasformazione di un calcio piazzato di Roberto
Bracco, e più volte in seguito veniva fermato
dall’arbitro da sospette posizioni di fuori gioco.
Dal canto suo la Nuccio pregiudicava l’esito della
gara proprio quando La Placa si faceva espellere per
un brutto intervento su Callari e successivamente
per l’infortunio occorso a Vittorio Li Puma che pur
menomato fisicamente era costretto a rimanere in
campo e non potendo più dare una mano alla causa
della Nuccio.
La vittoria di Caltavuturo,
proietta così la Gratterese al quarto posto che
adesso occupa assieme alla Nuccio e la vittoria
interna contro il Geraci permette al Collesano di
riagganciare il treno non solo per la quinta, ma
anche per la quarta posizione. Delle inseguitrici,
sia la Nuccio che il Geraci hanno un calendario poco
favorevole rispetto a Collesano e Gratterese,
oltretutto devono ancora incontrarsi tra loro nella
penultima di ritorno. Pure la Gratterese comunque
non può dormire sogni tranquilli, perché le
trasferte ad Alimena e Bompietro e l’impegno
casalingo contro il Gangi non glielo permettono. Il
Collesano dovrà giocare inoltre ad Alimena e,
nell’ultima di campionato, contro il Gangi. Sarà una
durissima battaglia per tutte le contendenti
acciuffare la quarta e la quinta posizione, e chissà
che non ci sia qualche altra bella sorpresa.
Appena il tempo di gioire per
la vittoria nel derby e domenica il Petralia
giocherà ancora sul proprio campo (quello di SS.
Trinità) contro il Cerda capolista. Gli uomini di
Lazzara sono in serie positiva da sei turni, mentre
gli uomini di Bencivinni sono galvanizzati dalle due
vittorie consecutive ottenute nel nuovo corso. Non è
semplice perforare la difesa cerdese, che è la meno
battuta del girone, ma a volte anche Davide può
battere Golia ( il 17 febbraio scorso la Nuccio
sempre sullo stesso campo riuscì a battere il Cerda
per 1 – 0).
I precedenti non ci lasciano
scampo, sugli 11 incontri disputati abbiamo vinto
solo due volte, abbiamo pareggiato in due occasioni
e abbiamo perso i restanti 7 incontri. Siamo andati
in rete per 12 volte e abbiamo subito invece 22 gol.
L’ultima vittoria casalinga del Petralia contro il
Cerda si registrò il 2 febbraio 1986, in un
campionato di seconda categoria, finì 3 a 0 e le
reti furono segnate da Tedesco, D’Alberti e Cerami. |
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Non capita spesso di elogiare
una squadra che perde, ma in questo caso è più che
doveroso. L’undici di Pino Bencivinni, nonostante la
sconfitta di misura rimediata, in casa, contro la
capolista Cerda deve essere lodato,senza ombra di
dubbio, per la prestazione offerta domenica scorsa.
Per dovere di cronaca va premesso che ancora una
volta il Petralia non ha potuto schierare la
migliore formazione, infatti non erano presenti
Amoroso (infortunato), Callari (squalificato), Filì
e Scelfo (indisponibili). A questi devono essere
aggiunti necessariamente Li Sacchi e Di Maria (in
gita scolastica) che spesso hanno giocato da
titolari. E’ necessario dire che le assenze non
sono state citate certo a giustificazione della
sconfitta, perché coloro che sono scesi in campo si
sono comportati molto bene, e con grande cuore hanno
messo veramente paura alla capolista, ma perché chi
legge possa rendersi conto che i giallorossi erano
veramente contati, tanto che nel secondo tempo è
stato impossibile sostituire Profita che non era più
in buone condizioni fisiche. Certo è stato il Cerda
a fare la partita, specie nella prima frazione,
nonostante ciò, oltre ai pali, solo quell’ottima
incornata di Bartolotta che nel secondo tempo ha
permesso a capitan Macina e compagni di ottenere i
tre punti. Il Petralia di più non poteva fare, con
quegli uomini, tra i migliori, per i padroni di
casa, oltre al combattente Roberto Bracco, da citare
Antonio Occorso, in ottima forma finalmente, che da
solo non è riuscito però nell’intento di far gol.
Tutto sommato una sconfitta preventivata, ma quel
che più conta ottenuta giocando, lottando e con
onore e che lascia ben sperare per questo finale di
torneo. L’obiettivo finale adesso è quello di
incamerare quanto meno gli stessi punti dell’andata,
anche se qualcuno ancora prova ad essere ottimista
consolandosi con speranze matematiche.
Intanto il campionato si è
portato a – 5 dalla sua conclusione, del gruppo che
inseguono i play-off, solo Gratterese e Nuccio sono
state costrette a segnare il passo. La Gratterese è
dovuta arrendersi all’Alimena che frattanto affianca
ancora il Cerda in vetta alla classifica, e la
Nuccio, ancora in formazione rimaneggiata, non è
riuscita a far punti con l’A. Rossa, e si che dopo
l’amaro di mercoledì l’intenzione era quella di
degustare il dolce a Campofelice. Il Collesano
passando a Montemaggiore riacciuffa il quarto posto
in solitaria, mentre per la quinta piazza la lotta
si fa serrata con il Geraci che, in base al
calendario, sembra crederci più di tutte le altre.
La terza sconfitta consecutiva e l’impegno
proibitivo di domenica prossima contro il Gangi
molto probabilmente estromette definitivamente
l’undici di mister La Placa dalla lotta play-off,
mentre il Gangi spera nel Collesano per poter
puntare ancora al secondo posto. E’chiaro che ancora
ognuno coltiva i propri sogni di gloria, guai se
così non fosse.
Domenica prossima il Petralia è
atteso a Gratteri da una formazione che chiede disco
verde per poter continuare a lottare per i play-off
e non sarà semplice visto che vogliono sfruttare a
pieno questo turno interno. L’avversario non è
irresistibile, ma le motivazioni spesso condizionano
i risultati finali delle partite in base agli
obiettivi che si devono raggiungere. In difesa sono
messi benino, (31 reti subite), ed in attacco
invece tutto dipenderà dallo stato di grazia dei
suoi attaccanti. La gara tra le mura amiche arriva,
per loro, dopo tre turni esterni consecutivi, dove
hanno raccolto però quattro punti, prima di queste
hanno fermato, tra le mura amiche, il Collesano.
Il Petralia si presenta, dal
canto suo, ancora con una formazione alquanto
incompleta, però con una grande voglia di
acciuffare, in campionato, la 135a
vittoria della sua storia, di segnare la
sua 500a rete e di confermare comunque
quanto di buono ha fatto vedere fin’ora.
Per quanto riguarda i
precedenti, possiamo solo citare i due incontri
disputati lo scorso anno, e la partita di andata di
questo campionato. Petralia e Gratteri si sono
affrontate 3 volte, 2 le vittorie del Petralia ed 1
quella della Gratterese, 4 reti segnate dai
giallorosi e 3 subite. L’anno scorso a Gratteri
perdemmo per 3 a 1, e la nostra rete fu messa a
segno da Giuseppe Filì. |
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Dopo il Cerda, il Petralia mette paura pure alla
Gratterese e questa volta a domicilio. Per quanto si
è visto domenica a Gratteri capitan Farinella e
compagni hanno veramente parecchio da rammaricarsi.
E’ difficile accettare di perdere con il minimo
scarto, quando si è penalizzati da un direttore di
gara che si fa prima ampiamente condizionare ed poi
intimorire dai giocatori locali che oltre a fargli
pesare, per buona parte della ripresa, senza alcun
motivo, la segnatura della squadra ospite, riescono
a non fargli prendere, sul 2 a 1, la decisione
plateale di assegnare un calcio di rigore agli
ospiti per un vistoso fallo su Profita.
Comportamenti del genere a favore delle squadre di
casa si verificano purtroppo spesso quando vengono
designati arbitri inesperienti e non all’altezza.
Aver perso a Gratteri comunque fa molto male perché
oltre a tutto ciò, siamo coscienti di aver disegnato
trame di gioco superiori ai padroni di casa, Scelfo
ha avuto tre occasioni da gol limpidissime che non
si capisce come non è riuscito a concretizzare e
siamo stati condannati da due reti, di pregevole
fattura per carità, ma dei lampi messi a segno da
giocatori esperienti e certamente mercenari del
pallone. Certamente se questa Gratterese, imbottita
da parecchi compagni di ventura, pagati
profumatamente, acciufferà i play-off, sarà
sicuramente la meno attrezzata e la più debole delle
quattro. A Leonardo Callari va, intanto, il merito
di aver messo a segno la 500a rete in
campionato del Petralia di tutti i tempi, la sua
unica in questo campionato, ma la seconda stagionale
(aveva segnato anche in Coppa contro il Villarosa).
Restano da disputare ancora quattro giornate di
questo torneo ed il cerchio si stringe per tutti. Il
Bompietro dopo la vittoria a Lascari si rifà sotto
sempre con l’obiettivo finale di soffiare l’ottavo
posto al Petralia. In testa, il Cerda vincendo il
recupero di Montemaggiore ( 0 a 2 il risultato
finale) si isola momentaneamente al primo posto ed
adesso l’Alimena deve rincorrere, però già da
domenica prossima le cose potrebbero nuovamente
cambiare in quanto il Cerda è atteso a Gangi e
l’Alimena ospiterà il Collesano. La squadra del
presidente Cirrito dopo l’inaspettato stop interno
contro il Caltavuturo è veramente all’ultima
spiaggia, perdere ad Alimena significherebbe
abbandonare definitivamente il sogno play-off, anche
perché Geraci e Gratterese che hanno un punto in più
in classifica hanno sulla carta degli impegni più
abbordabili. Il Cerda invece se uscirà indenne dal
Francesco Raimondi potrà dormire sogni più
tranquilli e potrà avviarsi verso la promozione
diretta. La Nuccio, alla quarta sconfitta
consecutiva ha lasciato strada ed adesso spera solo
di riuscire a conservare il settimo posto. Il Gangi,
mai domo, spera ancora nella complicità del
Collesano prima e del Geraci dopo per restare nella
storia già dal suo primo campionato.
Domenica il Petralia affronterà il Valledolmo, che
pur trovandosi all’ultimo posto della graduatoria,
in queste ultime giornate si è dimostrato in vena di
far scherzi a chiunque, (ha perso solo per 2 a 3 in
casa con Gratterese, Geraci ed Alimena, ha
pareggiato a Caltavuturo ed ha vinto a Montemaggiore).
Certo ha pagato lo scotto del noviziato, ma adesso i
ragazzi sono decisi a vender cara la pelle, hanno
preso mediamente quasi tre gol a partita, sappiamo
però che quando mancano le motivazioni le partite
sono aperte a qualsiasi risultato. Ed il Petralia
adesso corre il rischio di non avere più alcuna
motivazione, e non dovendo più chiedere nulla a
questo campionato, tenendo conto anche delle
continue squalifiche e le indisponibilità che fanno
poi la loro parte, potrebbe incorrere in qualche
amara sorpresa.
I precedenti con le squadre di Valledomo non sono
purtroppo a nostro favore, su 7 incontri disputati
il Petralia ha vinto solo due volte, due sono stati
i pareggi e tre la sconfitte, abbiamo segnato 7 reti
e ne abbiamo subito 11.
L’unica vittoria ottenuta in casa dal Petralia
risale al campionato di seconda categoria, stagione
1989-90, il 18 febbraio 1990, presso il comunale di
Petralia Sottana, finì 2 a 1, nell’occasione
segnarono Tessarin e Macaluso. |
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Non intendo tediarvi con quel che
poteva essere e non è stato, o con quel che doveva
essere e non è stato, ma quanto meno vorrei chiarire il
perché della delusione ed il perché della
superficialità.
La settimana scorsa avevo parlato di
motivazioni. Ebbene l’undici di Valledolmo, domenica
scorsa, ne aveva sicuramente da vendere, il capitano che
ha spronato i suoi, prima dell’inizio della partita, a
vincere in trasferta ci ha fatto capire le reali
intenzioni degli ospiti, e poi come ho sottolineato gli
indomiti valledolmesi stanno tentando ancora,
credendoci, di non arrivare ultimi in questo campionato.
Il Petralia dal canto suo confidava ancora, fino alla
partita disputata contro la Gratterese, nella conquista
di un posto play-off, avere perso quella gara ha
demotivato completamente i giallorossi, alcuni
addirittura, per un motivo o per un altro, domenica si
sono eclissati, mettendo in condizioni mister Bencivinni
di poter schierare solo i 5/11 della formazione
titolare. I giovani che li hanno sostituiti hanno fatto
la loro parte, anche dal punto di vista della reazione
psicologica sono stati impeccabili, perché ricordiamo
sono riusciti a ribaltare lo zero a uno fino al tre a
uno, a questo punto però è subentrata la delusione.
Prendere due gol e permettere agli ospiti di pareggiare
evidenziando sempre gli stessi errori difensivi è
sconfortante, così come aver lasciato per strada altri
due punti che quanto meno sarebbero stati utili per
continuare ad aspirare all’ottavo posto. La
superficialità con cui si è affrontata l’ultima parte
della gara, cioè da quando ci si è trovati in vantaggio
è davvero disarmante, non si è riusciti a mantenere la
dovuta concentrazione, in qualche occasione ci siamo
trovati veramente in difficoltà e ci siamo fatti colpire
veramente con molta ingenuità.
Non voglio pensare assolutamente che
questi ragazzi non hanno voglia di chiudere
dignitosamente questo campionato perché le restanti
partite non solo possono servire ad arricchire il
bagaglio sportivo personale di ognuno, ma attraverso
risultati positivi permetterebbero alla società di
raggiungere una più consona posizione di classifica.
Il big-match della decima di ritorno
disputato a Gangi, consacra il Cerda in vetta alla
classifica, adesso solo capitan Macina e compagni
possono buttare al vento la promozione diretta,
calendario alla mano è impensabile che i cerdesi perdano
punti per farsi riprendere dall’Alimena che dopo aver
superato lo scoglio Collesano, ha pur sempre,
nell’ultima di ritorno, un impegnativo derby contro il
Geraci.
Gangi e Geraci, a mio parere, non
avranno problemi ad agguantare un posto play-off, mentre
per il quinto, Gratterese e Collesano dovranno lottare
fino all’ultima giornata.
Ancora deludente il risultato della
Nuccio, ormai in caduta libera, (quinta sconfitta
consecutiva) mentre un plauso va al Bompietro di
Vaccarella che con grande orgoglio, e non solo, è
riuscito a riagganciare il Petralia. Molta sfortuna per
l’Aurora Rossa di Ruccione, che ha visto sfumare la
vittoria a tempo praticamente scaduto e attraverso la
concessione di un calcio di rigore molto discutibile (di
cui il presidente della Gratterese non parla).
Sabato l’undici petraliese rende
visita al Collesano, accantonate le polemiche
dell’andata la gara non si presenta semplice per la
squadra giallorossa. Loro come detto aspirano ancora a
raggiungere il quinto posto, sarà il Gangi, molto
probabilmente, a decidere, nel vero senso della parola,
visto che deve affrontare sia Collesano che Gratterese a
decidere la quinta classificata. Ultimamente le loro
prestazioni non sono state trascendentali, infatti
vengono da due sconfitte consecutive, ma contro di noi
avranno una motivazione particolare, rivalersi rispetto
alla partita di andata.
Nel Petralia sabato rientreranno
Bracco e Lombardo che hanno scontato la squalifica e
finalmente Bencivinni potrà disporre dell’undici
titolare. Mi auguro solo che a vincere sia lo sport, e
che i rapporti tra le due società possano rimanere
sereni e cordiali come lo sono sempre stati.
I precedenti dicono Collesano, su tre
incontri disputati, contro la squadra della Pro-Loco, ne
abbiamo vinto uno e persi due. Abbiamo segnato 2 reti e
ne abbiamo subito 5. L’anno scorso a Collesano finì 3 a
0 per i padroni di casa.
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Il Petralia dimostra grande
carattere a Collesano, dove riesce però solo a
tratti ad imporre il proprio gioco, ma deve
arrendersi comunque in occasione di quei tre episodi
in cui la squadra di casa ha mandato la palla in
rete. Proprio così, se consideriamo anche le nostre
reti, abbiamo registrato cinque episodi da cui sono
scaturiti i cinque gol che hanno determinato il
risultato finale, per il resto è giusto
puntualizzare che è stata una brutta partita, non è
stato possibile creare un’azione di gioco di durata
superiore ai trenta secondi senza che questa fosse
interrotta da un’azione fallosa. Dispiace comunque
non aver potuto giocare a calcio, la squadra di casa
si è preoccupata, per più di un tempo, solo di darle
ed il Petralia di conseguenza di non prenderle e
l’arbitro, sig. Pollaccia, ha avuto il suo bel da
fare per evitare che l’incontro degenerasse. Del
resto ce le avevano promesse fin dalla gara di
andata, ed è per me deplorevole solo il doverne
parlare, motivo per cui non voglio entrare nei
dettagli. L’unica cosa che voglio sottolineare è la
sportività e la signorilità che ci ha accolto a
Collesano. Signorilità di parecchi giocatori locali,
che per tutto il primo tempo e quando l’arbitro era
distante dall’azione, hanno continuato a minacciare
e picchiare, (vantandosi di ciò anche sul proprio
sito), con pedate, gomitate e spintoni di ogni
genere Enzo Scelfo che Pino Bencivinni saggiamente
ha sostituito nell’intervallo. Sportività di un
gruppo di tifosi che hanno pensato bene di
accogliere il nostro giocatore con scritte
vergognose all’ingresso degli spogliatoi, che hanno
continuato ad inveire contro di lui minacciandolo e
insultandolo finchè questi è stato in campo, e che
hanno avuto anche il coraggio di chiosare
sarcasticamente quando l’incontro era sul 2 a 2:
“siete venuti a Collesano a farci la guerra, noi
abbiamo ancora la possibilità di andare ai play-off
a voi cosa interessa”. Penso che chi doveva
intendere ha inteso, non sono sicuro però che tutto
sia stato dimenticato, alla fine dell’incontro ho
visto l’undici petraliese troppo calmo e pacato,
forse perché impauriti, forse perché hanno voluto
dare dimostrazione di comportamento ineccepibile, o
forse perché intenzionati a ricambiare, quando sarà
possibile, il favore ricevuto. Voglio fare mia però
l’affermazione di Sebastiano Ruccione, allenatore
dell’Aurora Rossa, che alcuni giorni fa su questo
sito ha scritto “ricordate che occhio per occhio il
mondo diventa cieco”.
Questa terz’ultima giornata di
campionato ha lasciato sostanzialmente tutto
invariato, Cerda ed Alimena continuano a suon di
vittorie la scalata verso il primo ed il secondo
posto, il Gangi ha dato seguito a quella specie di
gemellaggio virtuale che si era instaurato nelle
settimane precedenti attraverso internet e
nonostante la sconfitta è sicuro di arrivare al
terzo posto, così come il Geraci è sicuro del quarto
che ha consolidato sabato scorso a Caltavuturo.
Adesso si profila una domenica molto importante dove
si potrebbe decidere la squadra quinta classificata.
La Gratteresese dovrà superare in trasferta
l’ostacolo Bompietro (il Siena di questo
campionato), che, sul sito del Collesano, ha giurato
e spergiurato di fermare gli ospiti, mentre il
Collesano che ancora nutre qualche speranza è atteso
a Campofelice di Roccella dove sono sicuro non
otterrà sconti. Un vero peccato che Nuccio e
Petralia stanno chiudendo così ingloriosamente la
stagione, perché le due compagini hanno dimostrato
di non essere inferiori a quelle squadre che
andranno ad occupare gli ultimi posti disponibili
per i play-off.
Sabato il Petralia saluterà i
propri tifosi nell’ultimo impegno casalingo della
stagione che disputerà contro la Belsitana di
Montemaggiore. Gli ospiti occupano il penultimo
posto in classifica e sono stati veramente la
delusione di questo torneo, sono in serie negativa
da cinque turni (ultimo punto conquistato in casa
contro la Gratterese 0 a 0 il 6 aprile scorso),
vantano il peggior attacco del girone (solo 16 le
reti segnate) e non vanno in gol dalla quarta di
ritorno (Nuccio – Belsitana 2 a 1).
I precedenti dicono che però la
parità regna sovrana, su tre incontri disputati si
è registrato un pareggio, ed una vittoria per parte,
il Petralia ha segnato 4 reti e ne ha subito 5,
l’anno scorso a Fasanò finì 2 a 0 per noi con reti
di Zafonte e Scelfo.
Congedarsi dal proprio pubblico
con una vittoria rappresenta il modo migliore di
ringraziare quanti hanno creduto e continuano a
credere in questa squadra e nel futuro del calcio a
Petralia Sottana. |
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Il week-end passato non ci ha
riservato, dunque, alcuna sorpresa. Se scontati
erano i tre punti per le tre prime della classe,
almeno dagli incontri A. Rossa - Collesano e
Bompietro - Gratterese ci si aspettava però qualche
sconvolgimento della classifica in zona play-off.
Così non è stato e dunque onore e lode all’undici di
Ruccione e all’undici di Vaccarella che, come più
volte sottolineato da tanti addetti ai lavori,
stanno onorando fino in fondo un campionato che
invece per tante altre squadre è già terminato da
tempo. Ma del resto la previsione che avevo fatto la
scorsa settimana è da considerare quasi azzeccata,
il Collesano non ha ottenuto sconti a
Campofelice e la Gratterese è stata bloccata da un
Bompietro che alla vigilia, ripeto, aveva giurato
e spergiurato di fermare gli ospiti. (A
proposito di schiaffi morali, collezionare
vocabolari o dizionari o ripassare l’italiano, è
giusto evidenziare che nella lingua italiana, al di
là del significato dei singoli termini, il binomio
“giurare e spergiurare”, assume un
significato ben preciso, per il vocabolario “Il
Nuovo Zingarelli” abbinando le due parole si ottiene
un rafforzativo, il cui significato è il seguente: Sostenere con ogni argomento la verità di qualche
cosa. A voi le conclusioni. Sarebbe da ipocriti
però poter affermare di conoscere perfettamente la
lingua italiana, io non l’ho mai detto e non lo
faccio adesso, ma ritengo comunque che nel momento
in cui deciderò di prendere qualche lezione privata
di lingua italiana mi farò consigliare, senza
dubbio, dagli amici dell’ASD Bompietro che si sono
rivelati dei profondi conoscitori).
Ritornando al campionato i
giochi sembrano fatti, solo un miracolo infatti
potrebbe permettere al Collesano di acciuffare la
quinta posizione che la Gratterese ha in cassaforte,
per il resto il Cerda conquisterà la promozione
diretta e l’Alimena sarà costretta alla roulette dei
play-off. Gangi e Geraci completeranno il quadro
delle squadre che lotteranno per accedere in seconda
categoria.
Quello che più dispiace, quando
siamo quasi all’epilogo, è che qualcuno si ostini
ancora a gettare altro veleno su questo campionato e
a fare subdole insinuazioni. Sol perché sabato
scorso dirigenti e tifosi alimenesi sono stati
individuati a Lascari, non significa che
necessariamente erano là per offrire compensi ai
ragazzi di Lascari affinché battessero il Cerda,
così come giocare oggi il recupero tra Geraci e
Nuccio, non significa che necessariamente il Geraci
può decidere chi incontrare, tra Gangi ed Alimena,
nei play-off. Sono solo circostanze che si sarebbero
potute verificare anche in altre occasioni.
Il Petralia, sabato scorso, ha
incamerato i tre punti quasi senza giocare, infatti
i ragazzi di Montemaggiore si sono ritrovati in sei
subito dopo che Occorso ha segnato il primo gol. Il
mister in ogni caso aveva schierato la migliore
formazione, segno che ancora i giallorossi non si
considerano in vacanza, e che vogliono chiudere in
modo positivo la stagione in corso. A quota 33 si è
consolidato intanto l’ottavo posto e se il Geraci
nel recupero farà la sua parte contro la Nuccio si
potrebbe sperare anche nel settimo.
Non può e non deve considerarsi
però il campionato delle occasioni perdute, perché
anche se si fosse raggiunto il quinto posto, avrebbe
rappresentato certamente un risultato di prestigio,
ma sono sicuro che questa squadra non è ancora
pronta per ottenere di più, altre compagini al
momento si sono dimostrate più quadrate e più valide
tecnicamente.
Domenica si
conclude la stagione regolare ed il Petralia è
atteso a Caltavuturo. Probabilmente i nostri avranno
qualche motivazione in più, prima fra tutte
cancellare la sconfitta interna rimediata
all’andata, il Caltavuturo anche se domenica scorsa
si è recato in numero ridotto ad Alimena, per questo
ultimo appuntamento, (ultimo anche perché se
iniziano i lavori di ampliamento del comunale,
sicuramente l’anno prossimo questa società potrebbe
non iscriversi al nuovo campionato), sarà in
formazione tipo perchè tutti vorranno essere
presenti. Il loro attacco è tra meno prolifici, la
difesa tra le più perforate, ma si sa che in queste
occasioni le statistiche rimangono solo numeri sulla
carta. L’ultima vittoria del Petralia a Caltavuturo
risale al lontano 8 maggio 1988, campionato di II
categoria, con una società diversa però, finì 2 a 1
per noi grazie ad una autorete ed un gol di
Fumagalli |
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Vincere, per chiudere in
bellezza, e far dimenticare la bruttissima
prestazione dell’andata. Era questo l’obiettivo che
il Petralia si era prefisso alla vigilia e che è
riuscito a raggiungere nella trasferta di
Caltavuturo. Una buona prestazione quella offerta
contro i padroni di casa, che lamentavano comunque
l’assenza di qualche titolare (solo undici giocatori
in distinta), e che ha permesso alla squadra del
presidente Farinella di eguagliare, nel risultato,
la terza miglior prestazione esterna di tutti i
tempi (le precedenti sono state: 11/11/1990, camp.
II categoria, Alimena – Petralia 0 – 6, 14/10/1990,
camp. II categoria, Sammichelese – Petralia 1 –
5, 7/04/1991, camp. II categoria, L.Villarosa –
Petralia 1 – 4). Ancora una volta sono stati
schierati undici ragazzi di Petralia a testimonianza
del fatto che il gruppo può far bene anche senza
prestatori di opera esterni. La vittoria ci consente
di scavalcare in classifica la Nuccio ed agguantare,
con 36 punti, la settima posizione finale. La
Gratterese che ha conquistato l’ultimo posto utile
per i play-off ha totalizzato nove punti più del
Petralia che, bisogna pur ricordare, ha lasciato
però ben dieci punti alle ultime quattro squadre
della classifica (Lascari, Caltavuturo, Belsitana e
Valledolmo).
Per quanto riguarda la
classifica finale, finisce tutto secondo le
previsioni, ma l’ultima giornata di campionato ci ha
riservato ugualmente qualche piccola sorpresa. Il
Bompietro che rincorreva da tempo l’ottava posizione
si è fatto fermare dal fanalino di coda Valledolmo e
non è riuscito così a superare la Nuccio che, pur
perdendo a Cerda, ha conservato dunque l’ottavo
posto. Il Geraci conoscendo già il risultato del
Gangi (aveva giocato sabato a Collesano) si è
imposto, in trasferta, su una demotivata Alimena (il
Cerda aveva festeggiato sabato pomeriggio la
promozione in seconda categoria) ed ha agganciato
l’undici di mister Salvo al terzo posto. Per la
quinta piazza invece tutto secondo pronostico con la
Gratterese che è riuscita a mantenere la promessa e
a regalare i play-off al proprio presidente.
L’inatteso stop interno
dell’Alimena, che ha consentito ai Geracesi di
conquistare in comproprietà il terzo posto, proporrà
un’ulteriore coda a questo campionato, perchè
adesso sarà necessario uno spareggio tra Gangi e
Geraci per stabilire chi beneficerà del vantaggio
della terza posizione nella prima partita dei
play-off.
L’appuntamento è fissato per
sabato prossimo presso il comunale di Castellana
Sicula, che continuerà comunque fino alla finale ad
essere teatro delle tenzoni di tutte le altre gare
dei play-off di questo girone.
Giovedì prossimo, per quel che
ci riguarda, tireremo le somme di questo campionato
con tutte le cifre ed i numeri relativi alla
stagione appena conclusa. |
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Anche se il campionato non può
dirsi concluso per Geraci, Alimena, Gangi e
Gratterese perché impegnate nei play-off, per tutte
le altre squadre è invece tempo di bilanci. Il
Petralia, che è riuscito a migliorare il proprio
tabellino solo nelle ultime due gare, ha disputato
un campionato che ha lasciato molti con l’amaro in
bocca, prima fra tutti la dirigenza che fino agli
ultimi scontri diretti con Gratterese e Collesano ha
sperato di poter lottare ancora per agguantare il
quinto posto. Non perché si volesse fare il salto di
categoria, ma perché giustamente la consapevolezza
di una qualificazione e l’eventuale disputa di
almeno un turno dei play-off avrebbero certamente
fatto fare esperienza ad un gruppo che ancora non
denota la giusta maturità per un campionato
vincente.
Se da un lato ci si rammarica
per essere arrivati settimi a nove punti dal quinto
posto e consapevoli però che negli scontri diretti
(punti conquistati e differenza reti
casa-trasferta), abbiamo fatto meglio di Geraci,
Gratterese e Collesano, dall’altro non ci si
angustia più di tanto perché in fondo in fondo la
società ha risparmiato il premio previsto in caso di
accesso ai play-off. Molti imputano la chiave di
svolta del campionato alla gara interna, perduta
malamente, contro il Caltavuturo, effettivamente è
stata quella, dal punto di vista psicologico, una
sconfitta che ha condizionato in negativo buona
parte del girone di ritorno e che spesso, durante
altre gare, ha riportato nella mente dei nostri
giocatori quei terribili fantasmi.
Sottolineando sempre che quello
appena concluso è il secondo campionato consecutivo
che il Petralia gioca fuori dalle mura amiche (il
comunale è ancora in attesa di collaudo e chissà
quando potrà essere disponibile…), in questa
stagione, rispetto alla scorsa, la squadra del
presidente Farinella è riuscita comunque a
migliorare lo score da tutti i punti di vista.
E’ stata aumentata la media dei
punti conquistati per partita, che è passata dallo
0,79 dello scorso anno all’1,38, complessivamente 11
sono state le vittorie, 3 i pareggi e 12 le
sconfitte, 41 le reti segnate e 51 quelle subite.
Volendo fare paragoni con la passata stagione ( che
però aveva un girone a tredici squadre e quindi due
partite in meno), è diminuito il numero dei pareggi
e delle sconfitte, mentre è aumentato il numero
delle vittorie (più che raddoppiato), si sono messe
a segno 11 reti in più e se ne sono subite 6 in
meno. Dei 36 punti conquistati, 22 sono stati
guadagnati in casa e 14 in trasferta. Le sconfitte
in casa sono state 5 mentre quelle esterne 7, dei
pareggi due sono stati conquistati fuori casa e 1
c’è stato imposto fra le mura amiche, le vittorie
infine, sono state 7 quelle interne e 4 quelle
esterne. Per quanto riguarda le reti segnate 23 sono
quelle realizzate in casa e 18 in trasferta, di
contra ne abbiamo subito 32 fuori casa e 19 in casa.
Per quanto riguarda i bomber,
un plauso va senza dubbio a Diego Profita che
nell’anno del suo debutto con il Petralia ha
realizzato 12 reti, eguagliando Pirrotta nella
stagione 1991-92, (solo Nino Tedesco nella stagione
1985-86 con 20 reti e Giampapa con 28, Zafonti e Di
Gangi con 18, nella stagione 1990-91, erano riusciti
a fare meglio). Enzo Scelfo con i 7 gol realizzati
in questo anno in campionato (11 complessivamente
con i 4 dello scorso anno) si porta all’ottavo posto
nella classifica dei marcatori di tutti i tempi, ed
assieme a Profita si prepara ad attaccare ( nel
prossimo campionato) la sesta posizione che
detengono Giuseppe Filì e Tessarin con 14 reti.
Prima del congedo estivo,
voglio ringraziare quanti, durante questa stagione
sportiva, hanno letto questa rubrica, fortemente
voluta da Marcello Ruisi, quanti hanno apprezzato
quello che ho scritto, ma soprattutto tutti quelli
che, per un motivo o per un altro, hanno criticato
il contenuto dei miei scritti, ciò è servito
comunque ad instaurare un sano e proficuo confronto,
con alcuni tra le pagine del sito e con altri nei
campi in cui ci siamo ritrovati a seguire le nostre
squadre.
Nella speranza che l’anno
prossimo anche il nuovo comunale di Petralia Sottana
possa finalmente far parte dei campi della terza
categoria voglio licenziarmi facendo i complimenti
al Cerda, per avere conquistato la promozione in
seconda categoria, ed anche alla squadra che la
seguirà quale vincente dei play-off. |
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Con l’arrivo
dell’estate tutti gli sportivi madoniti aspettavano con trepidazione
l’appuntamento sportivo più atteso dell’anno ovvero il Torneo delle
Madonie di calcio, un appuntamento che è durato circa 33 anni e che poi
per svariati motivi e finito. Ma i ricordi (e sono tanti ) per fortuna
restano. E’ proprio con i ricordi dei protagonisti di allora vogliamo
farvi rivivere quei meravigliosi anni
Qualcuno aveva provato a riesumarlo
appena un lustro addietro. Un gruppo di sportivi, che faceva capo
all’allora presidente del Comitato Provinciale della Figc, Ninni
Giamportone, aveva tentato di riportare in auge il vecchio ma mai
dimenticato Torneo delle Madonie, una delle manifestazioni calcistiche
più interessanti e affascinanti mai organizzate nel comprensorio
palermitano, sospeso nel 1983. Si trattava di un vero e proprio
campionato estivo che in quanto ad importanza non aveva nulla da
invidiare alle rassegne invernali organizzate dalla Federcalcio
regionale.
Rovente perché denso di sviluppi
campanilistici, attraente e ricco di contenuti tecnici (anche per via
della partecipazione dei cosiddetti “stranieri”, vale a dire di quei
giocatori impegnati nelle divisioni federali), ideato per coagulare le
folle nel periodo postbellico. A progettarlo ci pensarono i compianti
Orazio Siino, allora presidente regionale della Lega Sicula, e Beppe
Agnello, presidente regionale della Lega Giovanile. I due trovarono
l’appoggio degli amministratori locali che a loro volta erano
sollecitati da un movimento nato e cresciuto grazie all’arrivo di un
gruppo consistente di militari del norditalia con una grandissima
passione per il calcio.
Non era facile nel 1950 riunire a
Petralia Sottana i calciofili madoniti, in un comprensorio che mancava
di strade, campi ed altre strutture. Sollecitati anche dal veterinario
gangitano Carmelo Naselli, Siino e Agnello accettarono la scommessa,
varando il Torneo delle Madonie. Si narra che il trasferimento a
Petralia Sottana per il prologo del grande evento sia avvenuta a bordo
della “Fiat 509” di proprietà di Agnello ma guidata nell’occasione dal
terzino rosanero Nello Todeschini. Il verbale della storica riunione
riporta i nomi dei partecipanti: Michele Barberi (Vis Bompietro),
Salvatore Di Belle (A.C. Polizzi), Carmelo Dino (A.S. Petralia Sottana),
Ugo Ferrara (C.S. Raimondi Gangi), Pietro Lio ed Enzo Merendino (U.S.
Castellana), Siino e Agnello.
I primi campi destinati ad ospitare le
contese furono tracciati su terreni da pascolo, sconnessi e irregolari,
ovviamente senza recinzione. Il pubblico era a stretto contatto con i
giocatori ed anche con l’arbitro che, reduce da un interminabile viaggio
da Palermo e in vista di un altrettanto lungo ritorno nel capoluogo,
spesso appariva distratto, dunque facile bersaglio per i tifosi delle
opposte fazioni. Inoltre, lo spogliatoio era spesso collocato nel vicino
paese, cioè a qualche km. di distanza dal campo da gioco, oppure nei
pressi di un albero circostante.
Indimenticabile quello che accadde nel
1957, cioè in una delle partite della 3^ edizione del torneo: a Nicosia
l’arbitro fischiò la fine della partita proprio mentre un giocatore di
casa stava per scoccare il tiro che avrebbe provocato la rete del
pareggio; il giudice di gara annullò, scatenando l’ira della tifoseria
locale. L’auto dell’arbitro ebbe un amaro destino, ma successivamente
l’episodio divenne tragicomico, poiché l’arbitro proveniente da Nicosia
fu costretto a raccogliere per strada altri tre giovani colleghi con le
ossa rotte perché reduci da turbolente esibizioni sui campi di Petralia
Sottana, Caltavuturo e Gangi. I quattro “fischietti” si chiamavano
Sconzo, Piana, Monforte e La Monica.
Le squadre erano tenute a schierare
giocatori nati in un comune delle Madonie, il cui territorio era stato
delimitato in sede di definizione del regolamento dagli stessi dirigenti
federali, o lo stesso residenti. Molti tra gli emigrati al nord
preferivano conservare la residenza nel comune d’origine per poter
prendere parte, durante il periodo estivo, ossia quando trascorrevano le
vacanze nei luoghi d’origine, al torneo. Si potevano inoltre ingaggiare
fino a due “stranieri”, calciatori nati e residenti in comprensori
diversi da quello madonita. I primi fuoriclasse ad essere coinvolti
furono i vari Riccobono, Ceccellato, Marasà, Lima, Totò Firicano,
Cannarozzo, Di Cristofalo e Nino Cerrito. Poi arrivarono anche i Vegna,
i Valenziano ed i Lo Porto.
Il Torneo delle Madonie era una valanga
di derby con conseguenze a volte violente; gli accentuati toni
campanilistici prevalevano su qualsiasi altra cosa, causando scontri fra
tifosi delle opposte fazioni. Indimenticabili i derby fra le due
Petralie, Sottana contro Soprana, le sfide fra Castellana e Polizzi. Il
che non offuscò tuttavia lo spirito nobile di una manifestazione che
aveva lo scopo di stimolare il confronto fra i centri montani ai quali
era negata la possibilità di prendere parte ai campionati invernali.
Successivamente, grazie anche alla
costruzione di campi sportivi omologabili della Figc ed all’iscrizione
nelle categorie dilettantistiche minori, anche le formazioni madonite
cominciarono ad affacciarsi sulla scena federale, e con buoni risultati.
Squadre come il Madonie, il Calcarelli, lo stesso Petralia Sottana, ma
soprattutto il Gangi, che sfiorò addirittura una clamorosa promozione in
C/2, hanno a lungo fatto sognare, riscaldando i rigidi inverni in alta
quota.
ADOLFO FANTACCINI |
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Domenica 2 sett. 1979, campo sportivo di
Petralia Sottana, si disputa la penultima giornata del girone di ritorno
del trentesimo torneo delle Madonie. È una splendida giornata di sole
gli spalti ed anche il prato sono gremiti di tifosi, e decisamente un
bel colpo d’occhio per una partita di un torneo estivo. Si affrontano i
giallorossi del presidente Di Vina e i bianconeri di Spitale, in un
incontro che sa molto di campanile. Per la prima volta in questo torneo
i castellanesi si trovano al primo posto in classifica assieme al Cerda
con 18 punti, i petrliesi inseguono ad un punto. Il petralia deciso a
far dimenticare il tennistico 6-1 che a subito all’andata ed alimentare
le residue speranze di inserirsi nella lotta per il primato, il
Castellana ha affrontato la breve trasferta con l’intento di far suoi i
due punti per restare in corsa per la coppa . Il Castellana si schiera
con: Sorce, Norato L., Norato T., Di Maria, Squillace, Bellina,
Giacomarra S., Giacomarra G., Zafonte, Orlando e Giacomarra M, Mentre il
Petralia, chwe per l’occasione è priva dell’allenatore Amendola, si
presenta in campo con Norato, Profita, Spinoso, Buongiorno, Mascellino,
Scarnici, Brucato, Sabatino, Patti, FarinellA e Conigliaro. La posta
in palio è molto alta e la partita si infuoca subito sia in campo che
sugli spalti , infati ogni decisione arbitrale viene vivacemente
contestata ora dall’una, ora dall’altra tifoseria. Al quinto minuto del
primo tempo i locali si portano in vantaggio con un calcio di rigore
tirato magistralmente da Farinella, ma allo scadere della prima
frazione, in pieno recupero Giacomarra ristabilisce l’equlibrio. Nel
secondo tempo il Petralia si fa applaudire a lungo dai propri tifosi, è
una squadra che si permette di impartire anche lezioni di calcio,
infatti Conigliaro al cinquantesimo e Profita dieci minuti più tardi
danno alla squadra un margine di vantaggio che sembra metterla al riparo
da qualsiasi sorpresa. La festa sembra procedere secondo copione, ma un
infortunio al portiere Norato intorno al settantacinquesimo consente al
Castellana di ridurre lo svantaggio e di ritornare in partita. Quello
che successivamente verrà definito come qualcosa di rocambolesco deve
ancora succedere: siamo ormai a cinque minuti dalla fine, un tiro
calciato da Orlando viene parato e raccolto dall’estremo difensore
petraliese con i piedi oltre la linea bianca, per l’arbitro la segnatura
è valida, per i giocatori locali la palla non è entrata in rete, il gol
contestato viene assegnato al Castellana che insperatamente riacciuffa
il pareggio. La decisione del signor Bellavia di Villabate risulta
essere la chiave di svolta dell’incontro e scatena una vera e propria
battaglia dentro e fuori il campo. A farne le spese per le eccessiva
proteste è il portiere del Petralia che viene espulso, il secondo
portiere non si sente abbastanza sereno per poter difendere la porta in
un finale di incontro così importante, infine la responsabilità di
mantenere la rete inviolata, e quindi di strappare il pareggio tocca a
Fustaino. La convalida della rete di Orlando serve da stimolo agli
ospiti che ad un minuto dalla fine si portano addirittura in vantaggio
ancora con Orlando scatenando l’ira dei tifosi locali. Aumenta la
tensione, qualche giocatore viene espulso e a conclusione della partita
l’arbitro è costretto a lasciare il terreno di gioco a bordo della
camionetta dei carabinieri, ma comunque indenne.
A distanza di ventiquattro anni siamo
andati a ripescare i due protagonisti dell’incontro, il petraliese
Norato e il castellanese Orlando i quali hanno amichevolmente ricordato
con noi.
<< Norato, cosa successe all’85º del
secondo tempo?
Tutto l’inghippo è nato su una parata
mia, un tiro così, semplice preso sulla linea, per me era sulla linea,
però siccome ho tentennato a rilanciare la palla, l’arbitro forse si è
ingannato, c’è stata tutta una serie di contrasti ed è successo poi
quello che è successo.
<< Dopo la convalida di questo gol sei
stato espulso perché?
Siamo andati ad accerchiare l’arbitro
tutti di più io che ero responsabile, non gli abbiamo fatto niente,
qualcuno ha steso un braccio, un accenno di pedata, non fu colpito
almeno da parte mia, poi per gli altri non lo so, il fatto sta che mi ha
espulso.
<< Poi hai continuato a vedere la
partita ….
Si, il gol è stato dal lato del
convento, ho cercato di andare dall’altra parte perché c’era una specie
di passaggio, poi sono arrivati i carabinieri e mi hanno fermato,
altrimenti avevo intenzione di dargliele all’arbitro. Mi hanno
squalificato a vita per quell’episodio però dopo tre o quattro anni sono
stato amnistiato.
<< Poi com’è finita?
Eravamo in dieci contro undici, Orlando
ha trovato il gol della vittoria, i tifosi erano molto arrabbiati ed
hanno tentato di colpire l’arbitro che è stato scortato dai carabinieri,
mi pare che anche un nostro dirigente sia stato squalificato a vita.
<< Orlando cosa ricorda di quel famoso
gol non gol?
Dopo il mio secondo gol, che passò
comunque per autogol del portiere, mi ricordo di aver scagliato questo
tiro che Norato parò e trattenne per alcuni secondi, restando immobile
sulla linea, l’arbitro ci assegnò la rete, stavamo perdendo 3 a 2 e per
noi il pareggio era importantissimo.
<< Poi che cosa successe?
Scoppio una paurosa caccia all’arbitro
da parte dei petraliesi, penso volessero protestare in maniera civile,
l’arbitro non lo toccarono neanche, ma furono espulsi il portiere e
qualche dirigente.Poi in porta andò Bonanno, mi pare, e a qualche minuto
dalla fine realizzai la terza rete.
<< Te la ricordi?
Ci fu una mischia in area mi arrivò un
pallone spiovente e tirai in porta spiazzando il portiere.
<< Quell’anno perdeste la coppa
all’ultima giornata
Si, tutti sappiamo quanto contasse
vincere un torneo delle Madonie, il rammarico fu grande, vanificare
tutto all’ultima partita, e dopo la battaglia di Petralia, lascia
l’amaro in bocca.
Per la cronaca, con questa sconfitta il
Petralia archiviò anche quel campionato piazzandosi al terzo posto, il
Castellana invece pareggiando nell’ultima giornata arrivò secondo ad un
punto dal Cerda che vinse la coppa.
Francesco Minneci |
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Nino Tedesco per chi non ha avuto il
piacere di conoscerlo era un uomo cresciuto con la passione per il
calcio, passione che lo aveva portato sin da piccolo a dedicare anima e
corpo a questo sport, del resto chi gli vide muovere i primi passi con
il pallone si rese conto subito del fatto che Nino era un giocatore di
talento al quale riuscivano giocate e tocchi proibiti ai più, era capace
di “ vedere “ la porta come pochi e di tirare da qualsiasi posizione, di
saltare gli avversari con calma e naturalezza rispettandoli sempre senza
mai temerli. Al genio di Nino non si accompagnava, come spesso accade ai
giocatori dotati tecnicamente la sregolatezza, ma sapeva sempre essere
un signore perbene umile e modesto nel calcio come nella vita di tutti i
giorni, di certo era una persona particolare, diversa anche da quei
grandi campioni che oggi amiamo tanto celebrare e che troppo spesso sono
più portati a riempire i palinsesti televisivi o le pagine di gossip
piuttosto che calcare con impegno i campi di calcio, perché da buoni
mercenari quali sono hanno imparato che l’immagine conta più della
sostanza, tradendo in questo modo lo spirito del calcio. Per Nino il
gioco del pallone era un passatempo, un divertimento e questo suo modo
di valutare il calcio gli permise di non fare mai drammi neanche quando,
dopo essere stato scelto da giovanissimo da alcuni dirigenti della seria
A di calcio, ed avere assaporato l’idea di giocare ad alti livelli,
conoscendo anche ragazzi che sarebbero diventati dei grandi campioni
quali Alessandro Altobelli, venne scartato senza motivazioni valide.
Nino continuò ad amare il calcio e a
mettere sempre la stessa applicazione pur giocando in squadre locali, e
quando giocò nella squadra del nostro paese regalò molte soddisfazioni
pur sapendo, forse, che il paese non gli avrebbe mai dato nulla, neanche
un buon posto di lavoro, che forse gli avrebbe consentito di essere
ancora vivo. Nino tedesco quindi, per ciò che ha fatto da calciatore, ma
soprattutto per quello che è stato come uomo, è un personaggio
ingombrante e forse troppo importante per un campo di calcio come il
nostro che certamente avrebbe bisogno di un maggiore investimento al
fine di renderlo degno del nome che adesso porta.
EUGENIO SCARNICI
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Se si esclude la meteora del 1997,
l’ultimo vero torneo delle Madonie, il trentaquattresimo per intenderci,
si disputò nell’estate del 1983. Il mondiale spagnolo del 1982 aveva in
parte saziato gli sportivi facendo in modo che molte delle compagine,
gloriose partecipanti alle edizioni precedenti, avessero declinato
l’invito. A non snobbare la competizione di quell’anno furono solo
alcune squadre delle alte Madonie, forse le più nostalgiche, o quelle
che volevano iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del torneo. Sei
le squadre iscritte che si contesero la vittoria finale: l’U.S. Polizzi
e l’A.s.e.l. di Petralia Sottana che l’anno precedente erano state
promosse nel girone di eccellenza, l’A.S. Petralia, la S.S. Maroso di
Fasanò, la S.S. Raimondi e l’A.S. Salvatore di Gangi.
Il campionato che iniziò domenica 3
luglio, vide subito la squadra del Petralia, allenata quell’anno dal
tandem Bongiorno-Bencivinni, rincorrere il Raimondi di Gangi. Del resto
era prevedibile che a contendersi la vittoria finale fossero le squadre
che avevano vinto le ultime due edizioni del torneo. Mocciaro e compagni
si imposero, nella prima di andata, sul Polizzi per 4 a 3, mentre i
giallorossi del presidente Divina furono costretti a dividere la posta
con i cugini dell’Asel. La prima svolta del torneo si ebbe alla terza di
andata allor quando il Petralia, sovvertendo tutti i pronostici,
scavalcò in classifica l’undici gangitano dopo averlo battuto, sul
proprio terreno, per 2 a 0. Si arrivò così, più o meno tranquillamente,
alla terzultima giornata di ritorno, il Petralia comandava la classifica
con 12 punti, uno in più del Raimondi che non era riuscito fin ad allora
a riagganciare i giallorossi. Al comunale di Petralia Sottana si
presentò il Raimondi Gangi consapevole che una vittoria dei locali
avrebbe chiuso definitivamente il campionato. Quelle due tre migliaia di
spettatori ebbero la fortuna di assistere ad una bella ed emozionante
partita che però si concluse con la sconfitta di Bongiorno e compagni.
Per la cronaca il risultato finale fu di 3 a 2, il Gangi era riuscito a
sorprendere l’armata petraliese e soprattutto a rendergli il favore. Il
21 agosto sera era il Raimondi a comandare la classifica ed il Petralia
a seguirlo ad un punto. Pur non di meno i nostri ragazzi decisi a non
mollare e a vender cara la propria pelle affrontarono serenamente, forse
troppo, la penultima di ritorno che ironia della sorte li vedeva
impegnati ancora in casa contro il Maroso di Fasanò che ormai, con i
suoi otto punti, non poteva né retrocedere e neanche lottare per il
primato. Nonostante ciò l’incontro si chiuse con un rocambolesco 4 a 4,
l’undici di Fasanò non aveva gradito la sconfitta dell’andata, ma per il
Petralia le cose si complicarono maledettamente, anche perché
contemporaneamente il Raimondi, sistemando le cose in casa propria, si
aggiudicò il derby contro il Salvatore per 2 a 1. Mancava una sola
giornata per incoronare la squadra regina di quell’anno, al Gangi, che
aveva in classifica due punti in più del Petralia serviva un solo punto,
punto che avrebbe dovuto conquistare ancora in quel di Petralia Sottana
ma contro l’Asel, l’altra squadra Sottanese. L’A.S. che prima di poter
contare sui propri mezzi doveva sperare nelle disgrazie altrui, sempre
per quello scherzo della sorte, doveva affrontare fuori casa l’altra
squadra gangitana, il Salvatore. Ma come molto raramente succede, quell’anno,
o meglio quel quattro settembre, il diavolo ci mise lo zampino. Il
comunale di Gangi e quello di Petralia Sottana erano collegati tra loro
attraverso “baracchini” da radioamatori per avere notizie in tempo
reale. L’A.S. fece la sua parte vincendo contro il Salvatore per 3 a 0,
ma l’impresa è da attribuire all’Asel che dopo una partita tiratissima
riuscì a sconfiggere la capolista per 1 a 0. Il campionato regolare si
chiuse quindi con le due squadre appaiate al primo posto, terza a
quattro punti giunse l’Asel.
Dall’album dei ricordi…lo
vittoria nello spareggio per l’assegnazione della coppa
Non sembrava vero, il Petralia, dopo la
sconfitta interna con il Raimondi ed il pareggio casalingo con il Fasanò,
pur non riuscendo a vincere nessuno dei due derby, quell’anno aveva
ricevuto però dai cugini dell’Asel il più bel regalo, disputare la
finale con l’opportunità di rivincere il Torneo delle Madonie. La data
dello spareggio fu fissata dalla lega per l’otto settembre, sul campo
neutro di Bompietro. In quei quattro giorni che precedettero l’incontro
i tifosi petraliesi non ebbero certo di che annoiarsi, anche perchè in
paese circolarono delle strane voci su una possibile combina della
finale a nostro sfavore. Certo al Gangi rimettere in palio il trofeo,
che aveva già quasi in bacheca, non andava giù. Giovedì 8 settembre 1983
in una splendida cornice di pubblico, a Bompietro si assegnò dunque la
coppa della 34a edizione del Torneo delle Madonie. Il
Raimondi si presentò con Paternò, Patti, Sorrenti, Domina, Salvo,
Bongiorno, Notararigo, Mocciaro, Ferrara, Sottile e Salerno, il Petralia
dal canto suo rispose con Rubino, Spinoso, Mascellino C., Sabatino,
Tedesco, Mascellino M., Bencivinni, Bongiorno, Mascellino M., Cerami e
Fustaino. Arbitro dell’incontro il signor Pagano di Palermo. Tra
l’incredulità generale e lo stupore dei propri tifosi, i giallorossi
schierarono una formazione di tutti petraliesi, priva dei due
“stranieri”. Paolillo e Laneri che non avevano, come ebbero a
giustificarsi, “potuto” aggregarsi alla squadra, già in ritiro dalla
mattinata, giunsero in quel di Bompietro solo nell’intervallo tra il
primo ed il secondo tempo. Così non furono della partita.La partita
sostanzialmente equilibrata, iniziò in sordina con ben poche azioni
degne di rilievo. Da segnalare, in apertura un tiro di poco alto sulla
traversa di Tedesco, a cui rispose Mocciaro con un tiro a fil di palo.
Ma al settimo Tedesco, schierato stranamente a stopper, portò in
vantaggio il Petralia. Su un rimballo della difesa, dopo un bella azione
corale dell’attacco petraliese, l’indimenticabile Nino concluse con un
forte rasoterra dal limite dell’area che si insaccò alla sinistra di
Paternò. Pensando di aver domato l’undici gangitano il Petralia si
ritirò in difesa cercando di contenere la reazione del Gangi. Al
ventottesimo Sabatino salvò sulla linea un tiro di Bongiorno. Così il
primo tempo si chiuse con i giallorossi in vantaggio. Nonostante il
Raimondi fosse ben messo in campo, con un ottimo Mocciaro ed un
superlativo Bongiorno, costruendo un’azione dietro l’altra non riuscì
subito a riequilibrare le sorti dell’incontro, anche perché più volte la
sfortuna negò ai gangitani la gioia del gol. Al sessantacinquesimo
furono espulsi Mascellino C. e Sorrenti per reciproche scorrettezze, e
un po più tardi Buongiorno lasciò il posto a Mauro nel Petralia e
Notararigo a Trombetta nel Gangi. Al settantanovesimo però Mocciaro
incornava una bella punizione calciata da Buongiorno riportando il match
in parità. Gli ultimi dieci minuti videro il Gangi sbilanciarsi
eccessivamente in avanti alla ricerca della vittoria, e lasciare ampi
spazi al Petralia che fece correre a Paternò qualche serio pericolo ma
senza riuscire a concretizzare. Nei supplementari una sola occasione
degna di rilievo del Gangi costruita da Mocciaro che non fu realizzata
dai compagni. Occorsero quindi i calci di rigore per designare la
squadra vincente. Dal dischetto segnarono per il Petralia: Cerami,
Mascellino, Mauro, Sabatino e Tedesco, per il Gangi: Ferrara, Sottile e
Bongiorno. Il gol di Tedesco, scatenò la gioia di dirigenti e tifosi, la
squadra giallorossa aveva coronato il sogno che aveva inseguito dai
primi di luglio, l’A.S. Petralia Sottana era diventata campione delle
Madonie per la seconda ed ultima volta
di Francesco Minneci |
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