Rassegna Stampa Stagione 2008/09
   
 
 
Articoli Vari
 
 
L'Angolo di Francesco  Minneci 07/08
 
"Ad Alimena per sfatare un tabù"
"I precedenti con le nostre Rivali"
"Ci vuole una grande prova di....."
"C.C.C., ovvero Crederci, Concentrarsi, Combattere"
"A Gangi, con i piedi per terra"
"Il Bompietro, per rialzare la testa…"
"Il Punto sul "Punto"
"Petralia e il male … oscuro!"
"Petralia in...Crisi? "
"Petralia all’esame dal Cerda"
"E se il Mister avesse ragione ? "
"E' la "Coppa" il nostro vero obiettivo"?
"Il bilancio del 2007 "
"Anno nuovo, vita nuova "
"Le ambizioni del Petralia si definiscono in 9 giorni "
"Sognare non è proibito "
"Una sconfitta difficile da digerire "
"Alla  ricerca del 6° risultato utile "
"Adesso servono tenacia,costanza e continuità "
"La resa del Petralia "

"Petralia: puntare sulla Coppa senza trascurare..."

"Calma e tranquillità sono le virtù dei forti "
"Attenti al... Gangi e ... al Villa "
"La dèbacle giallorosa "
"E' Davvero un Brutto Momento "
"La Svolta "
" Buona la Prima "
" Il Petralia fa suo anche l’ottavo derby "
" Grande cuore giallorosso "
" Verso l’epilogo "
" Delusione e superficialità "
"Sabato l’arrivederci ai tifosi "
" Les Jeux sont faits "
" Petralia: chiusura con il botto "
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L' Angolo di F. Minneci Stagione 2000/09
 
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Ecco i precedenti del Petralia

E’ ormai solo questione di ore ed il campionato provinciale di terza categoria prenderà il via, e potrebbe essere proprio la nostra squadra una di quelle che aprirà la contesa 2007-08. Infatti la società ha chiesto al comitato provinciale, indipendentemente dall’avversario incontrato, di poter anticipare la prima giornata a sabato 27 ottobre perché giorno ventotto ci sarà il clou della “festa della castagna e dei sapori madoniti d’autunno”. Quello che l’ASC.D. Petralia Sottana 1950 si appresta a disputare è il secondo campionato consecutivo di terza categoria dopo la ripresa delle attività. E’ doveroso da parte nostra quindi riportare un pò di cifre e di numeri che tengono conto dei precedenti incontri che il Petralia ha disputato contro le squadre che si accinge ad incrociare.

I giallorossi del presidente Farinella non hanno mai affrontato in partite ufficiali alcuna rappresentativa del Gangi. Per quanto riguarda il Valledolmo il Petralia in passato ha giocato contro l’Indomita che comunque non esiste più e i precedenti del Caltavuturo si riferiscono alla squadra che ora milita in prima categoria. Il dettaglio completo dei precedenti è comunque il seguente:

 

Squadra

Incontri disputati

Vittorie Petralia

Pareggi

Sconfitte Petralia

Gol fatti

dal Petralia

Gol subiti dal Petralia

Alimena  *

14

4

3

7

17

23

A.Rossa/Campofelice

6

3

3

3

3

5

Bompietro

2

0

2

0

5

5

Belsitana

2

1

0

1

3

4

Cerda

10

2

2

6

11

18

Nuccio

6

4

2

0

9

4

Geraci

2

1

0

1

5

5

Caltavuturo**

12

4

6

2

17

13

Gratterese

2

1

0

1

3

3

Lascari 

4

1

2

1

6

3

P.Loco Collesano

2

0

0

2

0

4

Indomita/Valledolmo

6

1

2

3

5

10

*  comprese due partite di Coppa Trinacria     ** si riferiscono alla squadra che ora milita in I Cat.

 

Di seguito pubblichiamo anche la speciale graduatoria aggiornata dei bomber (di tutti i tempi) del Petralia e che ancora sono in attività:

14   Filì,

  7   Raimondi

  4    Ruisi, Scelfo

  3   Farinella Antonio

  2   Farinella   Gesualdo, Zafonte

                                                                                                                                 Francesco Minneci

 

   
 
  Ad Alimena per Sfatare un Tabù

E’ sicuramente meglio affrontarla per prima fuori casa, perché è sempre una delle avversarie più ostiche e temibili, ma sarebbe impensabile andare ad Alimena sicuri di ritornare con le pive nel sacco. Le statistiche dicono che i gialloverdi sono la bestia nera del Petralia, l’anno scorso si imposero sia all’andata che al ritorno, ed anche i precedenti parlano sempre a favore dell’Alimena.

La prima partita ufficiale disputata nei campionati federali invernali, (è ovvio che nei nostri articoli non prenderemo mai in considerazione i risultati del Torneo delle Madonie) risale al 31 novembre 1986, in quell’occasione ad Alimena perdemmo per 2 a 0, ma anche al ritorno gli ospiti fecero propria l’intera posta vincendo per 2 a 1 al comunale di Petralia Sottana (gol di Tedesco).

Complessivamente dunque Petralia ed Alimena si sono affrontate 10 volte nel campionato di II categoria (consecutivamente dalla stagione 1986-87 alla stagione 1990-91), due volte in Coppa Trinacria (campionato 1988-89, I turno Petralia-Alimena 1-0 rete Di Gangi F., Alimena –Petralia 1-1 rete D’Alberti A.), e due volte nel campionato di III categoria (l’anno scorso andata 2-4 reti di Raimondi e Farinella Antonio, ritorno 4-1 rete di Enzo Scelfo). Il bilancio ci vede nettamente sfavoriti, 4 vittorie a nostro favore,  3  pareggi, 7 vittorie per l’Alimena, 17 gol realizzati dal Petralia e 23 subiti. Tutto ciò non deve essere di sconforto per la compagine petraliese, anche perché, sicuramente, in questo anno ci sarà tutt’altra musica. L’amichevole di giovedì sera disputata a Gangi, contro la locale squadra di Promozione, ha fornito utili indicazioni al tecnico, ed oltretutto ha visto una squadra in campo trasformata rispetto alle ultime amichevoli disputate. L’eccellente stato di forma dei vari Vigneri, Filì, Callari, Profita, Ruisi, Macaluso ed Ippolito sarà certamente determinante in questa prima trasferta della stagione. Si va ad Alimena dunque per sfatare un tabù e per bissare quel unico successo ottenuto nel lontano 11 novembre 1990 (Alimena –Petralia 0-6 reti: 3 Giovanni Giampapa, 2 Antonio Zafonti e una Franco Di Gangi).     

   
 
  Ci vuole una grande prova di squadra per battere il Geraci

Nonostante la cessione delle due punte Di Blasi ed Ognibene al Montemaggiore (I categoria), il Cerda, anche se  ha vinto con il Geraci con la doppia superiorità numerica (  2 reti di Sampognaro e 1 di  Cicero),  vanta un nutritissimo organico ed ha tutte le qualità e le credenziali per potersi aggiudicare il girone C. Di tutto rispetto anche l’undici di Lascari che, abbiamo potuto verificare in occasione del Memorial “Croce Lo Dico” e che, farà parte, assieme a Gratterese, Alimena, Collesano e Geraci, delle squadre di prima fascia. Fortunatamente, anche se in questo anno ci sono tre gironi, la lega ha voluto lasciare immutate le due promozioni per girone e quindi ciò renderà interessante la lotta per la conquista dei primi cinque posti che garantiscono l’accesso ai play-off. Nonostante la disfatta di Alimena, l’obiettivo dell’undici giallorosso petraliese rimane comunque quello di conquistare almeno il quinto posto per giocarsi poi tutto ai play-off. Non sarà semplice per mister Lombardo riuscire ad amalgamare questo gruppo e conquistare quei punti che necessitano per raggiungere l’obiettivo prefissato. Dalle prime indicazioni si evince che alcuni componenti della squadra sembrano non gradire le modalità con cui il tecnico si propone e non hanno fin’ora assimilato gli schemi che egli vuole adottare. Troppi giocatori comunque sono stati schierati in ruoli che non prediligono, e purtroppo non è più tempo di sperimentazione, tanti altri hanno poca voglia di sacrificarsi, di allenarsi, tutti intendono fare i primi attori e nessuno vuol ricoprire il ruolo di comparsa, la difesa è molto lenta, anzi lentissima, ed anche un profano capirebbe che con certi giocatori non si può adottare la tattica del fuorigioco, l’attacco è alla ricerca della sua vera identità, non possono essere schierati giocatori che sono fuori forma e relegare in panchina gente che ha dato l’anima in allenamento e che con molta probabilità potrebbe essere più determinate, anche la movenza della squadra vista ad Alimena non è mutata rispetto alle prestazioni più disastrose viste lo scorso anno, tutto il team non presenta la giusta concentrazione, la giornata storta può anche starci, ma rientrare a casa con sei cartellini gialli ed uno rosso (che non voglio commentare), è indice di mancanza di serenità e tranquillità interiore. Forse molti vogliono dimostrare di essere “leader”, e visto che i risultati si fanno attendere, i loro atteggiamenti all’interno del rettangolo di gioco non fanno altro che danneggiare la squadra in tutti i sensi.   In un gruppo così ampio nessuno può avere il posto garantito, è giusto schierare gli uomini che dopo la giusta preparazione siano in grado di fare la differenza e che non abbiano quelle velleità di mettersi in evidenza, ma con umiltà ed abnegazione concorrano al raggiungimento dei risultati. Nonostante tutto ciò, siccome credo in questa squadra, voglio vedere il bicchiere mezzo pieno e sono sicuro che sabato prossimo l’orgoglio e lo spirito di riscatto di chi entrerà in campo ci permetterà di ricominciare nel giusto modo. Affrontiamo, purtroppo, il Geraci nel momento sbagliato, loro sono adirati forse più noi, sia per le tre scoppole rimediate tra le mura amiche, sia perché non potranno contare sull’apporto dei due titolari G. Farinella e M. Fiorentino. E’ chiaro che nessuno delle due squadre sabato sera vuol ritrovarsi ancora a quota zero. I precedenti ( due incontri disputati nello scorso campionato) però testimoniano che il fattore campo potrebbe essere determinante. L’anno scorso alla prima di andata il Petralia si impose, soffrendo, nonostante la superiorità numerica per 3 a 2 con reti di Nicola Bencivinni, Lillo Raimondi e Gesualdo Farinella, mentre al ritorno lasciò l’intera posta ai padroni di casa, più motivati perché ancora in corsa per un posto play-off,  perdendo per 3 a 2 (le reti ancora di Lillo Raimondi e Gesualdo Farinella). Per concludere bisognerebbe far finta che quella di Alimena sia stata l’ultima amichevole precampionato e che il nostro torneo cominci sabato contro il Geraci, stesso avversario dell’anno scorso, stesso giorno (sabato), e auguriamoci stesso risultato.

   
 
  C.C.C., ovvero Crederci, Concentrarsi, Combattere

Non è un nuovo slogan, ma sono le motivazioni con cui dovremmo apprestarci a disputare la seconda partita interna di questo campionato, che ancora tiene mascherate le ambizioni di molte squadra. Se Cerda, Collesano ed Alimena sono uscite già allo scoperto, le vere inseguitrici hanno qualche problema a mettersi in evidenza. Si diceva di un livellamento generale in questo girone e i risultati conseguiti fin’ora ne sono la vera testimonianza. Il fattore casa appare determinante, infatti in quattordici incontri disputati si sono registrate solo quattro vittorie esterne ottenute da Cerda, Lascari, Alimena e Collesano, anche se su quella dell’Alimena contro l’A. Rossa pende il ricorso di quest’ultima.

Due delle nuove matricole, Valledolmo e A. Rossa stanno incontrando non poche difficoltà nell’adattarsi a questo campionato, mentre Gangi e Caltavuturo, più intraprendenti, stanno cercando di fare del loro meglio, hanno vinto in casa e hanno lasciato però l’intera posta in trasferta. Il Petralia sembra abbia trovato, non solo la formazione tipo, ma anche il giusto modulo di gioco. Adesso l’imperativo è continuare su questa strada, cercando il bottino pieno anche contro l’Aurora Rossa di Campofelice di Roccella che verrà a farci visita domenica prossima. Proprio per il fatto che non conosciamo l’undici di Campofelice bisognerà rimanere molto concentrati e lottare con tutte le forze per ottenere i tre punti, non lasciandosi minimamente influenzare dai risultati conseguiti dai nostri ospiti o dalla loro posizione di classifica, altrimenti corriamo il rischio di far la stessa figura che il Geraci ha fatto domenica scorsa contro di noi. Si confrontano due dei peggiori attacchi del campionato ( 1 sola rete all’attivo) e le due peggior difese ( 7 gol subiti), dalla nostra abbiamo però il fatto che la rete petraliese è inviolata da oltre 140’.

I precedenti dicono che negli incontri fin qui disputati tra le due squadre, negli anni passati, c’è un sostanziale equilibrio. Intanto le due formazioni si sono sempre affrontate in campionati di II categoria, nella stagione 1984-85, a Petralia finì 0-0, mentre al ritorno in quel di Campofelice i giallorossi si imposero per 1-0  (rete di Rio), due anni dopo si registrò una doppia vittoria per la nostra formazione, sempre per 1-0, sia all’andata che al ritorno segnò Alberto D’Alberti. Nell’ultimo campionato disputato dal Petralia (1993-94), non riuscimmo ad incamerare alcun punto, perdemmo 3-0 a Campofelice e perdemmo 2-0 a tavolino l’incontro casalingo.

   
 
  A Gangi, con i piedi per terra

Molto probabilmente, sabato sera, ci sarà una sola squadra in testa alla classifica o addirittura nessuna, se lo scontro diretto tra le due migliori formazioni del girone C finirà in parità. L’anno scorso alla prima di ritorno, il Cerda, tra le mura amiche, si impose sulla Pro-Loco Collesano per 1 a 0, mentre all’andata era finita 2 a 1 per i padroni di casa. Tutto ciò ci fa  pensare che il fattore campo può essere determinante. Ma in ogni caso, e comunque finisca,  tutto è molto relativo perché siamo sicuri che le due compagini troveranno pochi ostacoli sul loro cammino e faranno corsa a sé per il primo posto. Il gruppo che segue in classifica si deve ancora sgranare e ciò potrebbe non avvenire in questa quarta giornata, anche perché le squadre che lottano per i play-off avranno dei compiti molto ardui, solo Lascari e Gratterese potrebbero approfittarne perché giocano in casa e con formazioni molto abbordabili.

La vittoria contro l’Aurora Rossa di Campofelice di Roccella ha galvanizzato l’ambiente giallorosso petraliese, speriamo di rimanere, però, con i piedi  per terra ed andare ad affrontare l’ostica formazione del Gangi, domenica pomeriggio, con molta umiltà ma con la giusta carica agonistica. Loro stanno giocando bene, sono in ottime condizioni fisiche, sono una squadra dalla fisionomia ben precisa e dunque temibili, in più sperano nell’esito positivo del ricorso presentato contro l’Alimena. Lillo Raimondi ha scontato le due giornate di squalifica, anche il centrale Gianfranco Farinella dovrebbe rientrare ed essere a disposizione del mister dopo l’infortunio patito nel precampionato, e rientrerà sicuramente Giuseppe Filì che non è stato della partita domenica scorsa. Dunque come si può capire ci sono solo problemi di abbondanza, in ogni caso siamo certi che mister Lombardo sceglierà coloro che offrono le migliori garanzie. La giusta concentrazione, dopo le solite amnesie difensive, verificatesi purtroppo anche domenica scorsa, è d’obbligo. Certo l’ideale sarebbe poter allungare il passo, ma riuscire a mantenere la quarta posizione in classifica, anche in condominio, sarebbe già un successo. Le statistiche ci dicono che al momento il Petralia ritiene inamovibili dal rettangolo di gioco solo Simone Federico (270 minuti giocati), Francesco Lombardo (270’), e Giuseppe Vigneri (269’), per il resto in tre gare ufficiali ha già schierato ben 23 giocatori diversi.

Con questa formazione della Polisportiva Gangi non ci sono precedenti in incontri ufficiali, la media inglese (- 1 per il Petralia, e – 2 per il Gangi) ci dice che le due formazioni si equivalgono e che il fattore campo potrebbe non passare in secondo piano. Potremmo riportare alla memoria allora solo l’amichevole precampionato giocata a Gangi il 17 ottobre scorso che si concluse con la vittoria dei padroni di casa per 3 a 2. Per il Petralia un’autorete a favore ed un gol di Giuseppe Filì. Certo il clima del campionato e l’affannosa ricerca dei tre punti condizionerà un match che auspichiamo non esca mai dai binari dello sport e della sana competizione.
   
 
  Il Bompietro, per rialzare la testa….

E’ troppo comodo nascondersi solo dietro al fatto che manca l’umiltà. Questo è sicuramente vero, ma più giornate di campionato passano e più la realtà ci dice che in questa formazione non c’è quella mentalità vincente che dovrebbe esserci, del resto da questo punto di vista poco è cambiato rispetto allo scorso anno, se non si riesce ad inanellare tre risultati utili consecutivi un motivo ci sarà. Questo anno la squadra è notevolmente rinforzata, bene o male abbiamo in cassaforte l’esperienza di un anno, ma è un attimo per questi ragazzi perdere la testa e rimediare la figuraccia. Il punto è che non si ci crede, a tal proposito da lodare l’unico e solo Diego Profita, si molla troppo in fretta, ci si scoraggia al minimo ostacolo, ed in troppi, nel campo, lasciano che siano gli altri a fare, e quando fanno pensano di poter risolvere da soli la partita. A Gangi, tutto sommato, per alcuni tratti, abbiamo fatto una buona prova, specialmente fino alla prima marcatura, ma come al solito la somma di tante sbavature ci ha condannato alla sconfitta. Passi la scivolata che ha concesso il primo gol al Gangi, passi la rocambolesca punizione della vita del raddoppio, passi il chiaro fuorigioco in occasione del terzo gol, ma come al solito alcune scelte sono sicuramente da condannare, forse da dentro il rettangolo di gioco alcune cose sfuggono. Perché non sfruttare a centrocampo le capacità tecniche e l’eccellente stato di forma di Giuseppe Restivo? Non si può puntare per 90 minuti sul colpo di classe di Giuseppe Filì (tra l’altro in cattive condizioni fisiche) e concedere il centrocampo agli avversari per tutta la partita. Perché puntare sulla staticità di Filì e non subito sulla mobilità di Enzo Scelfo? David Zafonte è più utile in mezzo al campo e non sulle fasce. Mi rendo conto che c’è uno staff tecnico che è molto più competente di me, e che le scelte vanno fatte anche in base alle condizioni fisiche dei giocatori, ma purtroppo l’evidenza non la si può negare.

La 4a  giornata ha fatto alzare le quotazioni del Gangi e della Nuccio, e stiamo aspettando di rivedere non solo il Geraci del nuovo acquisto Puccio, ma anche il Lascari e la Gratterese che nel recupero sfrutteranno la chance per saltarci davanti. Siamo destinati dunque a disputare un altro campionato anonimo? I numeri purtroppo, ed anche l’atteggiamento della squadra sembrano confermarcelo, le pretendenti alla zona play-off sono aumentate, del resto è l’unico scopo per cui si gioca questo campionato di III categoria.

Domenica c’è il Bompietro per rimanere agganciati al treno, ma Mister Vaccarella e compagni non si offriranno certamente come vittima sacrificale, ricordiamoci del loro impegno sia nella partita di andata dell’anno scorso che non riuscimmo a chiudere neanche con la doppia superiorità numerica, sia in quella di Bompietro dove alla fine ci raggiunsero pur perdendo per 3 a 1. Bisogna schierare gli uomini giusti e nei giusti posti se la vogliamo spuntare, e ricordiamoci che giochiamo in casa e non possiamo lasciare per strada questi punti che saranno importantissimi in vista dei prossimi impegni. Le statistiche dicono che nelle partite ufficiali contro il Bompietro non abbiamo mai vinto.

Due i precedenti, l’anno scorso il Bompietro ci impose, come detto,  due rocamboleschi pareggi, all’andata finì 2 a 2 (reti di Raimondi e Zafonte), mentre al ritorno terminò 3 a 3 con due reti di Bencivinni ed una di Scelfo.

   
 
  Il punto sul “Punto”

Non si può e non si deve rimanere insensibili dopo le esternazioni che ho ricevuto sul gueestbook e che ho raccolto di persona durante l’ultimo incontro casalingo del Petralia. Scrivo su questo sito in qualità di ex dirigente ed oggi in veste di tifoso dell’ASCD Petralia Sottana 1950, per questo motivo è lecito che qualcuno pensi che miei articoli possono esprimere pareri di parte, ma uno dei pregi che mi riconosco e che tanti mi riconoscono è sicuramente l’obiettività con cui mi dedico alla passione del giornalismo che, inevitabilmente però, in questi ultimi anni, vuoi o non vuoi, mi sottopone alle  critiche di chi legge i miei scritti.

Sono contento comunque di ricevere disapprovazioni, apprezzamenti, giudizi ed opinioni di chi legge, tutto ciò mi stimola a continuare  questo “punto” perché ciò significa che in tanti, non solo petraliesi,  lo leggono.

Volevo ricordare a qualcuno che si sta disputando solo un campionato di calcio di III categoria, ed eliminati i vecchi campanilismi di un tempo, i dirigenti prima di tutto,  gli atleti dopo e i tifosi per ultimi dovrebbero fare di tutto affinché questo diventi lo svago, il passatempo, il ritrovo, di un gruppo di amici, della domenica pomeriggio. Personalmente penso, prima di tutto, che lo sport in genere, non solo il calcio, dovrebbe basarsi principalmente non solo su sani principi e sulla sana competizione, ma soprattutto sulla lealtà, sull’amicizia ed il rispetto reciproco. Purtroppo non è sempre così. Vogliamo importare anche nel nostro campionato dirigenti che litigano in campo fra loro, giocatori che con troppo agonismo compromettono nel campo la propria integrità fisica e tifosi che,  pur essendo amici tra loro, sugli spalti sono pronti a darsele di santa ragione?.

Il calcio non deve essere tutto questo, e non è giusto deridere le società che con molta correttezza mettono al bando quanto descritto.

La mia opinione sul campionato e sulla squadra del Petralia è chiaro che è soggettiva, ma posso garantire a tutti che non è assolutamente mia intenzione ledere in alcun modo le altre squadre del nostro girone. Interpretazioni o valutazioni errate, alcune volte, posso far nascere astio e non è quello che io voglio. Sono disposto ad accettare le critiche di tutti, purchè esse siamo costruttive e servano a far crescere tutto l’ambiente, non sono disposto ad accettare illazioni di nessun genere che possono far nascere inutili scintille ed appiccare fuochi che possono lasciare il segno, per il resto sono ben lieto di confrontarmi con tutte le persone che si dimostreranno serie e che leggono il sito del Petralia. 

Gli amici di Alimena mi puntualizzano che anche loro sono in corsa per vincere il campionato, probabilmente è vero, ma personalmente penso, ma sarei felice di essere smentito, che non riusciranno a tenere il passo di Cerda e Collesano, quelli di Bompietro non hanno gradito il titolo dell’ultimo mio articolo, che doveva servire comunque a ricaricare l’ambiente petraliese e non a sottovalutare l’undici di mister Vaccarella, i ragazzi di Gangi, infine, non sono d’accordo sulla “punizione della vita” o sul fuorigioco, note che non volevano comunque sminuire il merito nè del giocatore che ha segnato il secondo gol nè tanto meno della squadra del Gangi.

Pur augurando a tutti di vincere il campionato, scrivere in un certo modo piuttosto che in un altro non serve a nascondere i valori, alla fine per un motivo o per un altro verrà stilata una classifica, ci sarà chi gioirà, e ci sarà chi, purtroppo, non lo potrà fare. Considerazione, rispetto e stima sono tre valori molto importanti, che tutti dovrebbero mettere in atto, buon campionato a tutti allora ma soprattutto in bocca al lupo ai ragazzi del presidente Farinella che in questo momento ne hanno bisogno più degli altri.

   
 
 

Petralia e il male … oscuro!

Altro che rialzare la testa, probabilmente bisognerebbe coprirsela e bene, ma dalla…vergogna. Un’ unica sola nota positiva l’abbiamo registrata però, sarà stata, forse, l’aria del derby, le due vittorie consecutive o solamente la curiosità di vedere questi ragazzi, il fatto è che domenica scorsa al comunale di Fasanò  il numero dei tifosi petraliesi si è ulteriormente incrementato.

Un vero peccato però che abbiano assistito alla prima sconfitta casalinga di questo campionato.

Che cosa sta succedendo? Perché, pur avendo una buona rosa, non riusciamo a far bene?

Non è semplice addurre delle colpe o poter dare delle plausibili spiegazioni. Cercherò di esporre comunque il mio punto di vista, ma sarei felicissimo di essere contraddetto su ognuna di queste osservazioni.

Non sono d’accordo con chi afferma che la sconfitta è stata pienamente meritata, perché in base a quello che si è visto in campo, e come ha commentato Lucio Vaccarella “sicuramente il Petralia meritava un altro gol nella ripresa, soprattutto per come ha disputato i primi venti minuti, dove si è vista una squadra organizzata e capace di giocare un buon calcio”. Non trova giustificazione neanche quell’affermazione secondo la quale i giocatori Petraliesi sono scesi in campo cercando di adeguarsi al nuovo modulo sperimentato da Mister Lombardo, suggestivo, ma poco idoneo in quanto prevede un movimento senza palla non indifferente.

La verità è purtroppo sotto gli occhi di tutti, forse non la si vuole far conoscere o probabilmente non la si vuole scrivere. Il gruppo petraliese seppur entusiasta di avere un nuovo mister, non condivide i metodi utilizzati, le scelte del tecnico e trova grosse difficoltà nel mettere in pratica ciò che l’allenatore desidera. I nuovi arrivati non si sono dimostrati all’altezza delle aspettative, e farli giocare comunque suscita dei malumori in tanti che sono costretti a rimanere fuori. Il carattere combattivo del mister all’interno del rettangolo di gioco va benissimo, ma voler accentrare su se stesso tutte le responsabilità  al fine di risolvere una gara non è per niente giustificabile. Le sostituzioni effettuate in queste cinque giornate non sono state risolutive, pienamente d’accordo con il tecnico quando afferma che tutti devono giocare, ma se qualcuno è più determinante di un altro lo si deve mettere o tenere in campo.

Vigneri, che è stato messo fuori squadra, spesso e volentieri ha giocato o è stato costretto a giocare da solo risultando fuori dall’azione corale e ciò non è stato fin’ora positivo, Parisi, poi, quando c’è stato, non ha fatto la differenza che tutti si attendevano. Gli altri,  che dovrebbero fare un bagno di umiltà, dovrebbero capire che se giocano in III categoria è perché campioni non sono e fare parte di una squadra significa prima di tutto attenersi alle disposizioni del mister, contribuire a tenere unito il gruppo ed accettare a volte anche tesi e pareri che non condividono.  Sottolineo comunque che queste mie osservazioni sono meramente personali e da considerare solo uno spunto per pensare o semplicemente un pensiero per dialogare.

Intanto il campionato va avanti e le cifre cominciano a condannarci, tre sconfitte su cinque partite, meno cinque in media inglese ed ancora una volta la peggior difesa del girone, (14 reti subite).

Dopo le ultime decisioni del giudice sportivo, si accentua il livellamento delle formazioni in questo girone, dieci squadre in soli quattro punti, ritorna in corsa il Geraci ed anche la Nuccio, che potrebbe rinforzarsi a gennaio, si candida per un posto nei play-off. Per quel che riguarda la nostra squadra, ironia della sorte, non facciamo un risultato positivo fuori casa dall’1 aprile 2007, quando in quel di Bompietro finì 3 a 3. Il Lascari che ci attende domenica prossima, dopo la delusione di Alimena e privo di cinque titolari avrà il morale sotto i tacchi, ma è consapevole che facendo propria l’intera posta si proietterebbe verso l’agognata zona play-off, anche perché ricordiamo che deve ancora recuperare la gara interna contro il Caltavuturo. I precedenti dicono che Petralia e Lascari si sono affrontate solo 4 volte, una vittoria per parte e due pareggi, 6 i gol segnati dal Petralia e tre per il Lascari. A farci ben sperare il fatto che i giallorossi non hanno mai perduto in quel di Lascari, fu 0 a 0 nel campionato 1993-94 ed 1 a 1 nel campionato scorso (rete di Filì). Domenica potrebbe essere la partita della svolta in tutti i sensi, positiva o negativa, la panchina petraliese ha bisogno di un consolidamento perché ha cominciato a scricchiolare.

 
 
  Petralia in … crisi?

Scaramanticamente ho voluto mettere il punto interrogativo, ma più che di un interrogativo, come ho avuto già modo di scrivere, questa è una mia affermazione, ormai supportata  da numeri che inesorabilmente ci condannano. Siamo alla terza sconfitta di fila, (Gangi, Bompietro e Lascari) e al momento risultiamo essere non solo la squadra meno prolifica, ( 1 gol su rigore in queste tre gare) ma anche quella più perforata (7 reti al passivo) e quella che ha fatto meno punti in queste ultime giornate. Se stilassimo una classifica degli ultimi tre turni di campionato potremmo vedere che nessun’altra squadra ha fatto peggio di noi, (la Belsitana che ha totalizzato zero punti, come noi, ha l’attenuante di aver giocato sempre fuori casa le ultime cinque giornate). Pure le squadre che erano partite molto male si sono riprese portandosi allo stesso livello di tante altre. La classifica ne è testimone. Nella giornata in cui è prevalso il sentimento del “volemose bene” solo Petralia e Belsitana non hanno diviso la posta in palio. La poca convinzione dei giallorossi e l’insufficiente lucidità non lo hanno permesso. In questa, più che nelle altre, l’undici petraliese ha evidenziato grosse difficoltà a finalizzare il gioco che risulta comunque lento e macchinoso. E’ chiaro che questo attacco, senza nulla togliere all’impegno di qualcuno, non è in grado di garantire un campionato felice, occorre ed urge correre ai ripari.  Ritorniamo comunque a casa con le lodi e gli elogi di quelli del Lascari,  ottimi ragazzi quelli del Petralia, sono stati dei signori per tutti i novanta minuti e società serissima e stimata. Tutto ciò ci fa sicuramente onore e soprattutto piacere, ma ci riportiamo indietro tanti più problemi e dilemmi. Probabilmente la nostra è una squadra da ridisegnare, questo modulo di gioco non si addice alle caratteristiche dei singoli, perché non provare allora qualche giocatore in altro ruolo?

Abbiamo condannato più volte la difesa alta, sembrava che avessimo trovato una buona soluzione con Lombardo sistemato dietro a tutti, ma inspiegabilmente siamo ricaduti nello stesso errore che puntualmente abbiamo pagato a caro prezzo. E se il Lascari non fosse stato privo di sette dei suoi titolari, adesso saremmo qui a commentare un altro risultato tennistico?.

Arriviamo al derby, contro la Nuccio, con il morale sotto i tacchi, i cugini di Fasanò sono invece in serie utile da tre turni, occupano il quarto posto in classifica e vorranno cogliere l’occasione di iscrivere negli annali la loro prima vittoria in partite ufficiali. Le statistiche ci dicono infatti che negli incontri disputati negli anni passati, su 6 partite giocate, il Petralia ha vinto 4 volte, mentre gli altri due incontri sono finiti in pareggio. Le reti realizzate dai nostri fin’ora sono 9 mentre quelle subite sono 4. Nel 1988-89 in II categoria, a Petralia finì 2-2 (reti di Tedesco e Di Gangi), mentre a Fasanò vincemmo 1-0 (rete di Tedesco). Nel campionato 1990-91, ancora in II categoria, i due incontri videro trionfare il Petralia per 1-0, all’andata, in casa, andò a segno Giampapa e al ritorno Zafonti. Infine l’anno scorso, in III categoria, la partita di andata si concluse 1-1 (rete di Filì), e quella di ritorno 3-1 in nostro favore (2 reti di Antonio Farinella e una di Bencivinni ).

Forza ragazzi, e soprattutto non emulate Adriano il sabato sera, domenica occorre serenità e gioco, alla prossima desidero fare un commento diverso!

 
 
  Petralia all’esame dal Cerda

La 7a  di andata avvalora ancora di più quella tesi di equilibrio di cui parlavo alcune settimane fa. Il Cerda ha lasciato i tre punti in quel di Alimena, ma anche il Collesano, mostrandosi solidale,  li ha lasciati in quel di Geraci, per cui il terzetto di testa, attualmente, potrebbe essere impensierito solo dalla Gratterese che tra l’altro domenica attende in casa proprio la formazione di Cirino.

Continua l’altalena del Petralia che ancora non riesce a proporsi con una vera e propria identità, il successo nel derby ricarica certo la compagine di mister Lombardo, ma la buona prestazione della squadra non deve farci dimenticare che parecchi problemi sono ancora da risolvere. Da incorniciare la buona prova di Parisi e l’ottima del rientrante Vigneri, certamente la loro concentrazione e la voglia di riscatto, superiore agli altri, è stata determinante, ma non dimentichiamoci che sono stati tutti a dir poco esemplari per volontà, aggressività e concretezza. Non riusciamo purtroppo ad eliminare quelle amnesie dentro la nostra area.

Come si fa a permettere agli avversari di passarsi la palla due o più volte all’interno dell’area piccola?

Il tecnico lamenta l’impossibilità di attuare schemi e movimenti in quanto gli allenamenti vengono svolti in un campo di calcetto, effettivamente non possiamo dargli tutti i torti. (a proposito un’intervista a mister Lombardo sul campionato che il Petralia sta disputando verrà pubblicata nel prossimo numero del Petrino che uscirà sabato 15).

La lotta verso i play-off si fa sempre più interessante, è rientrato prepotentemente il Geraci, la Gratterese, che deve recuperare contro il Valledolmo e ha perso solo a Cerda e a Collesano ed è attualmente quinta ma potrebbe essere quarta, il Gangi che è in serie utile da quattro turni, ed anche l’Aurora Rossa di Ruccione, partita male, ha possibilità di inserirsi, tutto dipende dal recupero che giocherà in casa contro il Geraci.

Il Petralia fin’ora ha fatto meglio dell’anno scorso, rispetto alla VII giornata della passata stagione abbiamo 3 punti in più in classifica,  abbiamo segnato un gol in più e ne abbiamo subito  cinque in meno. Sono piccoli miglioramenti ma bisogna tener presente che questo anno il livello nel nostro girone è sicuramente superiore.

Sabato ci attende una prova molto dura, Macina è fiducioso e assieme ai suoi è intenzionato a non far sconti, non saranno al completo perché oltre a qualche squalificato non avranno a disposizione qualche altro titolare, ma ricordiamoci comunque che saremo di fronte ad una squadra ferita ed alla migliore difesa del girone . L’anno scorso a Cerda il Petralia fece una bella prestazione perdendo solo per 1 a 0, mentre all’andata a Fasanò, sempre per via di quell’altalena di cui parlavo, fu umiliato con un secco 4 a 0. Complessivamente le due squadre si sono incontrate 10 volte, il bilancio è nettamente a favore loro, in carnet abbiamo 6 sconfitte, 2 pareggi e 2 vittorie, 11 le reti  segnate dai nostri contro le  18 subite. Le uniche due vittorie risalgono, una al campionato 1984-85 (II categoria), Petralia – Cerda 1 -0 (rete di Marcello Filippone), e l’altra al campionato 1985-86 (II categoria), Petralia – Cerda 3 – 0 (reti di Nino Tedesco, Alberto D’Alberti e Carmelo Cerami). L’unica volta che siamo usciti imbattuti dal comunale di Cerda risale alla seconda giornata di andata della stagione sportiva 1985-86, il 29 settembre ’85 finì 1 a 1 e segnò ancora l’indimenticato Nino Tedesco. In bocca al lupo ragazzi chissà che non ci scappi  il regalo di Natale! 

 
 
  E se il mister avesse ragione?

Non possiamo cercare partita dopo partita sempre le attenuanti del caso, bisogna guardare in faccia la realtà, ed essa purtroppo ci dice una sola cosa: l’A.S.C.D. Petralia Sottana 1950 non è una squadra che può puntare ai play-off. In cuor mio sarei felicissimo di essere smentito, ma i fatti non ci permettono di rincorrere sogni di gloria, va bene che la palla è rotonda, ed ogni partita è diversa da un’altra, ma se dopo l’ottava giornata di campionato siamo riusciti a segnare un solo gol in trasferta, un motivo ci deve pur essere, se abbiamo incassato 21 reti  (la peggior difesa del girone) una spiegazione va certamente ricercata, se siamo la squadra più battuta (cinque sconfitte) un rimedio deve essere trovato. A Cerda il solito Petralia in versione trasferta, inconsistente, e che si scioglie come neve al sole, qualcuno, tempo fa, disse “errare è umano”, ma qualcun altro, saggiamente, aggiunse “perseverare è diabolico”. Non si fa tesoro degli errori commessi, non si correggono gli sbagli, prendiamo gol sempre allo stesso modo, abbiamo sempre le solite amnesie. I veterani, i cosiddetti fuori quota, e quelli che hanno accumulato negli anni un pò di esperienza, che cosa stanno trasmettendo ai più giovani, ai meno esperti?  Forse è il caso di cambiar registro, seguire la linea verde, far giocare sempre i più giovani, quelli che presentano margini di miglioramento, fargli fare esperienza e tra qualche anno saremo sicuri di disporre di una buona squadra che potrà dare qualche soddisfazione.

Non è che improvvisamente sono diventato pessimista o che adesso veda il bicchiere mezzo vuoto, ma si deve assolutamente insistere perché questi ragazzi giochino con il cuore, bisogna che ci mettano la grinta da campionato, non si può  essere motivati solo quando affrontiamo la Nuccio o nelle partite di ritorno quando si vogliono far dimenticare le brutte figure del girone di andata.

Il mister, indirettamente, continua a lamentarsi per il fatto che la squadra è penalizzata dal fatto che non si può allenare come si deve, probabilmente ciò è realmente un grosso handicap, ma veramente Lombardo pensa che avendo a disposizione un regolare rettangolo di gioco i nostri giocatori mettano da parte quel atteggiamento di superficialità con cui affrontano la stragrande maggioranza delle partite?

Attualmente la classifica ci pone in una zona dove è più importante guardare dietro piuttosto che avanti, durante queste vacanze si giocheranno dei recuperi, (questo fine settimana, il 23 dicembre Gratterese – Valledolmo e  Caltavuturo – Lascari),  e altre squadre certamente ci scavalcheranno.

A gennaio saremo, senza ombra di dubbio, nella zona bassa della graduatoria, e calendario alla mano non sarà semplice risalire. Con il nuovo anno, la squadra non potrà contare più sull’apporto di Parisi che, per motivi di lavoro, ha dovuto rinunciare temporaneamente al calcio, in compenso, è cosa certa il trasferimento di Roberto Bracco dal Castellana, una pedina importante, petraliese con grande voglia, spirito di abnegazione, grinta, soprattutto, che saremo certi trasmetterà agli altri assieme a  voglia di vincere, di riscatto e di riscossa.

Nel dare l’appuntamento alla prossima settimana, auguro a tutti gli sportivi e non un  sereno Natale, e  che questa pausa serva a promettere  nuovi propositi.

 
 
  E’ la “Coppa” il nostro vero obiettivo?

Mentre i giallorossi si godono, più che il meritato, il provvidenziale riposo natalizio, altre compagini, approfittando dei recuperi scalano la classifica facendo così retrocedere nella graduatoria l’undici petraliese. Affermazione della Gratterese, sul Valledolmo, (4-0) che alla ripresa del campionato verrà a farci visita e stop, forse inatteso, del Lascari a Caltavuturo, (3-1) questo il verdetto del campo nei primi due recuperi disputati domenica scorsa. La Gratterese, nel frattempo, si piazza al quarto posto a soli tre punti dal terzetto di testa, e sperando in un pareggio tra Cerda e Collesano, punta tutto, ricorso permettendo, sull’altra partita di recupero, interna, per agganciare l’Alimena quanto meno al secondo posto. Il Caltavuturo, dal canto suo invece, dopo aver pagato lo scotto del noviziato, appare in netta ripresa ed adesso si trova in graduatoria a pari punti con la nostra squadra, ma con una partita da recuperare.

La classifica sarà ancora stravolta da qui alla ripresa del campionato perché si devono recuperare, come detto, altre due partite della quarta di andata e tre dell’ottava.

Il Petralia, prima che si ricominci, ha tutto il tempo di integrare nella sua rosa l’ultimo arrivato, Roberto Bracco, proveniente dal Castellana, e programmare serenamente il cammino di Coppa. Infatti sono state rese note le 33 squadre che prenderanno parte al Trofeo delle Province – Memorial “Pietro Garaffa” edizione 2007-2008 e che alla fine permetterà alla squadra vincitrice di approdare in II categoria. Per la cronaca ricordiamo che la passata edizione vide trionfare,  nella finale a Capo d’Orlando, la Real Borgo Nuovo sulla Real Graniti per 3 – 1.

L’opportunità che si presenta è sicuramente ghiotta, ma ricordiamoci che tale torneo si disputa su base regionale e che le squadre della provincia di Palermo sono solo sette. Per iniziare la Lega ha predisposto un solo triangolare e 15 accoppiamenti ad eliminazione diretta, valgono le stesse regole del campionato e delle Coppe Europee. Avversaria della squadra del presidente Farinella, per iniziare, sarà la Nuccio Fasanò, le due formazioni si affronteranno, per questo primo turno, mercoledì 9 gennaio e mercoledì 23 gennaio, giocherà in casa prima la Nuccio.

I ragazzi di mister La Placa possono fare affidamento sulla loro esperienza, infatti l’anno scorso, nella stessa competizione, furono eliminati  quando erano ad un passo dall’epilogo, mentre per i nostri si tratta di una nuova esperienza. Fino a qualche anno fa la partecipazione si acquisiva in base ai piazzamenti del campionato precedente, ma visto che in parecchie snobbavano l’evento, adesso viene disputata solo tramite iscrizione. Gli annali dicono che solo tre volte il Petralia ha preso parte alle varie edizioni di Coppa. Nel 1988-89 in Coppa Trinacria (coppa riservata alle squadre di II categoria) arrivammo fino al terzo turno e fummo eliminati dal Nicosia, nel 1989-90, sempre nella stessa Coppa fummo eliminati al secondo turno dalla Dante di Caccamo ed infine nella stagione 1991-92 in Coppa Sicilia  (coppa riservata alle formazioni di I categoria) arrivammo fino ai quarti di finale e fummo costretti a cedere il passo al Nicolosi

 

 
 
  Il bilancio del 2007

Appare evidente che non posso disquisire sempre sulla mancanza dei requisiti agonistici caratteriali dei nostri giocatori perché rischierei di diventare tedioso ed opprimente.

Questa settimana, visto che tutto sommato abbiamo lasciato il  2007 da qualche giorno, proverei invece a fare il bilancio sportivo numerico ufficiale dell’anno che si è appena concluso.

Nel passato anno solare il Petralia ha disputato 24 partite ufficiali, sempre nel campionato di terza categoria, ne ha vinto complessivamente 6, ne ha pareggiato 3 e ne ha perso 15. Globalmente i punti conquistati ammontano a 21, la squadra ha realizzato 21 reti e ne ha subito 54. Il miglior realizzatore del 2007 è stato Enzo Scelfo con 5 reti, non si sono registrate vittorie in trasferta, mentre le sconfitte in casa sono state 6.

La peggior sconfitta risale al 28 ottobre, Alimena  - Petralia 7 – 0, la miglior vittoria al 11 novembre Petralia – Aurora Rossa 5 – 2, e il pareggio con maggior numero di reti è stato quello del 31 marzo, Bompietro – Petralia 3 – 3.

Questi numeri non ci fanno certo balzare agli onori della cronaca per i nostri meriti sportivi, la squadra non ha offerto grandi soddisfazioni ai tifosi, ma indubbiamente questo bilancio deve essere analizzato solo da un lato positivo. Sono mancati i risultati, è vero, ma è stato sconfitto il torpore in cui da anni era caduto l’ambiente sportivo petraliese, è ritornata la passione come si evince dall’intestazione del nostro sito, nonostante le avversità strutturali di cui tutti noi siamo a conoscenza si fa di nuovo sport, calcio, si discute, si critica, si progetta, si costruisce e a volte di cerca di distruggere quel poco che si è riusciti a realizzare.

In conclusione sento il dovere di dover affrontare quel contesto che mira, non solo a denigrare la figura del presidente dell’A.S.C.D Petralia Sottana 1950, ma l’intera società e la nostra cittadina. Evidentemente l’intrepido “scrittore” che di volta in volta si firma sul guestbook con pseudonimi vari, non si rende conto di ciò che pubblica su questo sito, ma è chiaro che la collera per essersi autoescluso da questo ambiente sportivo e che nutre nei confronti di qualche dirigente e di qualche giocatore non gli permette di riflettere, e nel contesto lo induce ad agire impulsivamente. Ho avuto modo di scrivere più volte che la critica, se ben fatta, serve a crescere e a migliorare, ma indispone, offende e disonora se mira a screditare le persone, un ambiente o un paese e a distruggere quello che si vuole costruire. In una situazione quasi affine, se ben ricordate  Guareschi indusse Peppone a pronunciare nei confronti di Don Camillo, che lo scherniva attraverso il giornale murale, la famosa frase “Stia in gamba quella mano di qualche mascalzone che approfitta dell’ombra per svolgere azione provocatrice, qualora il quale non la smette dovrà poi pentirsene quando sarà ormai irreparabile”. Mi pare evidente, ma è bene sottolinearlo, che non voglio fare assolutamente nessuna allusione, mi sono ricordato di questa frase e l’ho voluto riportare, non voglio dare avvertimenti, indurre in tentazione e non voglio mettere le parole in bocca a nessuno, non voglio fomentare ne i singoli ne il gruppo, o aggiungere benzina sul fuoco, ma mi permetto da tifoso di invitare il nostro animoso autore,  intanto a firmare con il suo vero nome e cognome, come vuole la norma, ciò che pubblica e poi di avere il coraggio di lavare in casa i panni sporchi. Affronti serenamente il confronto con il presidente, con i dirigenti, con i compagni, con i veri tifosi del Petralia, se lo tolga quel sassolino dalla scarpa che non gli permette più di calzarla per poter giocare a calcio.   

 
 
 

Anno nuovo, vita nuova

Un Petralia rigenerato e rinfrancato, dopo la “campagna acquisti” di gennaio, e dopo il primo incontro di Coppa. Anche se la loro forma fisica lascia ancora a desiderare, Roberto Bracco e Alessandro Messineo hanno portato nell’ambiente sportivo petraliese quell’ottimismo e quella voglia di far risultati che nell’undici del presidente Farinella, dopo la sconfitta di Cerda,  si erano decisamente assopiti. Due pedine molto importanti nello scacchiere giallorosso, non solo perché entrambi petraliesi, ma perché, siamo certi, che  con il loro gioco e la loro esperienza potranno fare la differenza e rilanciare le ambizioni dell’A.S.C.D.

L’inedita formazione schierata da mister Lombardo mercoledì scorso, nel Trofeo delle Province, è stata capace di far gioco, soprattutto sulle fasce, ma proponendo rarissime conclusione dal centro, tuttavia, un esperto Giuseppe Filì è riuscito a registrare una difesa che fin’ora non è stata all’altezza della situazione, e solo le tantissime imprecisioni dei nostri non ci hanno permesso di ipotecare il passaggio del turno. A tal proposito il risultato finale, adesso, probabilmente offre alla Nuccio qualche punto percentuale in più di qualificazione, visto che il ritorno si giocherà in casa del Petralia. Un risultato positivo per iniziare l’anno, non solo perché ufficialmente è stato ottenuto fuori casa, ma soprattutto perché abbiamo interrotto quella striscia di sei sconfitte esterne consecutive in partite ufficiali.

I recuperi disputati nel periodo natalizio hanno confermato l’eccezionale stato di forma della capolista Cerda, hanno riportato sulla terra il Collesano, umiliato nello scontro al vertice e capace fin’ora di subire addirittura 12 reti, hanno rafforzato le chance del Geraci, giudice sportivo permettendo, che dopo la sconfitta patita contro il Petralia ha inanellato sei risultati utili consecutivi, ed hanno infine proiettato la Gratterese al quinto posto e quindi in zona play-off.

Nel weekend, dopo la lunga sosta, ritorna il campionato con la nona di andata, il turno, sulla carta, è favorevole all’Alimena che, rassicurata dalle decisione degli organi giudicanti, ospita il fanalino di coda Valledolmo, per il resto toccherà proprio al Petralia, domenica pomeriggio, verificare le reali potenzialità della Gratterese.

L’impegno non è innegabilmente facile, ma sono certo che i ragazzi, specialmente in questo impegno casalingo, vorranno dimostrare che il passato è passato.

Le statistiche ci dicono che con la squadra di Gratteri ci siamo incontrati solo 2 volte e precisamente nello scorso campionato, gli annali hanno registrato una vittoria e tre reti per parte.

L’anno scorso tra le mura amiche vincemmo per 2 a 0 con reti di Marcello Ruisi e Giuseppe Filì, mentre al ritorno, fuori casa, perdemmo per 3 a 1 (rete ancora di Filì).

 
 
  Le ambizioni del Petralia si definiscono in nove giorni

Dopo la nona giornata di campionato, osservando la classifica del girone C emergono diverse indicazione, la prima fra tutte è quella che la classifica continua ad allungarsi ulteriormente e che il Geraci sembra intenzionato a disputare veramente un campionato di vertice. Definite dunque le quattro squadre che possono aspirare al primato, pare che al momento le altre formazioni devono contendersi solo la quinta piazza. Dopo l’accoglimento del ricorso proposto dall’Alimena per la mancata presentazione a Gratteri, proprio questo recupero, che si disputerà il 2 febbraio prossimo, diventa una partita chiave che potrebbe dare ulteriori indicazioni. La Gratterese dopo la sconfitta rimediata contro il Petralia avrebbe la possibilità di inserirsi in questa lotta per il primato, ma in caso di sconfitta lancerebbe l’Alimena verso il primato. Risulta chiaro comunque che tanto di quanto detto è anche legato al risultato della partita di sabato  prossimo che l’Alimena disputerà a Collesano.

Riportando la stessa frase che Lucio Vaccarella ebbe a scrivere dopo la vittoria contro il Petralia, il Petralia domenica scorsa ha vinto una partita non il campionato e quindi è rigorosamente doveroso rimanere con i piedi ben piantati per terra e continuare con questa determinazione e con questo carattere. E’ chiaro che tutto l’ambiente è adesso galvanizzato e l’incontro di sabato  in quel di Valledolmo diventa un banco di prova molto importante.

Siamo posizionati esattamente a metà classifica, a due punti dall’attuale quinta posizione, ma a pochi punti dal gruppone che ci sta dietro, una vittoria esterna vorrebbe dire rilanciare definitivamente le ambizioni di questi ragazzi ed acquisire ancora morale in vista della sfida casalinga del 27 gennaio contro il Collesano, ma un risultato negativo potrebbe significare ritornare prepotentemente nell’anonimato e dover ripartire daccapo.

Le statistiche dicono che con questa squadra l’unico precedente è rappresentato da un incontro di 45 minuti disputato in un torneo precampionato a Caltavuturo, finì 0 a 0 e poi perdemmo 5 a 4 ai calci di rigore, ma per quanto riguarda le squadre di Valledolmo, negli incontri ufficiali, si registrano ben 6 precedenti con l’Indomita, una sola vittoria per il Petralia, due pareggi e 3 sconfitte, 5 le reti segnate dai nostri, 10 quelle subite. Nella stagione 1984-85 perdemmo a Valledolmo per 3 a 0 ma ricordiamo che quello fu l’anno  della promozione dell’Indomita in I categoria, nella stagione 1989-90, sempre a Valledolmo pareggiammo  per 0 a 0 ed infine nella stagione 1993-94 sempre fuori casa pareggiammo per 1 a 1 (rete di Carmelo Cerami).

Prima di  chiudere vorrei ricordare che mercoledì 23 gennaio si disputerà a Fasanò il ritorno del Trofeo delle Province, in casa sarà il Petralia che per accedere al turno successivo può anche permettersi di pareggiare per 0 a 0. E’ ovvio che dopo l’1 a 1 dell’andata, si passa il turno anche con una vittoria dal risultato qualunque. Veniamo eliminati invece se perdiamo o se ci facciamo imporre un pareggio con due o più reti. In questo caso la statistica è comunque dalla nostra parte, perché mai fin’ora la Nuccio è riuscita a vincere un incontro ufficiale contro di noi.

 
 
  Sognare non è proibito

Anche se le prestazioni dell’undici petraliese in questi quattro giorni non sono state da incorniciare, i risultati ottenuti sono invece di quelli che si ricorderanno, e soprattutto di quelli che portano in alto il morale della squadra in vista di un incontro di campionato non proprio facile.

La prima vittoria esterna dell’era Farinella, ottenuta domenica scorsa in quel di Valledolmo, permette alla squadra di fare un ulteriore passo in avanti nella classifica, ma soprattutto è indice di una rivoluzione mentale avvenuta nei ragazzi di mister Lombardo che ora credono, come abbiamo detto, nei propri mezzi e lottano comunque fino all’acquisizione del risultato finale. A Valledolmo benché in svantaggio i ragazzi hanno voluto, con carattere e determinazione, la vittoria che è comunque arrivata a testimonianza che volere è potere.

La vittoria è da annotare negli annali del calcio petraliese non solo perché è la prima esterna del nuovo corso, ma perché ha rilanciato le ambizioni del Petralia e ha permesso ai pochi tifosi che hanno seguito la squadra in trasferta di gioire assieme ai giocatori.

L’ultima vittoria esterna del Petralia risaliva, infatti, al campionato 1992-93, in prima categoria, a Comiso, il Petralia battè la Comisanese per 3 a 2 con due reti di  Zafonte e una di D’Alberti. Ricordiamo che quello fu purtroppo anche l’ultimo anno di permanenza in prima categoria perché la nostra squadra alla fine del campionato retrocedette dopo lo spareggio disputato contro il Nicosia. (risultato finale 3- 0). Per quanto riguarda l’altro risultato importante è chiaro che alludiamo al passaggio del primo turno del Trofeo delle Province, la vittoria di mercoledì scorso, pur ottenuta ai calci di rigore ci consente, non solo di allungare la striscia positiva di risultati ottenuti contro la Nuccio, ma  di proseguire il cammino in coppa.

Adesso la speranza è quella di chiudere in bellezza questo splendido mese di gennaio con un’altra eccellente prestazione, domenica prossima, contro la Pro Loco Collesano. Del resto i nostri prossimi avversari adesso non sembrano così irresistibili come all’inizio di campionato, le sconfitte di Geraci e di Cerda, ma soprattutto i pareggi contro Alimena e Valledolmo, hanno smorzato un po’ le ali dell’entusiasmo, ma teniamo bene in mente che occupano comunque il terzo posto in classifica e possono vantare il secondo miglior attacco del girone. Sono molto temibili in casa propria, fuori casa invece hanno fatto bottino pieno solo a Lascari e a Caltavuturo.

Le statistiche ci dicono che con le squadre collesanesi non abbiamo una grande tradizione, nei sei incontri disputati infatti abbiamo perso quattro volte, pareggiato una e vinto solo in una occasione.

L’anno scorso sempre con la squadra della Pro Loco abbiamo perso 1 a 0 in casa e 3 a 0 in trasferta, mentre l’unica vittoria la abbiamo ottenuta contro l’altra squadra di Collesano (che attualmente disputa il campionato di prima categoria). Nella stagione 1985-86, in seconda categoria, il Petralia il 9 marzo superò il Collesano al comunale per 4 a 1, con tripletta di Nino Tedesco e rete di D’Alberti. Quell’anno la formazione di Collesano arrivò ultima in classifica e retrocedette in terza categoria assieme al Cerda.

 
 
  Una sconfitta difficile da digerire

E’ proprio vero che perdere non fa bene, e poi se a perdere è la Pro Loco di Collesano, poco abituata alle sconfitte, evidentemente fa proprio male, perdere poi, in maniera imprevista, in solo colpo partita ed assieme il secondo ed il terzo posto in classifica porta evidentemente all’esasperazione. Il ridicolo si rasenta in ogni caso quando ad ogni costo si deve e si vuole giustificare la sconfitta cercando di infangare il comportamento e la prestazione altrui. Prima si scrivere e di screditare gratuitamente un intero e sano ambiente sportivo elogiato dalla Federazione e da  tutte le altre compagini di terza categoria, l’anonimo scrittore di Collesano dovrebbe quantomeno giustificare meglio le sue affermazioni e ponderarle, non scriverle nell’impeto della collera. Si lamenta un trattamento ostile ed indecoroso, ma in quale campo è stato domenica scorsa il nostro amico? A che cosa allude se gli si è permesso di portare in campo addirittura più persone del consentito e i loro giocatori si sono dissetarti più volte dalle bottiglie della nostra panchina ed hanno usufruito anche della nostra borsa medica? Si lanciano accuse di scarso senso sportivo, di indegna farsa e di mezzi e mezzucci mediocri e vili. Ma a proposito di quali episodi? Forse voleva descrive l’atteggiamento della sua squadra quando era in vantaggio durante tutto il primo tempo e fino al settantesimo della ripresa, che continuava a perdere tempo e a indisporre con il loro atteggiamento l’undici petraliese. Il Petralia ha pareggiato dopo il settantesimo, ed è andato in vantaggio intorno all’ottantacinquesimo, se poi vi aggiungiamo che l’arbitro dopo il nostro vantaggio ha concesso agli ospiti ben sei calci di punizione dal limite ed ha fatto giocare senza particolari motivi fino al novantasettesimo non penso di dover aggiungere altro. Evidentemente sono stati indispettiti dal modo con cui la squadra ha gioito dopo essere passata in vantaggio, ma consapevoli dell’impresa che si stava perpetrando, tutti, compresi i dirigenti ed il giocatore che era stato sostituito meritavano di entrare in campo e di abbracciare chi aveva segnato e chi aveva propiziato un contropiede da manuale. Consapevoli che da quel momento  le lancette dell’orologio avrebbero girato in modo più veloce i collesanesi non hanno gradito quei trenta secondi di festeggiamenti.

Si contesta il prologo al nostro primo gol, il calcio di punizione che ha portato al pareggio. Solo perchè alla ripresa del gioco la palla è stata restituita nella loro metà campo? Del resto anche loro in altre occasioni precedenti hanno fatto lo stesso, vi sembra che il bue possa dire cornuto all’asino? Evidentemente dopo il fallo commesso dal loro difensore avrebbero apprezzato di più che il nostro attaccante fosse rimasto in piedi in modo da non usufruire del calcio piazzato. Attaccarsi a simili episodi per cercare di giustificare solo la presunzione di vincere non fa onore a tutto calcio collesanese che sono convinto rimane uno dei più qualificati e considerati del comprensorio Madonita. Accusare i nostri dirigenti di avere proferito degli insulti nei loro confronti è da querela per diffamazione, così come imputare ai nostri tifosi di aver sputato è solo uno stupido tentativo di alimentare sterili polemiche e di intimorire i giocatori della nostra squadra in occasione della partita di ritorno. E’ chiaro che se anche uno solo di questi episodi c’è stato è da condannare e da scusarsi ufficialmente con il presidente Cirrito che è una degnissima persona e che non dovrebbe consentire tuttavia simili sfoghi nel sito che rappresenta la sua associazione. Teniamo conto infine che il comportamento di un imbecille in ogni caso non può macchiare il dignitoso e decoroso comportamento di un intero ambiente sportivo. Ricordo che in ogni caso però tante volte l’umiltà premia maggiormente anche se accettare serenamente una sconfitta è più difficile di gioire per una splendida vittoria

 
 
  Alla  ricerca del 6° risultato utile

Dopo le splendide prove di gennaio, mi permetto di affermare che l’undici giallorosso corre pericolosamente il rischio di assuefazione. Riuscire ad inanellare comunque, tra campionato e coppa, cinque risultati utili consecutivi è stato semplicemente straordinario, anche perché nel nuovo corso mai prima d’ora ciò si era verificato. Siamo riusciti a qualificarci per gli ottavi di finale del Trofeo delle Province eliminando la Nuccio e siamo riusciti ad ottenere il quinto posto nella classifica del girone C del campionato di III categoria battendo meritatamente la Pro Loco Collesano. Per quest’ ultima circostanza bisogna comunque ringraziare anche l’Alimena che fermando la Gratterese, nel recupero, ci ha consentito di scavalcarla in classifica. Nonostante il fango e le infamie  che i collesanesi hanno tentato di buttarci addosso, la vittoria del 27 gennaio scorso, in rimonta, testimonia l’ottimo stato di forma dei nostri che dopo la sconfitta di Cerda sembrano effettivamente rivitalizzati. Evidentemente anche i risultati positivi contribuiscono a tenere alto il morale della squadra che adesso sembra veramente intenzionata, pur vivendo alla giornata, a lottare per una posizione di prestigio. La nuova classifica mette in evidenza ancora il Cerda come capolista solitaria, che, considerando i due impegni in trasferta dell’Alimena (impegnativo e rischioso quello dell’ultima di andata a Geraci Siculo), non dovrebbe avere problemi a laurearsi campione d’inverno. Per il resto proprio l’Alimena ed il Geraci appaiono come le sole due formazioni in grado di intralciare la squadra di Totò Lazzara nella conquista della promozione diretta. La lotta per conquistare gli ultimi due posti, vale a dire il quarto ed il quinto, che garantiscono l’accesso ai play-off vede impegnante, invece, ben cinque squadre che si trovano separate tra loro da soli tre punti (Collesano 20, Petralia Sottana 18, Gangi 17, Nuccio 17 e Gratterese 17).

Domenica prossima affronteremo una insidiosa trasferta in quel di Montemaggiore, la Belsitana, che attualmente occupa la penultima posizione di classifica, ha dalla sua sicuramente una bugiarda collocazione nella graduatoria, infatti bisogna tener conto che i montemaggioresi hanno disputato fin’ora, a causa di un problema agli spogliatoi del Kennedy, solo tre partite in casa e ben otto in trasferta. Nelle tre gare disputate fra le mura amiche hanno comunque battuto il Gangi e il Caltavuturo ed hanno pareggiato con il Valledolmo. Tutto sommato la loro difesa ( 17 reti subite) è tra quelle che non presenta passivi eccessivi, mentre l’attacco risulta essere il meno prolifico del girone ( 9 reti segnate).  Le statistiche ci dicono che con le squadre di Montemaggiore  abbiamo tutto sommato una  tradizione positiva, nei quattro incontri disputati abbiamo vinto tre volte e perso una. Nel campionato 1984-85 (II categoria), con la squadra che adesso milita in prima categoria vincemmo sia in trasferta ( Montemaggiore- Petralia 1-2  reti: Filippone e Carapezza), che in casa ( Petralia – Montemaggiore 3-2 reti: 2 Rio, Farinella M.), mentre l’anno scorso con la Belsitana perdemmo 4-1 a Montemaggiore (rete di Bencivinni) e vincemmo 2-0 a Fasanò (reti di Zafonte e Scelfo).  

Per quanto riguarda il Trofeo delle Province, infine, visto che disponiamo del quadro completo delle qualificate agli ottavi di finale vorrei ipotizzare i nuovi accoppiamenti che la Lega dovrebbe rendere noti a breve. Siccome il criterio che determina  gli abbinamenti è quello che tiene conto della sola distanza chilometrica esistente tra due società sportive, sono quasi certo che disputeremo l’ottavo contro il Villa, del resto Petralia e Villa rappresentano le uniche due società qualificate della  Sicilia centrale. Tranne sorprese impreviste il quadro degli ottavi potrebbe essere il seguente:

Aspra   (Bagheria)  -  Villafrati

Futura Sport (Piana degli Albanesi)  -  Boys Cinisi M. Taibi

Petralia Sottana 1950  -   Villa  (Villarosa)

USCLO Pace  (Messina)  -  L’Iniziativa  (S. Piero Patti)

Russo Sebastiano Calcio (Riposto)  -  Akron Sport  (Savoca)

Sporting Guardia  (Acireale)  -  Barriera 2007  (Catania)

Camaleonte Calcio (S.Agata Li Battiati)  - Atletico Francofone

Atletico Ispica   -  Rinascita Melillese  (Melilli)

 
 
  Adesso servono tenacia, costanza e continuità
E’ quanto si auspicano di continuare a trovare ogni domenica nei giocatori dell’A.S.C.D.  Petralia Sottana 1950 i propri tifosi. Nel nuovo anno non ci sono state delusioni e la speranza è quella di poter continuare su questa linea. La nota positiva della dodicesima giornata, in casa Petralia, non è rappresentata tanto dal risultato positivo conseguito a Montemaggiore, ma dalla buona prestazione del ritrovato Alessandro Messineo che ha potuto finalmente giocare quasi l’intera gara. Nonostante le assenze per squalifica di Giuseppe Vigneri e di Enzo Scelfo, domenica scorsa le indicazioni fornite dall’undici petraliese sono state, tutto sommato, ancora molto confortanti. Da sottolineare la capacità di reazione di questa squadra che pur trovandosi in svantaggio, a causa di un discutibilissimo rigore concesso ai padroni di casa, ha avuto la grinta e la caparbietà di pareggiare e di cercare la vittoria fino all’ultimo minuto. Solo la sfortuna e le pessime condizioni del rettangolo di gioco non ci hanno permesso di raccogliere di più.Il pareggio,purtroppo, non ci consente di tenere il quinto posto, perché la Gratterese ed il Gangi sono riuscite a sfruttare meglio gli incontri contro Bompietro e Valledolmo. La squadra più delusa di questo ultimo turno è comunque il Geraci che in vantaggio di due reti al comunale di Fasanò si è vista imporre il pari da La Placa e compagni. Una giornata dunque che è stata ancora una volta favorevole al Cerda, che si è imposto però solo nel recupero sul Lascari, e all’Alimena che con cinicità è passata pure a Caltavuturo. La lotta per la conquista del primo posto continua ad essere interessante, ma la squadra di Lazzara ha la possibilità di allungare domenica prossima, Nuccio permettendo, perché l’Alimena è attesa a Geraci. Puccio e compagni sono consapevoli che una vittoria potrebbe significare riagganciare il terzo posto che il Collesano mette in palio al Francesco Raimondi di Gangi. In chiave play-off dunque l’ultimo turno del girone di andata sulla carta è favorevole al Petralia che sabato ( a causa di uno scherzo del calendario) ospiterà il Caltavuturo di Lorenzo Sausa che con nove punti occupa la penultima posizione in classifica. Ripetiamo, sulla carta l’impegno non si presenta molto difficile, ma proprio perché è un derby e gli ospiti non hanno niente da perdere ci sarà da stare molto attenti (la sconfitta interna con il Bompietro insegna).Mister Lombardo avrà a disposizione l’intera rosa ed avrà quindi solo l’imbarazzo della scelta, ma molto probabilmente vorrà far riposare qualcuno o qualche diffidato in vista dei prossimi impegni contro Alimena e Geraci. Per quanto riguarda i nostri prossimi avversari bisogna sottolineare che nelle cinque gare disputate fin’ora fuori casa non sono riusciti a racimolare nemmeno un punto, hanno segnato solo 3 reti e hanno incassato ben 14 gol. Le statistiche confermano che i precedenti con le squadre di Caltavuturo sono favorevoli al Petralia, infatti in 12 incontri disputati i giallorossi ne hanno vinto 4, pareggiato 6 e perso 2, 17 le reti segnate dal Petralia e 13 quelle subite. Mi sembra doveroso comunque far notare che queste cifre si riferiscono alla squadra che adesso milita in prima categoria in quanto questa squadra che milita in terza categoria è una matricola. Per dovere di cronaca ricordiamo che li abbiamo comunque affrontato sul loro campo in fase di precampionato in due amichevoli, una da 90 minuti ed una da 45’ e che li abbiamo battuti rispettivamente per 3 a 1 e 2 a 0.La nostra vittoria interna più significativa nei confronti del Caltavuturo risale al 21 maggio 1989, nell’ultima giornata di campionato (di seconda categoria), li battemmo per 4 a 1 con reti di Di Gangi, Dentici, Salerno ed con un autogol a favore.
 
 
  La resa del Petralia

Nell’ultima giornata di andata si è registrata la seconda sconfitta interna del Petralia. E anche stavolta con un’avversaria,  si di tutto rispetto, ma che non nutre grandi ambizioni di classifica. La presunzione di sottovalutare ancora una volta l’avversaria di turno è stata la chiave di svolta dell’intera gara, non c’è altra spiegazione. L’undici giallorosso, si è visto, non può più fare a meno di giocatori importanti e collaudati, come ho già avuto modo di sottolineare, la loro grinta e il loro spirito di competizione infonde sicurezza e combattività anche negli altri. Il primo imputato della disfatta, resta comunque il mister, il quale non inserendosi in formazione e non apportando da subito i dovuti correttivi ha lasciato che si verificasse ciò che anche i giocatori in campo presagivano. L’aver segnato subito è stato certamente deleterio perché ha rilassato troppo i nostri, l’assenza di Bracco si è rivelata determinante, e poi pensate che sia stato solo un caso che la sconfitta sia maturata quando anche Messineo è stato costretto a lasciare il campo per infortunio?

Io non penso che si sia trattato di un incidente di percorso, perché questo si verifica una sola volta, ma in questa gara si è visto effettivamente quanto vale emotivamente e psicologicamente questa squadra. In troppa gente c’è la convinzione di essere di categoria superiore e di poter risolvere quando si vuole l’incontro a proprio favore, manca la modestia di riconoscere i propri limiti, il proprio stato di forma, ed è invece presente la presunzione di sentirsi sempre superiori ad altri.

Per quanto riguarda la squadra, nel complesso, manca di affidabilità e soprattutto di continuità, se ci sono le motivazioni è anche capace di sfoderare una buona prestazione, altrimenti smarrisce la diritta via. Questo risultato ci fa amaramente risvegliare e fa svanire i sogni di gloria che avevamo cullato fin’ora. Abbiamo incamerato gli stessi punti che l’anno scorso avevamo fatto nell’intero campionato, ma ciò non significa assolutamente niente perché con un organico del genere non si possono fare certi paragoni. Chiudiamo il girone di andata dunque con 19 punti, abbiamo ottenuto sei vittorie (una sola esterna), un pareggio ed abbiamo subito sei sconfitte (due interne), abbiamo segnato 18 reti, e ne abbiamo incassato 26. L’anno scorso al giro di boa (12 partite) eravamo ultimi in classifica con 9 punti, avevamo segnato tre reti in meno ed avevamo subito otto reti in più.

La lotta per assegnare il terzo, il quarto ed il quinto posto si giocherà purtroppo senza di noi, certo potremmo toglierci qualche altra soddisfazione, ma non centreremo sicuramente i play-off, e gli anonimi di turno che criticano le mie affermazioni farebbero bene a smentirmi sul campo  dimostrando nel rettangolo di gioco il loro vero valore.

L’Alimena, contrariamente alle mie aspettative, ha scavalcato il Cerda  e si è laureato campione d’inverno, evidentemente il team gialloverde ha acquisito la mentalità vincente, ed ha evidenziato, bisogna sottolinearlo, un ruolino di marcia impressionante, infatti non ha mai perso sul campo. La lotta per il primo posto sarà bella ed avvincente fino all’ultimo. La Nuccio si inserisce prepotentemente nel gruppo delle pretendenti ai play-off, con le altre però decise a vendere cara la propria pelle, gli scontri diretti e qualche “incidente di percorso” chiariranno comunque il quadro tra qualche giornata.

Sabato affronteremo la capolista tra le “mura amiche”, la sfida si presenta molto delicata, i giallorossi non hanno dimenticato la sconfitta dell’andata che è rimasta negli annali del calcio petraliese come la sconfitta più cocente, l’Alimena invece vuol tentare la fuga visto anche l’impegno non semplice del Cerda. Mi auguro che comunque finisca sia lo sport a vincere e che le due squadre possano di nuovo tornare a guardarsi amichevolmente e serenamente a viso aperto evitando il clima di cagnesco che continua a regnare dalla terza giornata di campionato.

Le statistiche ci confermano che l’Alimena è la nostra bestia nera, nei 15 incontri ufficiali disputati (compresi due di Coppa Trinacria) abbiamo vinto solo 4 volte, pareggiato 3 e perso 8 volte, abbiamo segnato 17 reti e ne abbiamo subito 30. L’ultima nostra vittoria interna risale al campionato di seconda categoria stagione 1991-92, il 17 marzo 1992 l’U.S. Petralia di Raffaele Femiano, che poi sarebbe arrivato primo vincendo il campionato e conquistando la promozione in I categoria, superò l’Alimena per 2 a 0 con reti di Giampapa e Tessarin. Vecchi ricordi che bisognerebbe comunque riaggiornare.

Infine è doveroso comunicare che la lega ha ufficializzato i nuovi accoppiamenti di Coppa. Negli ottavi di finale del Torneo delle Province, come avevo ipotizzato qualche settimana fa, affronteremo il Villa (Villarosa), il 5 marzo fuori casa ed il 19 marzo in casa a Fasanò. Vige sempre il regolamento di coppa ad eliminazione diretta.

 
 
 

Petralia: puntare sulla Coppa senza trascurare il campionato

Altro che incidente di percorso, la sconfitta interna rimediata contro il Caltavuturo, il 16 febbraio scorso,  è stato un vero e proprio segno premonitore della gravità della situazione in cui l’undici giallorosso attualmente si trova. La sconfitta interna subita contro l’Alimena, poi, non ha fatto altro che evidenziare ed amplificare alcuni problemi che al momento appaiono senza soluzione di continuità. Sono d’accordo che la partita contro la capolista è stata in salita, ma teniamo presente che siamo stati noi a regalarle il vantaggio, ed incapaci poi di contrastare l’avversario. Resta comunque inaccettabile ed imperdonabile affermare che la partita era segnata. Tutto ciò significa che psicologicamente l’incontro non è stato preparato nella maniera adeguata, inoltre quella capacità di reazione che la squadra aveva mostrato in più di una occasione ha latitato, la rassegnazione che l’esito finale della gara sarebbe stato negativo è stata troppo evidente. Il problema più grave, tra l’altro palesato più volte anche durante la partita di sabato scorso, è rappresentato dalla mancanza di feeling tra molti giocatori ed il mister, le asserzioni di qualcuno, “dimostreremo che non abbiamo più bisogno di lui”, riferendosi all’allenatore e le celate repliche del mister  “vediamo cosa sono capaci di fare senza di me” non fanno altro che incrinare i rapporti e compromettere i risultati della squadra. In una società che annovera circa 35 tesserati, non essere riusciti a convocare 18 giocatori, per un match interno, significa che qualche problema effettivamente c’è. Auspico vivamente che tali questioni vadano a risolversi quanto prima perché le aspettative della società e dei dirigenti che sacrificano tempo  e denaro, non possono essere disattese per futili motivi.

La prima giornata di ritorno ha consacrato il Gangi come vera inseguitrice della coppia di testa, Lo Giudice e compagni sono alla quarta vittoria di fila e sotto sotto sperano di poter fermare anche la capolista nell’incontro interno del 9 marzo prossimo. La Nuccio ha perso la grande occasione di scavalcare il Collesano ed essere tra le prime cinque, mentre un accenno di crisi è da registrare nell’undici del presidente Cirrito che sulle alte Madonie ha lasciato i tre punti a Geraci, a Petralia, a Gangi ed a Bompietro.

Domenica il Petralia renderà visita al Geraci di Puccio, l’incontro è delicatissimo, per entrambe le formazioni. Il Petralia proviene da due sconfitte interne, mentre il Geraci ha incamerato un solo punto nelle ultime tre partite. Il fattore campo e le diverse motivazioni potrebbero risultare determinanti. Anche se il proverbio non è dalla nostra parte, e la formazione è alquanto rimaneggiata dopo le squalifiche adottate dal giudice sportivo, Lombardo e compagni dovrebbero avere quanto meno l’orgoglio di provarci a fermare i padroni di casa, perché non si può buttare, come si suol dire, alle ortiche quanto di positivo si è visto fin’ora.  Il Geraci,  dal canto suo, dopo la bella rimonta (dieci risultati utili consecutivi prima della sconfitta contro l’Alimena), si trova ad un solo punto dal quinto posto ed è intenzionato ad acciuffare questo anno quei play-off che gli sono sfuggiti l’anno scorso all’ultimo momento.

Le statistiche dicono che con la squadra delle Terme il bilancio pende leggermente dalla nostra parte, tre incontri disputati, due vinti dal Petralia e uno dal Geraci, 6 reti segnante dai giallorossi e 5 subite. All’andata, a Fasanò,  finì 1 a 0 con rete di Marcello Ruisi, mentre l’anno scorso a Geraci, i padroni di casa si imposero per 3 a 2 (le reti del Petralia di Gesualdo Farinella e Lillo Raimondi).

La prima settimana di marzo sarà molto impegnativa per i nostri colori non solo per gli impegni di campionato, contro Geraci ed Aurora Rossa,  ma perché mercoledì 5 marzo affronteremo il Villa (a Villarosa) per gli ottavi di Coppa. La squadra ennese non sta attraversando certo un momento molto positivo, in campionato occupa la quartultima posizione e domenica scorsa a Villarosa è riuscita a fermare sul 2 a 2 la capolista Riesi. Attualmente si trova staccata di ben 19 punti dalla capolista Bompensiere, e non può pensare neanche ai play-off. La coppa è diventata una vera e propria scialuppa di salvataggio per cui siamo sicuri che punterà tutto sul doppio confronto di questi ottavi di finale. Il ruolino di marcia casalingo, in campionato, è di tutto rispetto, il Villa ha ottenuto 4 vittorie, un pareggio e due sconfitte, ha segnato 19 reti e ne ha subito 12. Fuori dalle mura amiche è molto più vulnerabile, infatti non ha mai vinto fuori casa, ha pareggiato due volte ed ha perso 5 incontri, ha segnato solo 4 reti e ne ha subito 12. Nell’edizione di Coppa dello scorso anno fu eliminata dalla Nuccio Fasanò, per cui il mister Lombardo non parte completamente spiazzato.

Forza ragazzi, è nei momenti di maggiore difficoltà che i migliori si mettono in evidenza.  

 
 
  Calma e tranquillità sono le virtù dei forti

 

 

Il pareggio di campionato della seconda di ritorno, ottenuto in trasferta contro il Geraci (1 a 1) ed il pari di Coppa ottenuto a Villarosa contro il Villa (2 a 2) spazzano via quelle nubi che si erano addensate nel cielo dell’ASC.D. Petralia Sottana 1950 dopo le sconfitte interne rimediate contro Caltavuturo ed Alimena. La squadra adesso appare più distesa e più serena, anche perché le prove offerte ed i risultati conseguiti sono da considerare positivi. Il Geraci è in corsa per un posto play-off ed in casa ha un ruolino di marcia di tutto rispetto, il Villa, pur essendo una squadra dall’età media molto bassa, veniva dalla prima vittoria esterna in campionato (a Villalba) ed in casa ha lasciato punti solo alle prime della classe. Motivo per cui i due pareggi non fanno altro che impreziosire le prestazioni dei giallorossi che adesso credono in una pronta  ripresa per quanto riguarda il campionato e nel superamento degli ottavi di finale del Trofeo delle Province.

La seconda di campionato oltre a far registrare le vittorie di Alimena e Cerda, conferma il Gangi come terza forza del girone, rilancia le ambizioni della Pro-Loco Collesano e propone la Nuccio, dopo il sesto risultato utile consecutivo, al quinto posto in classifica. Nella zona di centro classifica invece il Bompietro, dopo la terza vittoria consecutiva, minaccia ora l’ottavo posto del Petralia.

Le decisioni del giudice sportivo che hanno fatto seguito alla partita contro l’Alimena hanno portato agli onori della cronaca la nostra squadra, si, ma in senso negativo. Le deliberazioni attuate dopo l’invio di un referto di gara falso e tendenzioso da parte di un arbitro seccato e contrariato hanno leso inevitabilmente l’immagine di una società che ha fatto della lealtà, della sportività e della correttezza il proprio cavallo di battaglia. Auspico vivamente che  tutto il contesto che la società sta affrontando non si ritorca contro l’undici del presidente Farinella, perché non si può subire oltre al danno anche la beffa. Voglio credere tuttavia nella buona fede dei direttori di gara e che le cinque ammonizioni e l’espulsione rimediata contro l’Alimena e le cinque ammonizioni rimediate contro il Geraci non siano frutto di una indecorosa macchinazione a nostro danno.

Domenica, per quanto riguarda il campionato, ci attende una trasferta molto delicata, a Campofelice di Roccella contro l’Aurora Rossa di Ruccione che purtroppo per noi non fa punti dal 27 gennaio scorso. In casa fin’ora si sono ben comportati, hanno ottenuto tre vittorie, una a tavolino contro la capolista, e le altre due contro Lascari e Valledolmo, sono riusciti a fermare inoltre Cerda e Gangi.

L’attacco è tra i meno prolifici del girone, mentre la difesa evidenzia qualche problema.

Le statistiche dicono che con le squadre di Campofelice il bilancio pende dalla nostra parte, su 7 incontri disputati ne abbiamo vinti 4, pareggiato 1 e persi 2, abbiamo messo a segno 8 reti e ne abbiamo subito 7. Nel campionato 1984-85 (II categoria) contro l’A. Rossa, a Campofelice, vincemmo 1 a 0 con rete di Rio, nel campionato 1986-87 (II categoria) vincemmo ancora 1 a 0 con rete di D’Alberti ed infine nella stagione 1993-94 (l’ultima in II categoria) contro il Campofelice, in casa loro, perdemmo per 3 a 0.

 

 
 
  Attenti al …Gangi e … al Villa
Il Petralia conferma i due risultati positivi di Geraci e Villarosa e, con la splendida vittoria ottenuta contro l’Aurora Rossa, dà continuità al proprio cammino in campionato. Nonostante le assenze, dovute sia a squalifica che all’indisposizione di alcuni titolari, i giallorossi riescono a far propria l’intera posta contro la squadra di Ruccione, sfoderando una buona prestazione, attenta e soprattutto giocando con la dovuta concentrazione. L’assetto tattico disegnato dal mister, che era già stato utilizzato nelle partite precedenti vista l’indisponibilità di Filì, si sta dimostrando molto produttivo. In grande evidenza Enzo Scelfo che ritorna al gol dopo qualche settimana di digiuno. Sua la doppietta con cui il Petralia ha liquidato la squadra di Campofelice. I ragazzi di mister Lombardo sembra che abbiano superato il momento psicologico negativo fatto registrare a cavallo tra la fine del girone di andata e l’inizio del girone di ritorno. Purtroppo, i punti persi con alcune formazioni che apparivano alla nostra portata risultano ad oggi determinanti per la posizione di classifica che avrebbe potuto essere diversa. In ogni caso gli ultimi stop fatti registrare da Collesano e Gratterese lasciano spiragli anche alle altre formazioni che inseguono. La terza di ritorno fa registrare il cambio della guardia in vetta alla classifica del girone C, il Cerda che non ha avuto neanche la necessità di giocare (il Valledolmo si è presentato al comunale di Cerda domenica e non sabato) per agguantare i tre punti e la leader ship, ringrazia comunque il Gangi che ha ridimensionato le ambizioni di primato dell’Alimena. Proprio la Polisportiva Gangi appare in questo momento la squadra più in forma e calendario alla mano crede nella possibilità di recuperare altri punti alle due battistrada. Indubbiamente assisteremo a dei play-off di notevole interesse, perché le formazioni che meriterebbero di fare il salto di categoria sono sicuramente più di due. Il Geraci, dopo il cambio dell’allenatore (Alfonso è stato esonerato dopo il pareggio con il Petralia), ha vinto lo scontro diretto con la Gratterese e si è rimesso a correre dopo i risultati deludenti delle ultime settimane, c’è da verificare infine lo stato di forma della Nuccio che adesso comincia a cullare sogni di gloria. Domenica prossima, purtroppo, toccherà al Petralia, cercare di intralciare il cammino del Gangi. La gara che si disputerà al comunale di Fasanò è molto importante per ambedue le squadre, i gangitani vogliono punti per attaccare la seconda piazza dell’Alimena, i petraliesi vogliono allungare la striscia positiva e coltivano la speranza di potersi reinserire nella lotta play-off. Le statistiche non sono dalla nostra, in passato non si sono registrati precedenti tra le due formazioni, possiamo riportare solo il risultato dell’andata, che ha visto prevalere il Gangi al Francesco Raimondi per 3 a 0. Da allora la nostra formazione ha acquisito però altri giocatori, e soprattutto ha una mentalità diversa, è consapevole dei propri mezzi, è più determinata ed è cosciente che un risultato positivo stimolerebbe ulteriormente tutti i componenti della squadra a non lasciare nulla di intentato. Mercoledì 19 intanto si giocherà a Fasanò il ritorno degli ottavi di finale del Trofeo delle Province, dopo il risultato positivo conquistato a Villarosa, bisognerà mantenere alta la concentrazione e non pensare che la qualificazione è stata già messa in cassaforte. Attenti a farsi sorprendere da una squadra che non ha nulla da perdere. Domenica scorsa, tra le mura amiche ha battuto la Buterense per 4 a 0 per cui arriva abbastanza caricata, è chiaro che deve fare la partita, attaccare per fare gol, e potrebbe bastargliene anche uno solo. Ci qualifichiamo se vinciamo ovviamente, o se pareggiamo per 0 a 0 o 1 a 1, la sconfitta con qualsiasi risultato ed il pareggio a partite dal 3 a 3 ci condannerebbe. Forza ragazzi allora, in questi quattro giorni bisogna cominciare a confezionare un bel uovo di Pasqua possibilmente con due belle sorprese all’interno.
 
 
  La dèbacle giallorosa

Proprio di questo si tratta; quanto si è concretizzato tra domenica e mercoledì, era sicuramente inaspettato nell’imminente, ma tutto sommato, diciamolo francamente, era nell’aria già da tempo e tutti gli addetti erano consapevoli che si sarebbe arrivati, comunque, a questo epilogo. Anche se tutto il contesto mi rammarica come tifoso, sono costretto ad esprimere le mie idee con la solita obiettività che mi contraddistingue. Adesso non possiamo più parlare neanche di bicchiere mezzo vuoto, perché le ultime due prestazioni dei giallorossi non lasciano spazio a nessuna attenuante. Non ci si può appellare di certo alla sfortuna perché con quella di mercoledì scorso, tra campionato e coppa siamo alla quarta sconfitta interna consecutiva, in special modo le ultime due prestazioni sono state troppo fitte di zone d’ombra per non preoccupare. Che la nostra squadra non sia in grado di grandi prodezze lo sappiamo, perché non ha mai onorato un grande appuntamento, troppe idee non vengono concretizzate, e l’undici di mister Lombardo si trova sempre a difendere più di quanto attacca.

La prestazione contro il Gangi ha evidenziato esattamente gli stessi problemi avuti contro l’Alimena, solo che adesso essi sembrano più amplificati, la partita contro il Villarosa, poi, non ha fatto altro che far risaltare ancora di più l’insofferenza di tutti e la poco tranquillità dei giocatori quando essi scendono in campo. Dove vanno ricercate le cause di tutto ciò?

Abbiamo assistito a gare prive di smalto perchè è innegabile che fra campo e panchina non tutto sembra idilliaco, ne abbiamo parlato spesso, ma ora l’intolleranza non è più troppo latente, lo scollamento  è diventato molto evidente, e prima che succeda l’irreparabile è giusto che si adottino i provvedimenti del caso.

E’ palese che l’allenatore non ha fiducia nella squadra e viceversa, tutte le ammonizioni che si registrano partita dopo partita, sono segno di  una mancanza di tranquillità, dopo gli errori, parecchi e anche plateali, commessi dal mister, non solo in campo, che hanno portato a risultati negativi, il nervosismo è diventato in alcuni casi incontrollabile, anche l’estremo difensore Amoroso, che continua probabilmente a pagare per colpe non proprie, ha perduto la sua sicurezza e la stima dei propri compagni. Si era detto che queste ultime due partite rappresentavano l’ultimo banco di prova, ebbene abbiamo visto cosa è successo, per cui non c’è più ombra di dubbio, purtroppo il mister, o si deve, o deve essere messo da parte, non ci possono essere alternative. Solo così i ragazzi possono riacquistare la voglia e la tranquillità che si è persa durante le ultime giornate.

Purtroppo si sa nel mondo del pallone l’allenatore è quello che paga per primo e al posto di tutti, nel nostro caso, tuttavia, questa soluzione appare come l’unica in grado di ricompattare il gruppo e far ripartire la macchina che si è ingolfata. Prima si arriva a questa decisione e prima si riparte, il permanere di questo stato di cose può danneggiare irrimediabilmente lo spogliatoio e può indurre qualcuno all’interno e al di fuori del campo a lasciare, cosa che sarebbe imperdonabile in una società che ha bisogno di tutto e di tutti. Dopo l’umiliazione subita in coppa, viene a mancare l’assillo di giocare su due fronti, ci sono dieci giorni per meditare e soprattutto per cercare una degna reazione alla ripresa del campionato allorchè  si ricomincerà con la delicatissima trasferta di  Bompietro. Sono certo che i ragazzi dispongono dei mezzi idonei e vogliono voltare pagina,  intanto facciamoci una serena Pasqua con l’uovo che purtroppo non contiene quella sorpresa che  avevamo auspicato.

 
 
  E’ davvero un brutto momento!

L’auspicio di tutti è quello che la sosta pasquale abbia portato consiglio all’undici giallorosso che da sabato prossimo si rituffa in un campionato che potrebbe regalare ancora soddisfazioni così come potrebbe, ahimè, proporre altre delusioni. Spero vivamente comunque che la rassegnazione verso i risultati negativi non subentri nei ragazzi petraliesi, al contrario mi auguro che invece venga fuori tutto il  loro orgoglio e, al di là di tutte le polemiche che coinvolgono la squadra e il mister, indipendentemente da quella che sarà la svolta finale, dimostrino coscienziosamente di lottare in queste nove partite in modo da far ergere il nostro campanile al di sopra di tutti gli altri.

Sulla situazione introspettiva della squadra e del mister abbiamo già disquisito la settimana scorsa, che mister Lombardo si sia dimostrato un cattivo ragioniere è chiaro perché i conti non tornano, probabilmente però anche qualcuno dei nostri giocatori dovrebbe essere obbligato a frequentare dei corsi di recupero in itinere. Il fatto che la squadra abbia abbandonata  la preparazione fisica è un segno premonitore di contrarietà che sicuramente porterà l’undici giallorosso ad imboccare un tunnel da dove potrebbe essere difficile uscire.   

I recuperi disputati durante la sosta sono serviti a dare chiare indicazioni sia per quanto riguarda la zona play-off, sia per quanto riguarda il centro e la bassa classifica. La Pro-Loco Collesano  continua a non gradire l’aria d’alta quota (ha perso 4 a 0 a Fasanò) e l’inarrestabile  Nuccio di mister La Placa, giunta all’ottavo risultato utile consecutivo, non solo consolida il quarto posto, ma adesso crede fermamente  nella possibilità di arrivare nelle prime cinque posizioni. Il Lascari che è passato a Montemaggiore (2 a 1) incalza il centro classifica mentre il Caltavuturo dopo i tre punti ottenuti contro il Petralia non riesce più a conquistare un risultato positivo, con la sconfitta di  Campofelice (2 a 0) ne ha collezionato già quattro di fila.  La quarta di ritorno intanto che ha permesso all’Alimena di riagganciare il Cerda in vetta alla classifica ha fatto risvegliare la Gratterese e ha fatto assopire invece il Geraci, morale della favola, il quinto posto adesso è conteso da tre squadre con il Collesano che sembra stare peggio di tutte le altre, non fa punti fuori casa da quattro trasferte consecutive e domenica è atteso in quel di Gratteri per una partita che può significare o il rilancio o la rinuncia ai sogni di gloria.

La prossima di campionato è ancora favorevole al Gangi, che dopo la vittoria contro il Petralia, appare seriamente candidato a poter agganciare il treno delle prime, i quattro punti di distanza dalla vetta, la trasferta dell’Alimena a Cerda della settima e lo scontro diretto casalingo contro il Cerda della decima di ritorno, hanno indotto i ragazzi di mister Farinella a credere addirittura nella conquista della prima posizione.

Il Petralia intanto, sabato prossimo, sperando nell’indisponibilità del sig. Bisconti, è atteso da un impegno quasi proibitivo in quel di Bompietro. Non tanto perché la nostra squadra ha un organico inferiore a quello bompietrino, ma perché purtroppo la condizione psicologica della squadra del presidente Farinella non è attualmente delle migliori, il nostro morale è sotto i tacchi, mentre l’undici di mister Vaccarella vuole sfruttare l’occasione per effettuare il sorpasso.

L’ambiente petraliese non dimostra di avere più quella capacità di reazione che in questo caso sarebbe stata indispensabile per proseguire il campionato, ma sicuramente non allenarsi ed evitare i rapporti con il  mister non è un comportamento di gente seria che vuole lasciarsi alle spalle una brutta pagina che comunque verrà trascritta ugualmente negli annali del calcio petraliese.

I precedenti sono leggermente a favore del Bompietro, complessivamente si sono registrati fin’ora una vittoria per la squadra del presidente Di Gangi e due pareggi. Abbiamo segnato sei reti e ne abbiamo subito sette. L’anno scorso a Bompietro finì 3 a 3 dopo che il Petralia era passato addirittura in vantaggio per tre a uno. In quella occasione un infelice arbitraggio non ci consentì di portare a casa i tre punti. Per dovere di cronaca ricordiamo che le nostre reti furono realizzate  da Bencivinni (due) e Scelfo.

 
 
 

La svolta

 Mister Lombardo ha lasciato dunque la guida dell’ASC.D. Petralia Sottana 1950. Forse un po’ in ritardo visto che i rapporti con la squadra si erano alterati già da tempo. Probabilmente, se la decisione fosse stata presa a tempo opportuno, si sarebbe potuto evitare anche qualche risultato negativo in campionato e la prematura e cocente eliminazione di Coppa. Che il modo di relazionarsi e di proporsi con i giocatori fosse stato poco consono lo si era capito fin dall’inizio del campionato, però tutti pensavano che i nostri atleti erano stati poco disponibili a recepire le nuove direttive. Non è stato così purtroppo, i buoni propositi di Lombardo non sono attecchiti nell’undici giallorosso, che con l’andare del tempo è arrivato addirittura alla rottura totale. Con ciò non voglio necessariamente scaricare tutte le colpe sull’allenatore, che anzi va ringraziato per quanto ha fatto, o meglio ha tentato di fare, ma certamente anche lui, più degli altri forse,  ha delle pesanti colpe sull’anonimo campionato che il Petralia ha fin qui disputato. Premesso che non è mio intendimento fare il processo a nessuno, l’epilogo del rapporto del mister con la società ha lasciato più di qualcuno perplesso. Non si può comunicare ai giocatori prima della partita (trasferta di Bompietro) l’intenzione di lasciare la panchina, indipendentemente dal risultato finale del match, e poi schierarsi in campo. Che cosa ha voluto dimostrare? Se l’obiettivo era quello di farsi ricordare come l’artefice di una bella vittoria nell’ultima sua prestazione, purtroppo non ci è riuscito, verosimilmente  credo che abbia voluto invece affondare di più il coltello nella piaga, visto che in quel di Bompietro, il Petralia, oltre a non disporre dello squalificato Filì e annoverare i forfait, per misteriosi motivi, di Federico, Occorso e Amoroso, era anche psicologicamente assente.

La partita di domenica scorsa, che era già segnata prima che fosse disputata, ci ha offerto comunque un’unica nota positiva, il debutto, come estremo difensore, di Manolo Sammito. I cinque gol che gli sono stati segnati non devono e non possono, visto l’evoluzione della gara, influire negativamente sulla prestazione di un atleta che deve ancora prendere confidenza con la porta e con il campo, adattarsi al calcio a 11 e conoscere i propri compagni di squadra.

Adesso sarà il campo, già da domenica prossima, a dirci  se i ragazzi petraliesi, sono in grado di conseguire risultati positivi e dimostrare che la ragione sta dalla loro parte. A guidare la squadra è stato chiamato Pino Bencivinni, terzo allenatore dell’era Farinella e bandiera del C.S. Madonie degli anni ‘70 e ‘80  e del Petralia in seguito. A lui auguro un buon lavoro, e sono sicuro che riuscirà prima di tutto a infondere la necessaria tranquillità alla squadra e poi a far dare il massimo ad un gruppo, che tutto sommato conosce, e che a questo punto ha voglia sicuramente di riscatto e di rivincita.

La Va di ritorno ha visto il ritorno dell’Alimena al comando solitario della classifica dopo la vittoria di Lascari, il Cerda infatti  sarà  costretto ad inseguire perché sabato scorso ha dovuto rinviare la sua gara a causa del nubifragio che si è abbattuto sul proprio rettangolo di gioco sabato mattina. Si confermano Geraci, Nuccio e Gratterese che con il 2 a 0 sul Collesano estromette forse definitivamente la squadra di Cirrito dalla lotta play-off. Il risultato più clamoroso arriva comunque da Gangi dove l’Aurora Rossa di Ruccione è riuscita a fermare sullo 0 a 0 Lo Giudice e compagni facendogli abbandonare probabilmente le pretese da primo posto.

Domenica il Petralia ospita il Lascari in un incontro che vale l’ottava posizione, visto l’impegno non semplice del Bompietro a Campofelice. I giallorossi devono fare a meno di Filì e Bracco squalificati, ma anche gli ospiti avranno fuori Tempra e Schittino per gli stessi motivi. Il Lascari fuori casa ha vinto solo a Valledolmo e a Montemaggiore, mentre ha conquistato tra le mura amiche gli altri 14 punti. In trasferta ha segnato 7 reti e ne ha subito 11.

I precedenti non sono a nostro favore, infatti le due squadre si sono affrontate complessivamente 5 volte, si registra una sola vittoria del Petralia, due i pareggi e due le sconfitte, abbiamo segnato 6 reti e ne abbiamo subito 5. L’anno scorso nell’ultima di campionato perdemmo a Fasanò per 1 a 0, consentendo agli ospiti di accedere ai play-off, mentre nel campionato 1993-94 a Petralia vincemmo per 5 a 1 con tre reti di Nino Tedesco, una di Giuseppe Minneci ed una di Gianfranco Di Gangi.

In bocca al lupo ragazzi, è il momento di reagire e soprattutto di ricominciare a divertirsi.    

 
 
  Buona la prima
Sebbene l’abbia preso in prestito da una nota trasmissione televisiva, mi è sembrato questo l’unico titolo appropriato e in grado di fotografare l’attuale situazione dell’undici giallorosso dopo le ultime vicissitudini e l’ultima giornata di campionato.
Esordisce con una bella vittoria, dunque, Pino Bencivinni che dopo la sconfitta di Bompietro ha avuto, dalla società, il difficile compito di condurre l’ASC.D. Petralia Sottana 1950 a concludere dignitosamente il proprio campionato. Certo è difficile, al momento, attribuirgli meriti particolari, però il fatto stesso che, sia durante gli allenamenti, che durante la partita, abbia guidato passo passo la squadra, dopo le ultima due sconfitte, verso l’acquisizione di un risultato positivo, è stato molto importante. Il gruppo che stava correndo seriamente il rischio di sgretolarsi pare si sia ricompattato, anche qualche atleta che prima si stava eclissando è rientrato nei ranghi, oltre tutto si è rivista in campo la grinta e la volontà di imporsi sull’avversario. I tre punti conquistati contro il Lascari non sono stati importanti solo perché ci hanno consentito di riagguantare l’ottava posizione in classifica, ma perché la vittoria era d’obbligo, i ragazzi, tutto sommato, volevano e dovevano dimostrare qualcosa e lo dovevano fare non solo per il nuovo mister, ma soprattutto per se stessi. Non sono d’accordo comunque quando si parla di ennesima ripartenza perché si sa che in un lungo campionato il periodo negativo ci può stare ed alcune partite possono anche essere perse con le squadre più forti. Tutto sommato, provenivamo si dalla cocente delusione di coppa, avevamo perso con il Gangi che è sempre terzo in classifica, ma avevamo ottenuto un buon pareggio a Geraci ed una vittoria a Campofelice. La sconfitta di Bompietro, come ho avuto modo di dire, era predestinata a causa della situazione che era venuta a crearsi. Per cui parlerei piuttosto di mancanza di continuità, e di atteggiamenti particolari dei singoli che non hanno permesso alla squadra di fornire prestazioni positive ed ottenere risultati concreti. A proposito dell’incontro con il Lascari, va sottolineata l’estrema correttezza ed il clima disteso con cui le due squadre hanno affrontato la gara. Nonostante le due compagini stanno disputando un campionato ormai anonimo, la vittoria è stata cercata da entrambe le formazioni ma sempre con comportamenti regolari e con molto fair-play.
La sesta giornata di campionato intanto ha visto lo stop della Nuccio ad Alimena, il Gangi costretto a dividersi la posta con il Geraci, mentre il Cerda si è “allenato” contro il Caltavuturo preparandosi al meglio al big match di mercoledì prossimo che assegnerà, in caso di vittoria di una delle due contendenti, il primo posto in classifica. Per quanto riguarda il quinto posto, il Collesano ha umiliato il fanalino di coda Valledolmo, e si rifà sotto, visto che sia il Geraci che la Gratterese non hanno ottenuto i tre punti. Mercoledì 16, quando si disputerà la VII di ritorno, si decideranno probabilmente le sorti del campionato sia per quanto riguarda la testa della classifica sia per quanto riguarda i play-off. Come già detto solo un pareggio tra Cerda ed Alimena potrebbe tenere aperta la lotta per il primato, mentre una sconfitta della Nuccio nel derby potrebbe riaprire anche la lotta per il quarto posto. Del resto mentre la Gratterese dovrebbe avere un facile impegno a Caltavuturo, il Geraci dovrà rendere visita al Collesano. Calendario alla mano, gli ultimi due posti dei play-off teoricamente possono essere ancora conquistati da sei squadre.
Mercoledì prossimo, dunque, andrà in scena l’ottavo derby ufficiale tra Nuccio e Petralia, l’undici di mister La Placa si è fermato al nono risultato utile consecutivo ( 7 vittorie e 2 pareggi), ma vanta la terza miglior difesa del campionato. Nonostante la sconfitta i ragazzi di Fasanò stanno attraversando un ottimo momento e stavolta non solo vogliono dimostrare che lo stop di Alimena rappresenta un incidente di percorso, ma vogliono assaporare la prima vittoria nel derby. Il Petralia ci metterà invece l’orgoglio ed il solito impegno che in questo derby non è mai mancato.
Ho tutti i motivi per credere che sarà una bella e sana giornata all’insegna dello sport, anche se i ragazzi sia dell’una che dell’altra parte vorranno issare i propri colori sulla parte più alta del proprio campanile. I precedenti sono nettamente a favore del Petralia, sui 7 incontri disputati la Nuccio non ha mai vinto e solo due gare sono finite in parità. Il Petralia ha segnato 12 reti e la Nuccio 5. L’ultima vittoria esterna del Petralia contro la Nuccio risale alla stagione 1990-91 (quella della promozione in I categoria), in quella occasione finì 1 a 0 con rete di Zafonti.
 
 
  Il Petralia fa suo anche l’ottavo derby

La settima di ritorno ha dato delle indicazioni  molto importanti sia per quanto riguarda la testa della classifica sia per quanto riguarda la zona play-off. La sconfitta di Cerda, non pregiudica la lotta per il primo posto dell’Alimena, in quanto, anche se teoricamente potrebbe avere tre punti in meno in classifica (si deve recuperare Cerda-Belsitana),  ha da qui alla fine di maggio un calendario molto più favorevole rispetto a quello della squadra di Lazzara, infatti giocherà quattro volte in casa e solo due in trasferta, mentre il Cerda tra le tre trasferte che l’attendono avrà da far visita al Gangi che sono certo non farà sconti a nessuno e che punta decisamente a conquistare il terzo posto.

Per quanto riguarda la zona play-off invece l’inattesa vittoria del Petralia nel derby con la Nuccio ha riaperto la lotta anche al quarto posto. Nonostante i propositi della vigilia i cugini di Fasanò si vedono costretti a rinviare ulteriormente l’appuntamento con la prima vittoria contro il Petralia ed incamerano invece la seconda sconfitta consecutiva in questa parte di campionato molto importante. Una partita, quella di mercoledì scorso, che è stato possibile disputare grazie soprattutto alle “seconde linee” che le due società hanno schierato in campo.

Infatti ambedue gli schieramenti erano molto incompleti, a causa degli impegni di studio e di lavoro dei ragazzi, per la cronaca dirò solo che la Nuccio aveva in distinta  12 giocatori ed il Petralia 14.

Il derby, tutto sommato, è stato abbastanza corretto, ma molto sentito dalle due compagini che hanno messo da parte le loro aspettative di classifica ed hanno tentato in ogni modo di superarsi.

Le occasioni migliori nella prima frazione sono state del Petralia che con Tedesco ha avuto anche la possibilità di passare, ma per la dura legge del calcio è stato invece la Nuccio a portarsi in vantaggio. La reazione dell’undici di Pino Bencivinni non si è fatta attendere però, e poco prima del riposo i giallorossi hanno ristabilito la parità con il solito Profita. La svolta della partita si avuta probabilmente durante l’intervallo, quando Mister La Placa decideva di entrare in campo sostituendo uno dei suoi uomini, ed esaurendo così la possibilità di sostituzioni visto che era l’unico giocatore in panchina. Il Petralia trovava il vantaggio nel primo quarto d’ora del secondo tempo con una magistrale trasformazione di un calcio piazzato di Roberto Bracco, e più volte in seguito veniva fermato dall’arbitro da sospette posizioni di fuori gioco. Dal canto suo la Nuccio pregiudicava l’esito della gara proprio quando La Placa si faceva espellere per un brutto intervento su Callari e successivamente per l’infortunio occorso a Vittorio Li Puma che pur menomato fisicamente era costretto a rimanere in campo e non potendo più dare una mano alla causa della Nuccio.

La vittoria di Caltavuturo,  proietta così la Gratterese al quarto posto che adesso occupa assieme alla Nuccio e la vittoria interna contro il Geraci permette al Collesano di riagganciare il treno non solo per la quinta, ma anche per la quarta posizione. Delle inseguitrici, sia la Nuccio che il Geraci hanno un calendario poco favorevole rispetto a Collesano e Gratterese, oltretutto devono ancora incontrarsi tra loro nella penultima di ritorno. Pure la Gratterese comunque non può dormire sogni tranquilli, perché le trasferte ad Alimena e Bompietro e l’impegno casalingo contro il Gangi non glielo permettono. Il Collesano dovrà giocare inoltre ad Alimena e, nell’ultima di campionato, contro il Gangi. Sarà una durissima battaglia per tutte le contendenti acciuffare la quarta e la quinta posizione, e chissà che non ci sia qualche altra bella sorpresa.

Appena il tempo di gioire per la vittoria nel derby e domenica il Petralia giocherà ancora sul proprio campo (quello di SS.  Trinità) contro il Cerda capolista. Gli uomini di Lazzara sono in serie positiva da sei turni, mentre gli uomini di Bencivinni sono galvanizzati dalle due vittorie consecutive ottenute nel nuovo corso. Non è semplice perforare la difesa cerdese, che è la meno battuta del girone, ma a volte anche Davide può battere Golia ( il 17 febbraio scorso la Nuccio sempre sullo stesso campo riuscì a battere il Cerda per 1 – 0).

I precedenti non ci lasciano scampo, sugli 11 incontri disputati abbiamo vinto solo due volte, abbiamo pareggiato in due occasioni e abbiamo perso i restanti 7 incontri. Siamo andati in rete per 12 volte e abbiamo subito invece 22 gol. L’ultima vittoria casalinga del Petralia contro il Cerda si registrò il 2 febbraio 1986, in un campionato di seconda categoria, finì 3 a 0 e le reti furono segnate da Tedesco, D’Alberti e Cerami.

 
 
  Grande cuore giallorosso

Non capita spesso di elogiare una squadra che perde, ma in questo caso è più che doveroso. L’undici di Pino Bencivinni, nonostante la sconfitta di misura rimediata, in casa, contro la capolista Cerda deve essere lodato,senza ombra di dubbio, per la prestazione offerta domenica scorsa. Per dovere di cronaca va premesso che ancora una volta il Petralia non ha potuto schierare la migliore formazione, infatti non erano presenti Amoroso (infortunato), Callari (squalificato), Filì e Scelfo (indisponibili). A questi devono essere aggiunti necessariamente Li Sacchi e Di Maria (in gita scolastica) che spesso hanno giocato da titolari.  E’ necessario dire che le assenze non sono state citate certo a giustificazione della sconfitta, perché coloro che sono scesi in campo si sono comportati molto bene, e con grande cuore hanno messo veramente paura alla capolista, ma perché chi legge possa rendersi conto che i giallorossi erano veramente contati, tanto che nel secondo tempo è stato impossibile sostituire Profita che non era più in buone condizioni fisiche. Certo è stato il Cerda a fare la partita, specie nella prima frazione, nonostante ciò, oltre ai pali, solo quell’ottima incornata di Bartolotta che nel secondo tempo ha permesso a capitan Macina e compagni di ottenere i tre punti. Il Petralia di più non poteva fare, con quegli uomini, tra i migliori, per i padroni di casa, oltre al combattente Roberto Bracco, da citare Antonio Occorso, in ottima forma finalmente, che da solo non è riuscito però nell’intento di far gol. Tutto sommato una sconfitta preventivata, ma quel che più conta ottenuta giocando, lottando e con onore e che lascia ben sperare per questo finale di torneo. L’obiettivo finale adesso è quello di incamerare quanto meno gli stessi punti dell’andata, anche se qualcuno ancora prova ad essere ottimista  consolandosi con speranze matematiche.

Intanto il campionato si è portato a – 5 dalla sua conclusione, del gruppo che inseguono i play-off, solo Gratterese e Nuccio sono state costrette a segnare il passo. La Gratterese è dovuta arrendersi all’Alimena che frattanto affianca ancora il Cerda in vetta alla classifica, e la Nuccio, ancora in formazione rimaneggiata, non è riuscita a far punti con l’A. Rossa, e si che dopo l’amaro di mercoledì l’intenzione era quella di degustare il dolce a Campofelice. Il Collesano passando a Montemaggiore riacciuffa il quarto posto in solitaria, mentre per la quinta piazza la lotta si fa serrata con il Geraci che, in base al calendario, sembra crederci più di tutte le altre. La terza sconfitta consecutiva e l’impegno proibitivo di domenica prossima contro il Gangi molto probabilmente estromette definitivamente l’undici di mister La Placa dalla lotta play-off, mentre il Gangi spera nel Collesano per poter puntare ancora al secondo posto. E’chiaro che ancora ognuno coltiva i propri sogni di gloria, guai se così non fosse.

Domenica prossima il Petralia è atteso a Gratteri da una formazione che chiede disco verde per poter continuare a lottare per i play-off e non sarà semplice visto che vogliono sfruttare a pieno questo turno interno. L’avversario non è irresistibile, ma le motivazioni spesso condizionano i risultati finali delle partite in base agli obiettivi che si devono raggiungere. In difesa sono messi benino, (31 reti subite), ed  in attacco invece tutto dipenderà dallo stato di grazia dei suoi attaccanti. La gara tra le mura amiche arriva, per loro, dopo tre turni esterni consecutivi, dove hanno raccolto però quattro punti, prima di queste hanno fermato, tra le mura amiche, il Collesano.

Il Petralia si presenta, dal canto suo, ancora con una formazione alquanto incompleta, però con una grande voglia di acciuffare, in campionato, la  135 vittoria della sua storia, di segnare la sua 500a  rete e di confermare comunque quanto di buono ha fatto vedere fin’ora.

Per quanto riguarda i precedenti, possiamo solo citare i due incontri disputati lo scorso anno, e la partita di andata di questo campionato. Petralia e Gratteri si sono affrontate 3 volte, 2 le vittorie del Petralia ed 1 quella della Gratterese, 4 reti segnate dai giallorosi e 3 subite. L’anno scorso a Gratteri perdemmo per 3 a 1, e la nostra rete fu messa a segno da Giuseppe Filì.

 
 
 

Verso l’epilogo

Dopo il Cerda, il Petralia mette paura pure alla Gratterese e questa volta a domicilio. Per quanto si è visto domenica a Gratteri capitan Farinella e compagni hanno veramente parecchio da rammaricarsi. E’ difficile accettare di perdere con il minimo scarto, quando si è penalizzati da un direttore di gara che si fa prima ampiamente condizionare ed poi intimorire dai giocatori locali che oltre a fargli pesare, per buona parte della ripresa, senza alcun motivo, la segnatura della squadra ospite, riescono a non fargli prendere, sul 2 a 1, la decisione plateale di assegnare un calcio di rigore agli ospiti per un vistoso fallo su Profita. Comportamenti del genere a favore delle squadre di casa si verificano purtroppo spesso quando vengono designati arbitri inesperienti e non all’altezza. Aver perso a Gratteri comunque fa molto male perché oltre a tutto ciò, siamo coscienti di aver disegnato trame di gioco superiori ai padroni di casa, Scelfo ha avuto tre occasioni da gol limpidissime che non si capisce come non è riuscito a concretizzare e siamo stati condannati da due reti, di pregevole fattura per carità, ma dei lampi messi a segno da giocatori esperienti e certamente mercenari del pallone. Certamente se questa Gratterese, imbottita da parecchi compagni di ventura, pagati profumatamente, acciufferà i play-off, sarà sicuramente la meno attrezzata e la più debole delle quattro. A Leonardo Callari va, intanto, il merito di aver messo a segno la 500a rete in campionato del Petralia di tutti i tempi, la sua unica in questo campionato, ma la seconda stagionale (aveva segnato anche in Coppa contro il Villarosa).

Restano da disputare ancora quattro giornate di questo torneo ed il cerchio si stringe per tutti. Il Bompietro dopo la vittoria a Lascari si rifà sotto sempre con l’obiettivo finale di soffiare l’ottavo posto al Petralia. In testa, il Cerda vincendo il recupero di Montemaggiore ( 0 a 2 il risultato finale) si isola momentaneamente al primo posto ed adesso l’Alimena deve rincorrere, però già da domenica prossima le cose potrebbero nuovamente cambiare in quanto il Cerda è atteso a Gangi e l’Alimena ospiterà il Collesano. La squadra del presidente Cirrito dopo l’inaspettato stop interno contro il Caltavuturo è veramente all’ultima spiaggia, perdere ad Alimena significherebbe abbandonare definitivamente il sogno play-off, anche perché Geraci e Gratterese che hanno un punto in più in classifica hanno sulla carta degli impegni più abbordabili. Il Cerda invece se uscirà indenne dal Francesco Raimondi potrà dormire sogni più tranquilli e potrà avviarsi verso la promozione diretta. La Nuccio, alla quarta sconfitta consecutiva ha lasciato strada ed adesso spera solo di riuscire a conservare il settimo posto. Il Gangi, mai domo, spera ancora nella complicità del Collesano prima e del Geraci dopo per restare nella storia già dal suo primo campionato.

Domenica il Petralia affronterà il Valledolmo, che pur trovandosi all’ultimo posto della graduatoria, in queste ultime giornate si è dimostrato in vena di far scherzi a chiunque, (ha perso solo per 2 a 3 in casa con Gratterese, Geraci ed Alimena, ha pareggiato a Caltavuturo ed ha vinto a Montemaggiore).

Certo ha pagato lo scotto del noviziato, ma adesso i ragazzi sono decisi a vender cara la pelle, hanno preso mediamente quasi tre gol a partita, sappiamo però che quando mancano le motivazioni le partite sono aperte a qualsiasi risultato. Ed il Petralia adesso corre il rischio di non avere più alcuna motivazione, e non dovendo più chiedere nulla a questo campionato, tenendo conto anche delle continue squalifiche e le indisponibilità che fanno poi la loro parte, potrebbe incorrere in qualche amara sorpresa.

I precedenti con le squadre di Valledomo non sono purtroppo a nostro favore, su 7 incontri disputati il Petralia ha vinto solo due volte, due sono stati i pareggi e tre la sconfitte, abbiamo segnato 7 reti e ne abbiamo subito 11.

L’unica vittoria ottenuta in casa dal Petralia risale al campionato di seconda categoria, stagione 1989-90, il 18 febbraio 1990, presso il comunale di Petralia Sottana, finì 2 a 1, nell’occasione segnarono Tessarin e Macaluso.

 
 
  Delusione e superficialità

Non intendo tediarvi con quel che poteva essere e non è stato, o con quel che doveva essere e non è stato, ma quanto meno vorrei chiarire il perché della delusione ed il perché della superficialità.

La settimana scorsa avevo parlato di motivazioni. Ebbene l’undici di Valledolmo, domenica scorsa, ne aveva sicuramente da vendere, il capitano che ha spronato i suoi, prima dell’inizio della partita, a vincere in trasferta ci ha fatto capire le reali intenzioni degli ospiti, e poi come ho sottolineato gli indomiti valledolmesi stanno tentando ancora, credendoci, di non arrivare ultimi in questo campionato. Il Petralia dal canto suo confidava ancora, fino alla partita disputata contro la Gratterese, nella conquista di un posto play-off, avere perso quella gara ha demotivato completamente i giallorossi, alcuni addirittura, per un motivo o per un altro, domenica si sono eclissati, mettendo in condizioni mister Bencivinni di poter schierare solo i 5/11 della formazione titolare. I giovani che li hanno sostituiti hanno fatto la loro parte, anche dal punto di vista della reazione psicologica sono stati impeccabili, perché ricordiamo sono riusciti a ribaltare lo zero a uno fino al tre a uno, a questo punto però è subentrata la delusione. Prendere due gol e permettere agli ospiti di pareggiare evidenziando sempre gli stessi errori difensivi è sconfortante, così come aver lasciato per strada altri due punti che quanto meno sarebbero stati utili per continuare ad aspirare all’ottavo posto. La superficialità con cui si è affrontata l’ultima parte della gara, cioè da quando ci si è trovati in vantaggio è davvero disarmante, non si è riusciti a mantenere la dovuta concentrazione, in qualche occasione ci siamo trovati veramente in difficoltà e ci siamo fatti colpire veramente con molta ingenuità.

Non voglio pensare assolutamente che questi ragazzi non hanno voglia di chiudere dignitosamente questo campionato perché le restanti partite non solo possono servire ad arricchire il bagaglio sportivo personale di ognuno, ma attraverso risultati positivi permetterebbero alla società di raggiungere una più consona posizione di classifica.

Il big-match della decima di ritorno disputato a Gangi, consacra il Cerda in vetta alla classifica, adesso solo capitan Macina e compagni possono buttare al vento la promozione diretta, calendario alla mano è impensabile che i cerdesi perdano punti per farsi riprendere dall’Alimena che dopo aver superato lo scoglio Collesano, ha pur sempre, nell’ultima di ritorno, un impegnativo derby contro il Geraci.

Gangi e Geraci, a mio parere, non avranno problemi ad agguantare un posto play-off, mentre per il quinto, Gratterese e Collesano dovranno lottare fino all’ultima giornata.

Ancora deludente il risultato della Nuccio, ormai in caduta libera, (quinta sconfitta consecutiva) mentre un plauso va al Bompietro di Vaccarella che con grande orgoglio, e non solo, è riuscito a riagganciare il Petralia. Molta sfortuna per l’Aurora Rossa di Ruccione, che ha visto sfumare la vittoria a tempo praticamente scaduto e attraverso la concessione di un calcio di rigore molto discutibile (di cui il presidente della Gratterese non parla).

Sabato l’undici petraliese rende visita al Collesano, accantonate le polemiche dell’andata la gara non si presenta semplice per la squadra giallorossa. Loro come detto aspirano ancora a raggiungere il quinto posto, sarà il Gangi, molto probabilmente, a decidere, nel vero senso della parola, visto che deve affrontare sia Collesano che Gratterese a decidere la quinta classificata. Ultimamente le loro prestazioni non sono state trascendentali, infatti vengono da due sconfitte consecutive, ma contro di noi avranno una motivazione particolare, rivalersi rispetto alla partita di andata.

Nel Petralia sabato rientreranno Bracco e Lombardo che hanno scontato la squalifica e finalmente Bencivinni potrà disporre dell’undici titolare. Mi auguro solo che a vincere sia lo sport, e che i rapporti tra le due società possano rimanere sereni e cordiali come lo sono sempre stati.

I precedenti dicono Collesano, su tre incontri disputati, contro la squadra della Pro-Loco, ne abbiamo vinto uno e persi due. Abbiamo segnato 2 reti e ne abbiamo subito 5. L’anno scorso a Collesano finì 3 a 0 per i padroni di casa.

 

 
 
  Sabato l’arrivederci ai tifosi

Il Petralia  dimostra grande carattere a Collesano, dove riesce però solo a tratti ad imporre il proprio gioco, ma deve arrendersi comunque in occasione di quei tre episodi in cui la squadra di casa ha mandato la palla in rete. Proprio così, se consideriamo anche le nostre reti, abbiamo registrato cinque episodi da cui sono scaturiti i cinque gol che hanno determinato il risultato finale, per il resto è giusto puntualizzare che è stata una brutta partita, non è stato possibile creare un’azione di gioco di durata superiore ai trenta secondi senza che questa fosse interrotta da un’azione fallosa. Dispiace comunque non aver potuto giocare a calcio, la squadra di casa si è preoccupata, per più di un tempo, solo di darle ed il Petralia di conseguenza di non prenderle e l’arbitro, sig. Pollaccia, ha avuto il suo bel da fare per evitare che l’incontro degenerasse. Del resto  ce le avevano promesse fin dalla gara di andata,  ed è per me deplorevole solo il doverne parlare, motivo per cui non voglio entrare nei dettagli. L’unica cosa che voglio sottolineare è la sportività e la signorilità che ci ha accolto a Collesano. Signorilità di parecchi giocatori locali, che per tutto il primo tempo e quando l’arbitro era distante dall’azione, hanno continuato a minacciare e picchiare, (vantandosi di ciò anche sul proprio sito), con pedate, gomitate e spintoni di ogni genere Enzo Scelfo che Pino Bencivinni saggiamente ha sostituito nell’intervallo. Sportività di un gruppo di tifosi che hanno pensato bene di accogliere il nostro giocatore con  scritte vergognose all’ingresso degli spogliatoi, che hanno continuato ad inveire contro di lui minacciandolo e insultandolo finchè questi è stato in campo, e che hanno avuto anche il coraggio di  chiosare sarcasticamente quando l’incontro era sul 2 a 2: “siete venuti a Collesano a farci la guerra, noi abbiamo ancora la possibilità di andare ai play-off a voi cosa interessa”. Penso che chi doveva intendere ha inteso, non sono sicuro però che tutto sia stato dimenticato, alla fine dell’incontro ho visto l’undici petraliese troppo calmo e pacato, forse perché impauriti, forse perché hanno voluto dare dimostrazione di comportamento ineccepibile, o forse perché intenzionati a ricambiare, quando sarà possibile, il favore ricevuto. Voglio fare mia però l’affermazione di Sebastiano Ruccione, allenatore dell’Aurora Rossa, che alcuni giorni fa su questo sito ha scritto  “ricordate che occhio per occhio il mondo diventa cieco”.

Questa terz’ultima giornata di campionato ha lasciato sostanzialmente tutto invariato, Cerda ed Alimena continuano a suon di vittorie la scalata verso il primo ed il secondo posto, il Gangi ha dato seguito a quella specie di gemellaggio virtuale che si era instaurato nelle settimane precedenti attraverso internet e nonostante la sconfitta è sicuro di arrivare al terzo posto, così come il Geraci è sicuro del quarto che ha consolidato sabato scorso a Caltavuturo. Adesso si profila una domenica molto importante dove si potrebbe decidere la squadra quinta classificata. La Gratteresese dovrà superare in trasferta l’ostacolo Bompietro (il Siena di questo campionato), che, sul sito del Collesano, ha giurato e spergiurato di fermare gli ospiti,  mentre il Collesano che ancora nutre qualche speranza è atteso a Campofelice di Roccella dove sono sicuro non otterrà sconti. Un vero peccato che Nuccio e Petralia stanno chiudendo così ingloriosamente la stagione, perché le due compagini hanno dimostrato di non essere inferiori a quelle squadre che andranno ad occupare gli ultimi posti disponibili per i play-off.

Sabato il Petralia saluterà i propri tifosi nell’ultimo impegno casalingo della stagione che disputerà contro la Belsitana di Montemaggiore. Gli ospiti occupano il penultimo posto in classifica e sono stati veramente la delusione di questo torneo, sono in serie negativa da cinque turni (ultimo punto conquistato in casa contro la Gratterese 0 a 0 il 6 aprile scorso), vantano il peggior attacco del girone (solo 16 le reti segnate) e non vanno in gol dalla quarta di ritorno (Nuccio – Belsitana 2 a 1).

I precedenti dicono che però la parità regna sovrana, su tre incontri  disputati si è registrato un pareggio, ed una vittoria per parte, il Petralia ha segnato 4 reti e ne ha subito 5, l’anno scorso a Fasanò finì 2 a 0 per noi con reti di Zafonte e Scelfo.

Congedarsi dal proprio pubblico con una vittoria rappresenta il modo migliore di ringraziare quanti hanno creduto e continuano a credere in questa squadra e nel futuro del calcio a Petralia Sottana.

 
 
 

Les jeux sont faits

Il week-end passato non ci ha riservato, dunque, alcuna sorpresa. Se scontati erano i tre punti per le tre prime della classe, almeno dagli incontri A. Rossa - Collesano e Bompietro - Gratterese ci si aspettava però qualche sconvolgimento della classifica in zona play-off. Così non è stato e dunque onore e lode all’undici di Ruccione e all’undici di Vaccarella che, come più volte sottolineato da tanti addetti ai lavori,  stanno onorando fino in fondo un campionato che invece per tante altre squadre è già terminato da tempo. Ma del resto la previsione che avevo fatto la scorsa settimana è da considerare quasi azzeccata, il Collesano non ha ottenuto sconti a Campofelice e la Gratterese è stata bloccata da un Bompietro che alla vigilia, ripeto, aveva giurato e spergiurato di fermare gli ospiti. (A proposito di schiaffi morali, collezionare vocabolari o dizionari o ripassare l’italiano, è giusto evidenziare che nella lingua italiana, al di là del significato dei singoli termini, il binomio “giurare e spergiurare”,  assume un significato ben preciso, per il vocabolario “Il Nuovo Zingarelli” abbinando le due parole si ottiene un rafforzativo, il cui significato è il seguente: Sostenere con ogni argomento la verità di qualche cosa. A voi le conclusioni. Sarebbe da ipocriti però poter affermare di conoscere perfettamente la lingua italiana, io non l’ho mai detto e non lo faccio adesso, ma ritengo comunque che nel momento in cui deciderò di prendere qualche lezione privata di lingua italiana mi farò consigliare, senza dubbio, dagli amici dell’ASD Bompietro che si sono rivelati dei profondi conoscitori).

Ritornando al campionato i giochi sembrano fatti, solo un miracolo infatti potrebbe permettere al Collesano di acciuffare la quinta posizione che la Gratterese ha in cassaforte, per il resto il Cerda conquisterà la promozione diretta e l’Alimena sarà costretta alla roulette dei play-off. Gangi e Geraci completeranno il quadro delle squadre che lotteranno per accedere in seconda categoria.

Quello che più dispiace, quando siamo quasi all’epilogo,  è che qualcuno si ostini ancora a gettare altro veleno su questo campionato e a fare subdole insinuazioni. Sol perché sabato scorso dirigenti e tifosi alimenesi sono stati individuati a Lascari, non significa che necessariamente erano là per offrire compensi ai ragazzi di Lascari affinché battessero il Cerda, così come giocare oggi il recupero tra Geraci e Nuccio, non significa che necessariamente il Geraci può decidere chi incontrare, tra Gangi ed Alimena, nei play-off. Sono solo circostanze che si sarebbero potute verificare anche in altre occasioni.

Il Petralia, sabato scorso, ha incamerato i tre punti quasi senza giocare, infatti i ragazzi di Montemaggiore si sono ritrovati in sei subito dopo che Occorso ha segnato il primo gol. Il mister in ogni caso aveva schierato la migliore formazione, segno che ancora i giallorossi non si considerano in vacanza, e che vogliono chiudere in modo positivo la stagione in corso. A quota 33 si è consolidato intanto l’ottavo posto e se il Geraci nel recupero farà la sua parte contro la Nuccio si potrebbe sperare anche nel settimo.

Non può e non deve considerarsi però il campionato delle occasioni perdute, perché anche se si fosse raggiunto il quinto posto, avrebbe rappresentato certamente un risultato di prestigio, ma sono sicuro che questa squadra non è ancora pronta per ottenere di più, altre compagini al momento si sono dimostrate più quadrate e più valide tecnicamente.

Domenica si conclude la stagione regolare ed il Petralia è atteso a Caltavuturo. Probabilmente i nostri avranno qualche motivazione in più, prima fra tutte cancellare la sconfitta interna rimediata all’andata,  il Caltavuturo anche se domenica scorsa si è recato in numero ridotto ad Alimena, per questo ultimo appuntamento, (ultimo anche perché se iniziano i lavori di ampliamento del comunale, sicuramente l’anno prossimo questa società potrebbe non iscriversi al nuovo campionato), sarà in formazione tipo perchè tutti vorranno essere presenti. Il loro attacco è tra meno prolifici, la difesa tra le più perforate, ma si sa che in queste occasioni le statistiche rimangono solo numeri sulla carta. L’ultima vittoria del Petralia a Caltavuturo risale al lontano 8 maggio 1988, campionato di II categoria, con una società diversa però, finì 2 a 1 per noi grazie ad una autorete ed un gol di Fumagalli

 

 
 
 

Petralia: chiusura con il botto

Vincere, per chiudere in bellezza, e far dimenticare la bruttissima prestazione dell’andata. Era questo l’obiettivo che il Petralia si era prefisso alla vigilia e che è riuscito a raggiungere nella trasferta di Caltavuturo. Una buona prestazione quella offerta contro i padroni di casa, che lamentavano comunque l’assenza di qualche titolare (solo undici giocatori in distinta), e che ha permesso alla squadra del presidente Farinella di eguagliare, nel risultato, la terza miglior prestazione esterna di tutti i tempi  (le precedenti sono state: 11/11/1990, camp. II categoria, Alimena – Petralia 0 – 6, 14/10/1990, camp. II categoria,  Sammichelese – Petralia  1 – 5,  7/04/1991, camp. II categoria,  L.Villarosa – Petralia 1 – 4). Ancora una volta sono stati schierati undici ragazzi di Petralia a testimonianza del fatto che il gruppo può far bene anche senza prestatori di opera esterni. La vittoria ci consente di scavalcare in classifica la Nuccio ed agguantare, con 36 punti, la settima posizione finale. La Gratterese che ha conquistato l’ultimo posto utile per i play-off  ha totalizzato nove punti più del Petralia che, bisogna pur ricordare, ha lasciato però ben dieci punti alle ultime quattro squadre della classifica (Lascari, Caltavuturo, Belsitana e Valledolmo).

Per quanto riguarda la classifica finale, finisce tutto secondo le previsioni, ma l’ultima giornata di campionato ci ha riservato ugualmente qualche piccola sorpresa. Il Bompietro che rincorreva da tempo l’ottava posizione si è fatto fermare dal fanalino di coda Valledolmo e non è riuscito così a superare la Nuccio che, pur perdendo a Cerda,  ha conservato dunque l’ottavo posto. Il Geraci conoscendo già il risultato del Gangi (aveva giocato sabato a Collesano) si è imposto, in trasferta, su una demotivata Alimena (il Cerda aveva festeggiato sabato pomeriggio la promozione in seconda categoria) ed ha agganciato l’undici di mister Salvo al terzo posto. Per la quinta piazza invece tutto secondo pronostico con la Gratterese che è riuscita a mantenere la promessa e a regalare i play-off al proprio presidente.

L’inatteso stop interno dell’Alimena, che ha consentito ai Geracesi di conquistare in comproprietà il terzo posto, proporrà un’ulteriore coda a questo campionato, perchè  adesso sarà necessario uno spareggio tra Gangi e Geraci per stabilire chi beneficerà del vantaggio della terza posizione nella prima partita dei play-off.

L’appuntamento è fissato per sabato prossimo presso il comunale di  Castellana Sicula, che continuerà comunque fino alla finale ad essere teatro delle tenzoni di tutte le altre gare dei play-off di questo girone.

Giovedì prossimo, per quel che ci riguarda, tireremo le somme di questo campionato con tutte le cifre ed i numeri relativi alla stagione appena conclusa.

 
 
 

Il bilancio finale

 Anche se il campionato non può dirsi concluso per Geraci, Alimena, Gangi e Gratterese perché impegnate nei play-off, per tutte le altre squadre è invece tempo di bilanci. Il Petralia, che è riuscito a migliorare il proprio tabellino solo nelle ultime due gare, ha disputato un campionato che ha lasciato molti con l’amaro in bocca, prima fra tutti la dirigenza che fino agli ultimi scontri diretti con Gratterese e Collesano ha sperato di poter lottare ancora per agguantare il quinto posto. Non perché si volesse fare il salto di categoria, ma perché giustamente la consapevolezza di una qualificazione e l’eventuale disputa di almeno un turno dei play-off avrebbero certamente fatto fare esperienza ad un gruppo che ancora non denota la giusta maturità per un campionato vincente.

Se da un lato ci si rammarica per essere arrivati settimi a nove punti dal quinto posto e consapevoli però che negli scontri diretti (punti conquistati e differenza reti casa-trasferta), abbiamo fatto meglio di Geraci, Gratterese e Collesano, dall’altro non ci si angustia più di tanto perché in fondo in fondo la società ha risparmiato il premio previsto in caso di accesso ai play-off. Molti imputano la chiave di svolta del campionato alla gara interna, perduta malamente, contro il Caltavuturo, effettivamente è stata quella, dal punto di vista psicologico, una sconfitta che ha condizionato in negativo buona parte del girone di ritorno e che spesso, durante altre gare, ha riportato nella mente dei nostri giocatori quei terribili fantasmi.

Sottolineando sempre che quello appena concluso è il secondo campionato consecutivo che il Petralia gioca fuori dalle mura amiche (il comunale è ancora in attesa di collaudo e chissà quando potrà essere disponibile…), in questa stagione, rispetto alla scorsa, la squadra del presidente Farinella è riuscita comunque a migliorare lo score da tutti i punti di vista.

E’ stata aumentata la media dei punti conquistati per partita, che è passata dallo 0,79 dello scorso anno all’1,38, complessivamente 11 sono state le vittorie, 3 i pareggi e 12 le sconfitte, 41 le reti segnate  e 51 quelle subite. Volendo fare paragoni con la passata stagione ( che però aveva un girone a tredici squadre e quindi due partite in meno), è diminuito il numero dei pareggi e delle sconfitte, mentre è aumentato il numero delle vittorie (più che raddoppiato), si sono messe a segno 11 reti in più e se ne sono subite 6 in meno.  Dei 36 punti conquistati, 22 sono stati guadagnati in casa e 14 in trasferta. Le sconfitte in casa sono state 5 mentre quelle esterne 7, dei pareggi due sono stati conquistati fuori casa e 1 c’è stato imposto fra le mura amiche, le vittorie infine, sono state 7 quelle interne e 4 quelle esterne. Per quanto riguarda le reti segnate 23 sono quelle realizzate in casa e 18 in trasferta, di contra ne abbiamo subito 32 fuori casa e 19 in casa.

Per quanto riguarda i bomber, un plauso va senza dubbio a Diego Profita che nell’anno del suo debutto con il Petralia ha realizzato 12 reti, eguagliando Pirrotta nella stagione  1991-92, (solo Nino Tedesco nella stagione 1985-86 con 20 reti e Giampapa con 28, Zafonti e Di Gangi con 18, nella stagione 1990-91, erano riusciti a fare meglio). Enzo Scelfo con i 7 gol realizzati in questo anno in campionato (11 complessivamente con i 4 dello scorso anno) si porta all’ottavo posto nella classifica dei marcatori di tutti i tempi, ed assieme a Profita si prepara ad attaccare ( nel prossimo campionato) la sesta posizione che detengono Giuseppe Filì e Tessarin con 14 reti.

Prima del congedo estivo, voglio ringraziare quanti, durante questa stagione sportiva, hanno letto questa rubrica, fortemente voluta da Marcello Ruisi, quanti hanno apprezzato quello che ho scritto, ma soprattutto tutti quelli che, per un motivo o per un altro, hanno criticato il contenuto dei miei scritti, ciò è servito comunque ad instaurare un sano e proficuo confronto, con alcuni tra le pagine del sito e con altri nei campi in cui ci siamo ritrovati a seguire le nostre squadre.

Nella speranza che l’anno prossimo anche il nuovo comunale di Petralia Sottana possa finalmente far parte dei campi della terza categoria voglio licenziarmi facendo i complimenti al Cerda, per avere conquistato la promozione in seconda categoria, ed anche alla squadra che la seguirà quale vincente dei play-off.

 
 
  C’era una volta il Torneo delle Madonie

Con l’arrivo dell’estate tutti gli sportivi madoniti aspettavano con trepidazione l’appuntamento sportivo più atteso dell’anno ovvero il Torneo delle Madonie di calcio, un appuntamento che è durato circa 33 anni e che poi per svariati motivi e finito. Ma i ricordi (e sono tanti ) per fortuna restano. E’ proprio con i ricordi dei protagonisti di allora vogliamo farvi rivivere quei meravigliosi anni

Qualcuno aveva provato a riesumarlo appena un lustro addietro. Un gruppo di sportivi, che faceva capo all’allora presidente del Comitato Provinciale della Figc, Ninni Giamportone, aveva tentato di riportare in auge il vecchio ma mai dimenticato Torneo delle Madonie, una delle manifestazioni calcistiche più interessanti e affascinanti mai organizzate nel comprensorio palermitano, sospeso nel 1983. Si trattava di un vero e proprio campionato estivo che in quanto ad importanza non aveva nulla da invidiare alle rassegne invernali organizzate dalla Federcalcio regionale.

Rovente perché denso di sviluppi campanilistici, attraente e ricco di contenuti tecnici (anche per via della partecipazione dei cosiddetti “stranieri”, vale a dire di quei giocatori impegnati nelle divisioni federali), ideato per coagulare le folle nel periodo postbellico. A progettarlo ci pensarono i compianti Orazio Siino, allora presidente regionale della Lega Sicula, e Beppe Agnello, presidente regionale della Lega Giovanile. I due trovarono l’appoggio degli amministratori locali che a loro volta erano sollecitati da un movimento nato e cresciuto grazie all’arrivo di un gruppo consistente di militari del norditalia con una grandissima passione per il calcio.

Non era facile nel 1950 riunire a Petralia Sottana i calciofili madoniti, in un comprensorio che mancava di strade, campi ed altre strutture. Sollecitati anche dal veterinario gangitano Carmelo Naselli, Siino e Agnello accettarono la scommessa, varando il Torneo delle Madonie. Si narra che il trasferimento a Petralia Sottana per il prologo del grande evento sia avvenuta a bordo della “Fiat 509” di proprietà di Agnello ma guidata nell’occasione dal terzino rosanero Nello Todeschini. Il verbale della storica riunione riporta i nomi dei partecipanti: Michele Barberi (Vis Bompietro), Salvatore Di Belle (A.C. Polizzi), Carmelo Dino (A.S. Petralia Sottana), Ugo Ferrara (C.S. Raimondi Gangi), Pietro Lio ed Enzo Merendino (U.S. Castellana), Siino e Agnello.

I primi campi destinati ad ospitare le contese furono tracciati su terreni da pascolo, sconnessi e irregolari, ovviamente senza recinzione. Il pubblico era a stretto contatto con i giocatori ed anche con l’arbitro che, reduce da un interminabile viaggio da Palermo e in vista di un altrettanto lungo ritorno nel capoluogo, spesso appariva distratto, dunque facile bersaglio per i tifosi delle opposte fazioni. Inoltre, lo spogliatoio era spesso collocato nel vicino paese, cioè a qualche km. di distanza dal campo da gioco, oppure nei pressi di un albero circostante.

Indimenticabile quello che accadde nel 1957, cioè in una delle partite della 3^ edizione del torneo: a Nicosia l’arbitro fischiò la fine della partita proprio mentre un giocatore di casa stava per scoccare il tiro che avrebbe provocato la rete del pareggio; il giudice di gara annullò, scatenando l’ira della tifoseria locale. L’auto dell’arbitro ebbe un amaro destino, ma successivamente l’episodio divenne tragicomico, poiché l’arbitro proveniente da Nicosia fu costretto a raccogliere per strada altri tre giovani colleghi con le ossa rotte perché reduci da turbolente esibizioni sui campi di Petralia Sottana, Caltavuturo e Gangi. I quattro “fischietti” si chiamavano Sconzo, Piana, Monforte e La Monica.

Le squadre erano tenute a schierare giocatori nati in un comune delle Madonie, il cui territorio era stato delimitato in sede di definizione del regolamento dagli stessi dirigenti federali, o lo stesso residenti. Molti tra gli emigrati al nord preferivano conservare la residenza nel comune d’origine per poter prendere parte, durante il periodo estivo, ossia quando trascorrevano le vacanze nei luoghi d’origine, al torneo. Si potevano inoltre ingaggiare fino a due “stranieri”, calciatori nati e residenti in comprensori diversi da quello madonita. I primi fuoriclasse ad essere coinvolti furono i vari Riccobono, Ceccellato, Marasà, Lima, Totò Firicano, Cannarozzo, Di Cristofalo e Nino Cerrito. Poi arrivarono anche i Vegna, i Valenziano ed i Lo Porto.

Il Torneo delle Madonie era una valanga di derby con conseguenze a volte violente; gli accentuati toni campanilistici prevalevano su qualsiasi altra cosa, causando scontri fra tifosi delle opposte fazioni. Indimenticabili i derby fra le due Petralie, Sottana contro Soprana, le sfide fra Castellana e Polizzi. Il che non offuscò tuttavia lo spirito nobile di una manifestazione che aveva lo scopo di stimolare il confronto fra i centri montani ai quali era negata la possibilità di prendere parte ai campionati invernali.

Successivamente, grazie anche alla costruzione di campi sportivi omologabili della Figc ed all’iscrizione nelle categorie dilettantistiche minori, anche le formazioni madonite cominciarono ad affacciarsi sulla scena federale, e con buoni risultati. Squadre come il Madonie, il Calcarelli, lo stesso Petralia Sottana, ma soprattutto il Gangi, che sfiorò addirittura una clamorosa promozione in C/2, hanno a lungo fatto sognare, riscaldando i rigidi inverni in alta quota.

ADOLFO FANTACCINI

 
 
  Dall’album dei ricordi… Petralia- Castellana  3-4

Domenica 2 sett. 1979, campo sportivo di Petralia Sottana, si disputa la penultima giornata del girone di ritorno del trentesimo torneo delle Madonie. È una splendida giornata di sole gli spalti ed anche il prato sono gremiti di tifosi, e decisamente un bel colpo d’occhio per una partita di un torneo estivo. Si affrontano i giallorossi del presidente Di Vina e i bianconeri di Spitale, in un incontro che sa molto di campanile. Per la prima volta in questo torneo i castellanesi si trovano al primo posto in classifica assieme al Cerda con 18 punti, i petrliesi inseguono ad un punto. Il petralia deciso a far dimenticare il tennistico 6-1 che a subito all’andata ed alimentare le residue speranze di inserirsi nella lotta per il primato, il Castellana ha affrontato la breve trasferta con l’intento di far suoi i due punti per restare in corsa per la coppa . Il Castellana si schiera con: Sorce, Norato L., Norato T., Di Maria, Squillace, Bellina, Giacomarra S., Giacomarra G., Zafonte, Orlando e Giacomarra M, Mentre il Petralia, chwe per l’occasione è priva dell’allenatore Amendola, si presenta in campo con Norato, Profita, Spinoso, Buongiorno, Mascellino, Scarnici, Brucato, Sabatino, Patti, FarinellA   e Conigliaro. La posta in palio è molto alta e la partita si infuoca subito sia in campo che sugli spalti , infati ogni decisione arbitrale viene vivacemente contestata ora dall’una, ora dall’altra tifoseria. Al quinto minuto del primo tempo i locali si portano in vantaggio con un calcio di rigore tirato magistralmente da Farinella, ma allo scadere della prima frazione, in pieno recupero Giacomarra ristabilisce l’equlibrio. Nel secondo tempo il Petralia si fa applaudire a lungo dai propri tifosi, è una squadra che si permette di impartire anche lezioni di calcio, infatti Conigliaro al cinquantesimo e Profita dieci minuti più tardi danno alla squadra un margine di vantaggio che sembra metterla al riparo da qualsiasi sorpresa. La festa sembra procedere secondo copione, ma un infortunio al portiere Norato intorno al settantacinquesimo consente al Castellana di ridurre lo svantaggio e di ritornare in partita. Quello che successivamente verrà definito come qualcosa di rocambolesco deve ancora succedere: siamo ormai a cinque minuti dalla fine, un tiro calciato da  Orlando viene parato e raccolto dall’estremo difensore petraliese con i piedi oltre la linea bianca, per l’arbitro la segnatura è valida, per i giocatori locali la palla non è entrata in rete, il gol contestato viene assegnato al Castellana che insperatamente riacciuffa il pareggio. La decisione del signor Bellavia di Villabate risulta essere la chiave di svolta dell’incontro e scatena una vera e propria battaglia dentro e fuori il campo. A farne le spese per le eccessiva  proteste è il portiere del Petralia che viene espulso, il secondo portiere non si sente abbastanza sereno per poter difendere la porta in un finale di incontro così importante, infine la responsabilità di mantenere la rete inviolata, e quindi di strappare il pareggio tocca a Fustaino. La convalida della rete di Orlando serve da stimolo agli ospiti che ad un minuto dalla fine si portano addirittura in vantaggio ancora con Orlando scatenando l’ira dei tifosi locali. Aumenta la tensione, qualche giocatore viene espulso e a conclusione della partita l’arbitro  è costretto a lasciare il terreno di gioco a bordo della camionetta dei carabinieri, ma comunque indenne.

A distanza di ventiquattro anni siamo andati a ripescare i due protagonisti dell’incontro, il petraliese Norato e il castellanese Orlando i quali hanno amichevolmente ricordato con noi.

<< Norato, cosa  successe all’85º del secondo tempo?

Tutto l’inghippo è nato su una parata mia, un tiro così, semplice preso sulla linea, per me era sulla linea, però siccome ho tentennato a rilanciare la palla, l’arbitro forse si è ingannato, c’è stata tutta una serie di contrasti ed è successo poi quello che è successo.

<< Dopo la convalida di questo gol sei stato espulso perché?

Siamo andati ad accerchiare l’arbitro tutti di più io che ero responsabile, non gli abbiamo fatto niente, qualcuno ha steso un braccio, un accenno di pedata, non fu colpito almeno da parte mia, poi per gli altri non lo so, il fatto sta che mi ha espulso.

<< Poi hai continuato a vedere la partita ….

Si, il gol è stato dal lato del convento, ho cercato di andare dall’altra parte perché c’era una specie di passaggio, poi sono arrivati i carabinieri e mi hanno fermato, altrimenti avevo intenzione di dargliele all’arbitro. Mi hanno squalificato a vita per quell’episodio però dopo tre o quattro anni sono stato amnistiato.

<< Poi com’è finita?

Eravamo in dieci contro undici, Orlando ha trovato il gol della vittoria, i tifosi erano molto arrabbiati ed hanno tentato di colpire l’arbitro che è stato scortato dai carabinieri, mi pare che anche un nostro dirigente sia stato squalificato a vita.

<< Orlando cosa ricorda di quel famoso gol non gol?

Dopo il mio secondo gol, che passò comunque per autogol del portiere, mi ricordo di aver scagliato questo tiro che Norato parò e trattenne per alcuni secondi, restando immobile sulla linea, l’arbitro ci assegnò la rete, stavamo perdendo 3 a 2 e per noi il pareggio era importantissimo.

<< Poi che cosa successe?

Scoppio una paurosa caccia all’arbitro da parte dei petraliesi, penso volessero  protestare in maniera civile, l’arbitro non lo toccarono neanche, ma furono espulsi  il portiere e qualche dirigente.Poi in porta andò Bonanno, mi pare, e a qualche minuto dalla fine realizzai la terza rete.

<< Te la ricordi?

Ci fu una mischia in area mi arrivò un pallone spiovente e tirai in porta spiazzando il portiere.

<< Quell’anno perdeste la coppa all’ultima giornata

Si, tutti sappiamo quanto contasse vincere un torneo delle Madonie, il rammarico fu grande, vanificare tutto all’ultima partita, e dopo la battaglia di Petralia, lascia l’amaro in bocca.

Per la cronaca, con questa sconfitta il Petralia archiviò anche quel campionato piazzandosi al terzo posto, il Castellana invece pareggiando nell’ultima giornata arrivò secondo ad un punto dal Cerda che vinse la coppa.

Francesco Minneci

 
 
  IN RICORDO DI NINO TEDESCO

Nino Tedesco per chi non ha avuto il piacere di conoscerlo era un uomo cresciuto con la passione per il calcio, passione che lo aveva portato sin da piccolo a dedicare anima e corpo a questo sport, del resto chi gli vide muovere i primi passi con il pallone si rese conto subito del fatto che Nino era un giocatore di talento al quale riuscivano giocate e tocchi proibiti ai più, era capace di “ vedere “ la porta come pochi e di tirare da qualsiasi posizione, di saltare gli avversari con calma e naturalezza rispettandoli sempre senza mai temerli. Al genio di Nino non si accompagnava, come spesso accade ai giocatori dotati tecnicamente la sregolatezza, ma sapeva sempre essere un signore perbene umile e modesto nel calcio come nella vita di tutti i giorni, di certo era una persona particolare, diversa anche da quei grandi campioni che oggi amiamo tanto celebrare e che troppo spesso sono più portati a riempire i palinsesti televisivi o le pagine di gossip piuttosto che calcare con impegno i campi di calcio, perché da buoni mercenari quali sono hanno imparato che l’immagine conta più della sostanza, tradendo in questo modo lo spirito del calcio. Per Nino il gioco del pallone era un passatempo, un divertimento e questo suo modo di valutare il calcio gli permise di non fare mai drammi neanche quando, dopo essere stato scelto da giovanissimo da alcuni dirigenti della seria A di calcio, ed avere assaporato l’idea di giocare ad alti livelli, conoscendo anche ragazzi che sarebbero diventati dei grandi campioni quali Alessandro Altobelli, venne scartato senza motivazioni valide.

Nino continuò ad amare il calcio e a mettere sempre la stessa applicazione pur giocando in squadre locali, e quando giocò nella squadra del nostro paese regalò molte soddisfazioni pur sapendo, forse, che il paese non gli avrebbe mai dato nulla, neanche un buon posto di lavoro, che forse gli avrebbe consentito di essere ancora vivo. Nino tedesco quindi, per ciò che ha fatto da calciatore, ma soprattutto per quello che è stato come uomo, è un personaggio ingombrante e forse troppo importante per un campo di calcio come il nostro che certamente avrebbe bisogno di un maggiore investimento al fine di renderlo degno del nome che adesso porta.

EUGENIO SCARNICI  

 
 
  La fantastica rimonta dell’A.S. Petralia  nell’ultimo torneo

Se si esclude la meteora del 1997, l’ultimo vero torneo delle Madonie, il trentaquattresimo per intenderci, si disputò nell’estate del  1983. Il mondiale spagnolo del 1982 aveva in parte saziato gli sportivi facendo in modo che molte delle compagine, gloriose partecipanti alle edizioni precedenti, avessero declinato l’invito. A non snobbare la competizione di quell’anno furono solo alcune squadre delle alte Madonie, forse le più nostalgiche, o quelle che volevano iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del torneo. Sei le squadre iscritte che si contesero la vittoria finale: l’U.S. Polizzi e l’A.s.e.l. di Petralia Sottana che l’anno precedente erano state promosse nel girone di eccellenza, l’A.S. Petralia, la S.S. Maroso di Fasanò, la S.S. Raimondi e l’A.S. Salvatore di Gangi.

Il campionato che iniziò domenica 3 luglio, vide subito la squadra del Petralia, allenata quell’anno dal tandem Bongiorno-Bencivinni, rincorrere il Raimondi di Gangi. Del resto era prevedibile che a contendersi la vittoria finale fossero le squadre che avevano vinto le ultime due edizioni del torneo. Mocciaro e compagni si imposero, nella prima di andata, sul Polizzi per 4 a 3, mentre i giallorossi del presidente Divina furono costretti a dividere la posta con i cugini dell’Asel. La prima svolta del torneo si ebbe alla terza di andata allor quando il Petralia, sovvertendo tutti i pronostici, scavalcò in classifica l’undici gangitano dopo averlo battuto, sul proprio terreno, per 2 a 0. Si arrivò così, più o meno tranquillamente, alla terzultima giornata di ritorno, il Petralia comandava la classifica con 12 punti, uno in più del Raimondi che non era riuscito fin ad allora a riagganciare i giallorossi. Al comunale di Petralia Sottana si presentò il Raimondi Gangi consapevole che una vittoria dei locali avrebbe chiuso definitivamente il campionato. Quelle due tre migliaia di spettatori ebbero la fortuna di assistere ad una bella ed emozionante partita che però si concluse con la sconfitta di Bongiorno e compagni. Per la cronaca il risultato finale fu di 3 a 2, il Gangi era riuscito a sorprendere l’armata petraliese e soprattutto a rendergli il favore. Il 21 agosto sera era il Raimondi a comandare la classifica ed il Petralia a seguirlo ad un punto. Pur non di meno i nostri ragazzi decisi a non mollare e a vender cara la propria pelle affrontarono serenamente, forse troppo, la penultima di ritorno che ironia della sorte li vedeva impegnati ancora in casa contro il Maroso di Fasanò che ormai, con i suoi otto punti, non poteva né retrocedere e neanche  lottare per il primato. Nonostante ciò l’incontro si chiuse con un rocambolesco 4 a 4, l’undici di Fasanò non aveva gradito la sconfitta dell’andata, ma per il Petralia le cose si complicarono maledettamente, anche perché contemporaneamente il Raimondi, sistemando le cose in casa propria, si aggiudicò il derby contro il Salvatore per 2 a 1. Mancava una sola giornata per incoronare la squadra regina di quell’anno, al Gangi, che aveva in classifica due punti in più del Petralia serviva un solo punto, punto che avrebbe dovuto conquistare ancora in quel di Petralia Sottana ma contro l’Asel, l’altra squadra Sottanese. L’A.S. che prima di poter contare sui propri mezzi doveva sperare nelle disgrazie altrui, sempre per quello scherzo della sorte, doveva affrontare fuori casa l’altra squadra gangitana, il Salvatore. Ma come molto raramente succede, quell’anno, o meglio quel quattro settembre, il diavolo ci mise lo zampino. Il comunale di Gangi e quello di Petralia Sottana erano collegati tra loro attraverso “baracchini” da radioamatori per avere notizie in tempo reale. L’A.S. fece la sua parte vincendo contro il Salvatore  per 3 a 0, ma l’impresa è da attribuire all’Asel che dopo una partita tiratissima riuscì a sconfiggere la capolista per 1 a 0. Il campionato regolare si chiuse quindi con le due squadre appaiate al primo posto, terza a quattro punti giunse l’Asel.

Dall’album dei ricordilo vittoria nello spareggio per l’assegnazione della coppa

Non sembrava vero, il Petralia, dopo la sconfitta interna con il Raimondi ed il pareggio casalingo con il Fasanò, pur non riuscendo a vincere nessuno dei due derby, quell’anno aveva ricevuto però dai cugini dell’Asel il più bel regalo, disputare la finale con l’opportunità di rivincere il Torneo delle Madonie. La data dello spareggio fu fissata dalla lega per l’otto settembre, sul campo neutro di Bompietro. In quei quattro giorni che precedettero l’incontro i tifosi petraliesi non ebbero certo di che annoiarsi, anche perchè  in paese circolarono delle strane voci su una possibile combina della finale a nostro sfavore. Certo al Gangi rimettere in palio il trofeo, che aveva già quasi in bacheca, non andava giù. Giovedì 8 settembre 1983 in una splendida cornice di pubblico, a Bompietro si assegnò dunque la coppa della 34a edizione del Torneo delle Madonie. Il Raimondi si presentò con Paternò, Patti, Sorrenti, Domina, Salvo, Bongiorno, Notararigo, Mocciaro, Ferrara, Sottile e Salerno, il Petralia dal canto suo rispose con Rubino, Spinoso, Mascellino C., Sabatino, Tedesco, Mascellino M., Bencivinni, Bongiorno, Mascellino M., Cerami e Fustaino. Arbitro dell’incontro il signor Pagano di Palermo. Tra l’incredulità generale e lo stupore dei propri tifosi, i giallorossi schierarono una formazione di tutti petraliesi, priva dei due “stranieri”. Paolillo e Laneri che non avevano, come ebbero a giustificarsi, “potuto” aggregarsi alla squadra, già in ritiro dalla mattinata, giunsero in quel di Bompietro solo nell’intervallo tra il primo ed il secondo tempo. Così non furono della partita.La partita sostanzialmente equilibrata, iniziò in sordina con ben poche azioni degne di rilievo. Da segnalare, in apertura un tiro di poco alto sulla traversa di Tedesco, a cui rispose Mocciaro con un tiro a fil di palo. Ma al settimo Tedesco, schierato stranamente a stopper, portò in vantaggio il Petralia. Su un rimballo della difesa, dopo un bella azione corale dell’attacco petraliese,  l’indimenticabile Nino concluse con un forte rasoterra dal limite dell’area che si insaccò alla sinistra di Paternò. Pensando di aver domato l’undici gangitano il Petralia si ritirò in difesa cercando di contenere la reazione del Gangi. Al ventottesimo Sabatino salvò sulla linea un tiro di Bongiorno. Così il primo tempo si chiuse con i giallorossi in vantaggio. Nonostante il Raimondi fosse ben messo in campo, con un ottimo Mocciaro ed un superlativo Bongiorno, costruendo un’azione dietro l’altra non riuscì subito a riequilibrare le sorti dell’incontro, anche perché più volte la sfortuna negò ai gangitani la gioia del gol. Al sessantacinquesimo furono espulsi Mascellino C. e Sorrenti per reciproche scorrettezze, e un po più tardi Buongiorno lasciò il posto a Mauro nel Petralia e Notararigo a Trombetta nel Gangi. Al settantanovesimo però Mocciaro incornava una bella punizione calciata da Buongiorno riportando il match in parità. Gli ultimi dieci minuti videro il Gangi sbilanciarsi eccessivamente in avanti alla ricerca della vittoria, e lasciare ampi spazi al Petralia che fece correre a Paternò qualche serio pericolo ma senza riuscire a concretizzare. Nei supplementari una sola occasione degna di rilievo del Gangi costruita da Mocciaro che non fu realizzata dai compagni. Occorsero quindi i calci di rigore per designare la squadra vincente. Dal dischetto segnarono per il Petralia: Cerami, Mascellino, Mauro, Sabatino e Tedesco, per il Gangi: Ferrara, Sottile e Bongiorno. Il gol di Tedesco, scatenò la gioia di dirigenti e tifosi, la squadra giallorossa aveva coronato il sogno che aveva inseguito dai primi di luglio, l’A.S. Petralia Sottana era diventata campione delle Madonie per la seconda ed ultima volta

di Francesco Minneci